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Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G
Rif.: Rm-Arc Rm-Arc – ERRECI REAL ESTATE OSTUNI propone in vendita villa arredata in Rosamarina di Ostuni (BR) di 65 mq circa composta da salone con camino, 2 camere da letto (una con armadio a muro), cucina e ampio bagno. Doccia calda esterna, patio coperto con panchine in muratura e patio scoperto con barbecue in muratura. Giardino piantumato privato di 250 mq. circa, con impianto di irrigazione automatizzato e posto auto con gazebo. Rm-Arc - ERRECI REAL ESTATE OSTUNI proposed sale villa furnished Rosamarina of Ostuni (BR) of 65 sq.m. consisting of lounge with fireplace, two bedrooms (one with wardrobe), kitchen and bathroom. Outdoor hot shower, covered patio with stone benches and patio with barbecue discovered. Private planted garden of 250 sqm. some with automated irrigation system and parking space with a gazebo. Giardino: 1 ERRECI REAL ESTATE (www.erreci-immobiliare.it) Agenzia che tratta la vendita e gli affitti di ogni tipo di immobile : appartamento, masserie, trulli, villa, monolocale, bilocale, ufficio, rustici, mini appartamenti. --POSIZIONE GEOGRAFICA- Ci troviamo fra Brindisi (37km) e Fasano (21km), a 6 km dal mare e a due passi dai più caratteristici centri storici della Puglia: Locorotondo (22km), Martina Franca (22km), Cisternino (12), Ceglie Messapico (10 km) e Alberobello (31 km.). http://www.erreci-immobiliare.it/ita/homepage.asp STORIA di ROSA MARINA Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. 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- MARUGGIO _ PARCO MONTALTOMaruggio, un pianoro, che si eleva a circa 30 metri sul livello del mare, è lambito da nord ad Est da un profondo ed ampio vallone torrentizio che convoglia le acque piovane delle retrostanti alture di Montalto verso la costa, si estende nella penisola salentina nordoccidentale ed è prevalentemente pianeggiante, con leggere ondulazioni, le Murge tarantine. Questi rilievi proteggono il paese dai venti rendendo il clima più mite rispetto ad altre zone. A pochi minuti dal centro storico e dalle famose spiagge di sabbia bianca, su una collina di circa 10 ettari con una meravigliosa vista sul Mar Ionio e sul centro storico di Maruggio, sta nascendo un nuovo parco residenziale che prevede la realizzazione di 10 ville indipendenti, distribuite su terreni di proprietà tra i 6000,00 e gli 8500,00 mq ed in quattro tipologie altamente personalizzabili, più un esclusiva villa lux con giardino di circa 25000,00 mq in proprietà. Le diverse tipologie di villa, comprendono diverse esigenze abitative, dalla casa vacanza fino alla residenza stabile. Ogni villa avrà ingresso, giardino e solarium indipendenti, oltre a camino e barbecue. Ci sarà la possibilità di scegliere tra due, tre e in alcuni casi più camere da letto. - Soluzione 1:Ampie superfici finestrate per una continuità tra giardino e villa.L immobile è stato progettato e pensato come due villette di mq 62 totalmente indipendenti. Superfici interne studiate nei minimi dettagli in modo da sfruttare ogni metro quadrato, con possibilità di scelta tra una o due camere da letto e con al suo interno zona giorno con area cottura-pranzo ed area relax, uno o due bagni, una o due camere da letto e disimpegno notte.All esterno ampi pergolati e meraviglioso giardino mediterraneo con ulivi secolari ed essenze del luogo.Da 149.000,00 - Soluzione 2:Grandi aperture per vivere appieno un giardino unico ed accattivante Progettata con un idea tra moderno e tradizione attraverso finiture del luogo, la villa, di 118 mq, presenta due o tre camere da letto con un ampia zona giorno divisa a sua volta in zona relax, zona pranzo e zona cottura, ampie verande esterne a pergolato, solarium, e su richiesta piscina con solarium.Da 260.000,00 -Soluzione 3:Una villa di categoria superiore, un progetto unico per spazi, finiture e dettagli.La villa, di 200 mq, presenta al suo interno un ampia zona giorno che si collega all esterno con grandi aperture che fanno da passaggio per una ampissima zona a veranda e pergolato. La zona giorno presenta tre zone distinte quali relax, pranzo e zona cucina. Al piano terra troviamo inoltre un ampio ingresso con disimpegno e bagno.Dalla zona giorno con due rampe di scale distinte si accede ad una torretta rivestita in pietra che ospita quattro camere da letto e due bagni, due camere ed un bagno nel piano ammezzato superiore e due camere ed un bagno al piano ammezzato inferiore.A ridosso della zona pranzo troviamo all esterno un altro pergolato adibito ad ospitare ampi tavoli per i pranzi e le cene estive.Progettata su di un terreno di circa 25000,00 mq posto in posizione collinare, e quindi con una vista davvero unica, presenta la possibilità di realizzare un ampia piscina e vari percorsi tra ulivi secolari e piante mediterranee.Da 690.000,00CLASSE ENERGETICA: Immobile pubblicato precedentemente il 1 gennaio 2012STUDIO IMMOBILIARE VALLEFlaminia S.r.l.Real estate and investments24121 Bergamo - ItalyV.le Vitt. Emanuele II n. 65tel 39 035 231588fax 39 035 232714 .studio-valle.cominfo studio-valle.comFacebook: Valle RealEstateTwitter: ValleRealEstateSkype: Valle-Real-Estate Classe Energetica: non dichiarata A1283762
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Rif.: OST-FAL Ostfal - ERRECI REAL ESTATE Propone in vendita Il casale, costruito negli ultimi anni dell'800, è contornato da uliveti e da altre proprietà rurali. La struttura è costituita interamente di blocchi di pietra chiara sia all'esterno che all'interno. Le pareti terminano in soffitti a stella o a botte.Il casale in origine serviva alla raccolta della vite e alla pigiatura del vino, attivita' che ne hanno caratterizzato la struttura. Il restauro è stato operato rispettando totalmente le sue caratteristiche originarie.Pavimentazione tipica in chianche antiche. Il tetto consta di 3 terrazzamenti su livelli differenti,collegati tra loro da gradini in pietra ed attrezzati a solarium (ombrellone, lettini per il sole, doccione). 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Le masserie sono definibili come ogni forma dell' insediamento umano, nel territorio rurale, centri di produzione e organizzazione del lavoro agrario. La storia della masseria è indissolubilmente legata alla storia dell'Italia meridionale che è storia travagliata, storia di miseria, di violenza, di sopraffazione, di ignoranza, di diritti negati, storia che affonda le sue radici nell'antichità, addirittura nei primi secoli dell'Impero romano, quando, Plinio il Vecchio per spiegare la crisi dell'agricoltura affermò che "i latifondi avevano rovinato l'Italia". Origini La masseria ha origini antichissime; i primi esempi, infatti, risalgono al tempo della colonizzazione greca nel meridione (VIII-VI secolo a.C.). Essa era intesa come organizzazione sistematica del territorio ed era finalizzata ad attività agricole. A partire dal V secolo a.C. i Romani concentrarono le proprietà in poche aziende latifondistiche, dando origine alle "massericiae", entità rurali che sfociaron o poi in insediamenti residenziali e produttivi, detti "villae" o "massae" . Dal V al XV secolo La "villa romana" con le invasioni barbariche (V secolo d.C.) fu abitata dal nuovo signore barbaro che la fortificò per la difesa e per l'offesa. La "massa" subì una profonda trasformazione nel IX secolo ad opera di Carlo Magno che creò una nuova entità rurale chiamata "feudo". Nel XI secolo arrivarono nell'Italia meridionale i Normanni che trasformarono i feudi in "masserie villaggio" (tipologia non presente in agro mesagnese).Con l?arrivo degli Svevi, sempre nel meridione, nacquero le "masserie regie" (tipologia non presente in agro mesagnese) dedite alla coltura di cereali e all'allevamento di cavalli. Nel XV secolo l'Italia meridionale passò agli Aragonesi che eliminarono tutti i privilegi concessi precedentemente ai contadini. Gli unici a conservare qualche beneficio furono gli addetti alla transumanza che ebbero il permesso di costruire fabbricati su terreni adibiti a pascolo, destinati all'abitazione, al ricovero per gli animali e alla lavorazione di prodotti caseari. Sorsero, così, le "masserie di pecore" dette anche "iazzi", distinte da quelle in cui si praticava la coltivazione, dette "posta", perché erano postazioni fisse a cui si ritornava al termine della giornata. Dal XVI al XIX secolo La tipologia della masseria del sec. XV, che era rimasta invariata nei secoli XVI e XVII, subì sostanziali cambiamenti con l'arrivo dei Borboni nel meridione (sec XVIII). Essi espropriarono i feudi ecclesiastici dei quali si impadronì la borghesia rurale che organizzò il latifondo in masseria, nella quale emerse la figura del massaro che coordinava il lavoro dei contadini. Nel XIX secolo, con l'applicazione in Italia del codice napoleonico, furono assegnati ai contadini poveri terre demaniali per uso semina, pascolo o legna, ma le quote furono così piccole che i contadini si videro costretti a venderle per poter sopravvivere. La borghesia rurale continuò ad essere, nel meridione, dominante facendo perdurare il latifondo che nel resto d'Italia si era ormai da tempo disgregato. Decollarono anche con la coltura dell'ulivo e della vite, le "masserie di campagna" che diedero lavoro ad un alto numero di salariati: massari di campo, gualani, bovari, massari di vacche e di pecore. Subito dopo l'unità d'Italia (XIX sec.) i contadini delusi (briganti) devastarono molte di queste masserie. Verso la fine del XIX secolo i signori scelsero le masserie come loro residenza per controllare l'andamento delle attività. A tale scopo nacquero le "masserie palazzo" che segnarono un periodo di massima efficienza. Era enorme il numero di dipendenti: dal fattore al massaro, ai salariati fissi, gualani e lavoratori occasionali nei periodi di raccolta delle olive e nei periodi di semina e mietitura. Secolo XX Nel XX secolo, dopo i conflitti mondiali, le condizioni dei contadini peggiorarono. Con la parola d'ordine "la terra a chi lavora" si emanò la "riforma agraria" che espropriò e frazionò i latifondi. La vita delle masserie subì notevoli ridimensionamenti e molte furono abbandonate o utilizzate modificando abitudini e bisogni. Il latifondismo, consolidatosi al Sud nelle forme feudali della grande proprietà indivisa, scarsamente produttiva possedute prima dai signori feudali ed ecclesiastici ed accaparrate poi dalla borghesia meridionale, ha favorito la nascita della masseria, così diffusa nel nostro territorio. Luoghi di sfruttamento quindi, di povertà, di emarginazione, in tutto il Sud, oggetto ancora oggi di dibattito politico-economico, povertà che poi sfocerà nella emigrazione come forma di definitiva perdita di speranza, per molti, che lo Stato si accorgesse della gente del Sud, eppure... Si respira all'interno della masseria uno spirito di adattamento che è ancora tensione, attesa , speranza di cambiamento che spinge alla condivisione, all'aiuto vicendevole. Nata quindi da eventi storici negativi, la masseria diventa luogo di valori positivi, a testimonianza del carattere dell'uomo del Sud, che non lasciandosi prostrare dagli oppressori, nasconde sotto l'apparente rassegnazione e sottomissione, la potenza del povero contro la prepotenza del ricco sfruttatore. La terra, ormai dissodata e seminata, e la pastorizia divengono le occupazioni sussidiarie e complementari dell'agricoltura. Al posto delle "masserie di pecore" compaiono, con lo sviluppo della cerealicoltura, le "masserie da campo" e spesso i due tipi si fondono in masserie da campo e di pecore. L'architettura rurale pugliese risente di uno schema aperto; ciò è comprensibile data la funzione di questo: il favorire il contatto fra l'edificio e l'ambiente circostante, giustificabile quando l'ambiente è favorevole, diviene inattuabile per la Puglia, terra tormentata da tante scorrerie e lotte sociali. La masseria era un modo di organizzare lo spazio rurale e quindi la vita sociale ed economica delle persone che in essa vivevano. Strutturalmente parlando, le masserie sono nate sul tronco delle ville tardo-romane, di cui rievocano la disposizione dei volumi attorno ad un comodo e ampio spiazzo interno. Il tempo e la storia hanno reso necessari, in alcuni casi, interventi che hanno modificato architettonicamente le nostre masserie per precise esigenze di carattere politico, economico e sociale. Nessun cambiamento, però, ha offuscato il fascino che emanano queste strutture. Colpiscono la funzionalità e la razionalità che predominano nella partitura degli ambienti, la sapiente modulazione di spazi interni ed esterni; la grande armonia e delicatezza con la quale si inseriscono nell'ambiente circostante, segno di un perfetto equilibrio tra uomo e natura e il gusto artistico delle forme, mai assente persino in quelle più povere. STRUTTURA A CORTE Al di là delle dimensioni, del contesto territoriale in cui si trovavano o delle attività che vi si svolgevano, le masserie con struttura a corte presentano elementi strutturali fondamentali che si ripetono e le caratterizzano anche se manipolati dalle vicende della storia agraria del sud. Esse appaiono come un fortilizio quadrangolare o rettangolare chiuso attorno ad un vasto cortile, quasi mai inferiore a 500 metri quadrati (la corte), in genere pavimentato con lastre di pietra o con ciottoli e con centro il pozzo o cisterna. La corte è centro fisico e funzionale di questa tipologia di masseria, centro vitale e cuore della struttura e ad esse si accede da un unico portone che sembra voler escludere ogni possibilità di contatto con l'esterno. Sui lati del cortile si dispongono gli ambienti necessari alla vita della masseria e attorno e sul retro dell'edificio si stendevano le terre coltivate o i pascoli. MASSERIA PASTORALE Questa tipologia di masseria, diffusa nel nostro territorio, a due piani o a un solo piano, con struttura a corte, era presente nelle proprietà latifondistiche in cui la funzione pastorale prevaleva su quella agricola. Al pianterreno o al primo piano si trova l'abitazione del massaro. Essa raramente possiede l'abitazione padronale, essendo poco adatta alla villeggiatura. Il cortile, anziché essere circondato da locali destinati agli alloggi dei lavoratori, è bordato prevalentemente da tettoie chiuse (suppenne) e da pochi locali adibiti alla trasformazione del latte( la mercia). In alcuni casi la masseria pastorale si articola attorno a due cortili tra loro comunicanti: attorno al primo si dispongono le abitazioni dei lavoratori e gli altri edifici rustici, attorno al secondo, che dispone di una apertura propria, sono situate le tettoie per il riparo delle pecore. MASSERIA AGRICOLA PASTORALE Questa tipologia di masseria, molto diffusa nel nostro territorio è normalmente a due piani e con struttura a corte. Il lato principale dal quale si entra è formato da due piani e quasi sempre accoglie anche una chiesetta: al piano superiore, al quale si accede con una scala esterna è situata l'abitazione del padrone sormontata spesso da una guardiola che consente di abbracciare con lo sguardo l'intera superficie aziendale o gran parte di essa; al pianterreno, invece, di solito si trova l'abitazione del massaro. Sugli altri lati del cortile si dispongono senza un ordine ben preciso e su un solo piano gli altri ambienti necessari alla vita dell'azienda: i magazzini per il deposito dei prodotti agricoli, le stalle per gli animali da lavoro con le mangiatoie in pietra, i dormitori per i lavoratori stagionali ed un locale piuttosto ampio che comprende il forno e la cucina in cui i braccianti consumavano il pasto. Attorno e sul retro dell'edificio, a seconda della grandezza della masseria, c'è il frantoio per l'olio, il "palmento" per il vino e l'aia (l'era) per i "pisari" il grano. L'aia era lastricata con "chianche" per recuperare l'acqua piovana che, raccolta in cisterne, veniva utilizzata per bere, per cucinare i legumi e per irrigare i campi assieme a quella recuperata dai tetti con grondaie e canaletti. MASSERIA A FORMA LINEARE In questa tipologia di masseria, diffusa nel nostro territorio, manca completamente la "corte". In essa i vari corpi di fabbrica, complessi o meno a seconda della grandezza della masseria, sono disposti lungo un unico asse edile con i locali a solo pianterreno o a piani sovrapposti. Così strutturate sono anche le masserie con economia frugale nelle quali sono presenti l'abitazione modesta per il massaro, piccoli "curti" per le pecore e torrette rotonde per i colombi. L'unità, aspetto essenziale nell'architettura rurale, si ritrova attraverso l'uso del colore, del materiale e soprattutto per una particolare disposizione dei volumi minori rispetto a quello principale. La struttura diviene un fatto espressivo anche attraverso il materiale costruttivo più usato, il tufo, pietra calcarea locale, scavato e intagliato in cava secondo blocchi parallelepipedi di dimensioni pressoché unificate. La funzione è semplice qualificazione dello spazio interno: forme parallelepipede senza differenziazioni esterne, distribuite in uno schema planimetrico quadrangolare spesso a due piani. Attorno alla dimora il più ampio spazio "la mezzana" è riservato al pascolo dei bovini e degli equini. L'area immediatamente circostante la masseria, recinta di muri a secco è detta "campana" ed è destinata al pascolo di puledri e di vitelli. < Antistante alla casa vi è "l'aia" quadrangolare e lastricata per battervi il grano e a fianco la cisterna grande e le vasche rettangolari scavate nei blocchi di pietra per l'abbeveratura del bestiame. < La "corte" era chiamata tale perché identificava uno spazio chiuso attorno al castello o all'edificio padronale, centro dell'amministrazione di un possedimento fondiario. La partitura degli spazi, espressa dalle diverse funzionalità e dalla modulazione contenuta anche negli ambienti, viene sottolineata da un elemento architettonico come il pozzo, spesso al centro della corte interna, quasi sempre lastricata con "chianche". Vi è anche l'orto domestico, un fazzoletto di terra coltivata adiacente all'abitazione perché la massaia possa accedervi con facilità senza ricorrere al distante podere e ove sia possibile l'irrigazione frequente. Esso è quasi sempre recintato per proteggerlo dalle devastazioni e dal" razzolare delle galline". Oggi l'orto, e ancora più l'aia, rappresentano uno spazio adibito a verde privato il primo, attrezzato il secondo. L'edilizia rurale è quindi, una interpretazione del paesaggio agrario, una espressione culturale del territorio; nonché l'espressione funzionale dell'attività agricola e sociale. La masseria pugliese, di notevole interesse architettonico per il suo lessico artigianale, non è solo un'abitazione, ma coordina in un'unità più complessa la residenza, il lavoro e la vita associata. La masseria, nata come cellula autonoma di un ristretto tessuto produttivo, assume una precisa caratterizzazione in rapporto alla morfologia del territorio agrario, in base al cambiamento sociale e alla trasformazione del paesaggio. Elementi tipologici Le masserie generalmente presentano fabbricato ampi, composti da vari ambienti, spesso su due piani. Generalmente al piano terra si trovano gli ambienti destinati alla produzione, ovvero stalle e servizi generali, e al piano superiore gli ambienti utilizzati per residenza. In linea generale le masserie presentano i seguenti elementi tipologici: a) Corte La corte o cortile, è lo spazio scoperto, presente soprattutto nei complessi rurali di una certa dimensione. La corte riflette l' economia latifondista assolvendo spesso a finalità diverse, come la difesa del brigantaggio o il controllo da parte del massaro di tutti i settori operativi dell' azienda. Nelle zone in cui prevale la destinazione cerealico-pastorale (come nelle Masserie del Materano) la corte diviene il centro di smistamento delle attività lavorative ed è quindi circondata su due o tre lati da edifici aventi destinazione produttiva e residenziale. Nelle Masserie-Palazzo la corte invece è piccola ed è completamente circondata da edifici a due piani e dà accesso ed illuminazione ai locali al piano terra che generalmente non hanno aperture all' esterno, per motivi di sicurezza. Nelle masserie-villaggio del Metapontino, infine, la corte assume ampia conformazione e ruolo di vera e propria piazza interna. b) Alloggio padronale L'alloggio padronale è generalmente situato nel piano superiore del corpo principale, a cui si accede mediante ampie scale che si dipartono dell' androne di ingresso della corte. c) Alloggio del massaro e dei salariati Gli ambienti dedicati al riposo del massaro e dei braccianti sono al piano terra a diretto contatto con gli spazi produttivi. Nelle masserie più complesse l'alloggio del massaro acquista una sua specificità e si colloca al primo piano, spesso in posizione strategica di controllo del portone di accesso. d) Ambienti di lavoro Si tratta di una serie di vani dislocati intorno alla corte adibiti a stalla, rimessa di carri agricoli, ambienti per lavorazione e conservazione di vino, latte, olio e a volte anche di un vano per il maniscalco. e) Cappella Quasi sempre presente nelle masserie è ovviamente destinata alle celebrazioni sacre. Si può trovare una Cappella interna posta nel piano residenziale o al piano terra con ingresso dell' androne, al locale ricavato tra gli ambienti del piano terra con accesso esterno evidenziato da una croce, fino alla vera e propria chiesa avente volumetria ed impostazione architettonica pregiata, spesso coperta da cupola o affiancata da un evidente campanile. f) Fortificazioni E' l' elemento preminente e qualificante delle architetture rurali in esame. La torre è l'elemento più importante della struttura difensiva delle masserie. Invece le garitte e le torrette casamattate di forma quadrata o circolare poggiate su mensoloni di pietra e collocate agli angoli permettevano il controllo delle zone morte dell' edificio. g) Jazzi Struttura rurale posta ad una certa distanza dalla masseria era destinata all' allevamento del bestiame ovino. Caditoia o piombatoia: botola nel pavimento del cammino di ronda sulle mura o le torri atta a versare sul nemico olio o pece bollente. Feritoia: fessura praticata nelle mura (o in criptoportico o in mura di sostegno) delle fotrificazioni dalla quale era possibile sparare con armi da fuoco leggere a canna lunga dette archibugi ; per accrescere il raggio d'azione esse si allargano a strombo verso l'interno. Garitte: casotto dove stava di guardia la sentinella Cammino di ronda: ballatoio lungo le mura di cinta della masseria fortificata , protetto verso l'esterno e dotato di feritoie e caditoie. Atrio criptoportico: passaggio coperto e semisotteraneo , illuminato con feritoie nei fianchi della volta , usato per la costruzione di terrazze . Presenta delle aperture che conducono allo spazio aperto. Frantoi Ipogei: Uno degli angoli più affascinanti di questa masseria è il grande frantoio sotterraneo, da cui prende il nome. In questa grotta naturale si produceva l'olio d'oliva. Quasi tutte le masserie fortificate del Salento erano costruite sopra o vicino a vaste cavità sotterranee poi adattate dall'uomo alle sue esigenze: qui si sistemavano macine, presse e cisterne. Sempre sotto terra si ricavavano anche le stanze per il riposo degli operai e le stalle per gli animali. Nella nostra "grotta" si è lavorato fino agli anni 50. I macchinari, che con un sistema di cinghie e pulegge muovevano le macine, risalgono invece agli inizi del secolo. Le presse funzionavano a vapore. Sono veri reperti di archeologia industriale, che sembrano aver smesso di lavorare solo da qualche giorno. Nel pavimento sono scavate cisterne in cui veniva conservato l'olio d'oliva. In questa grotta, accanto alle vecchie macine di pietra, sono raccolti i vecchi attrezzi di uso agricolo e domestico, insieme a orci, cesti di spighe secche, vino. In questo luogo il microclima è perfetto per conservare, in modo assolutamente naturale, frutta, verdura e ortaggi.immobili in vendita in puglia, agenzie ostuni, casa, ostuni, appartamenti ostuni, vendita trulli in ostuni, trulli for sale a ostuni, ville immerse nel verde, cerco villa con piscina, affitti ville con piscina, villa con piscina in puglia, ville di lusso nel salento, vendita trulli in puglia, vendita trulli a ostuni, BRINDISI immobili, case ostuni, fittasi ostuni, fitta , pagliata immobiliare puglia, salento, ostuni, brindisi, carovigno , mare, vacanza, vacanze, spiaggia, agenzie immobiliari ostuni, puglia vacanze mare spiaggia vacanza salento, agenzia immobiliare ostuni, masserie in puglia, Agriturismo affitto Ostuni, Altri Immobili affitto Ostuni, Altro vendita Ostuni, erreci immobiliare ostuni, virgilio casa immobiliare Appartamenti vendita Ostuni, Appartamento affitto Ostuni, Aree Edificabili affitto Ostuni, Area, Edificabile, vendita, Ostuni, Aree, Industriali, vendita, Ostuni, Ostuni, Ostuni, Ostuni, Ostuni, Ostuni, Ostuni, villa, villa, villa, villa, villa, villa, villa, villa, villa, villa, villa, villa, villa, villa, Vendita case nel Salento acquistare, case salento, vendesi immobili Salento, case sulla spiaggia a Ostuni e Carovigno, monolocali per l''affitto estivo a ostuni, masseria, trullo, paiara, paiare, dimora, appartamenti in vendita vicinissimi al lungomare di Ostuni, Immobiliare, summer vacation rentals, land for sale, property in Apulia, holiday rentals, beach, agricultural land, homes, farmhouse, loan, olive grove, rural buildings, villas, villas with swimming pool, seaside. 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Le masserie sono definibili come ogni forma dell' insediamento umano, nel territorio rurale, centri di produzione e organizzazione del lavoro agrario. La storia della masseria è indissolubilmente legata alla storia dell'Italia meridionale che è storia travagliata, storia di miseria, di violenza, di sopraffazione, di ignoranza, di diritti negati, storia che affonda le sue radici nell'antichità, addirittura nei primi secoli dell'Impero romano, quando, Plinio il Vecchio per spiegare la crisi dell'agricoltura affermò che "i latifondi avevano rovinato l'Italia". Origini La masseria ha origini antichissime; i primi esempi, infatti, risalgono al tempo della colonizzazione greca nel meridione (VIII-VI secolo a.C.). Essa era intesa come organizzazione sistematica del territorio ed era finalizzata ad attività agricole. A partire dal V secolo a.C. i Romani concentrarono le proprietà in poche aziende latifondistiche, dando origine alle "massericiae", entità rurali che sfociaron o poi in insediamenti residenziali e produttivi, detti "villae" o "massae" . Dal V al XV secolo La "villa romana" con le invasioni barbariche (V secolo d.C.) fu abitata dal nuovo signore barbaro che la fortificò per la difesa e per l'offesa. La "massa" subì una profonda trasformazione nel IX secolo ad opera di Carlo Magno che creò una nuova entità rurale chiamata "feudo". Nel XI secolo arrivarono nell'Italia meridionale i Normanni che trasformarono i feudi in "masserie villaggio" (tipologia non presente in agro mesagnese).Con l?arrivo degli Svevi, sempre nel meridione, nacquero le "masserie regie" (tipologia non presente in agro mesagnese) dedite alla coltura di cereali e all'allevamento di cavalli. Nel XV secolo l'Italia meridionale passò agli Aragonesi che eliminarono tutti i privilegi concessi precedentemente ai contadini. Gli unici a conservare qualche beneficio furono gli addetti alla transumanza che ebbero il permesso di costruire fabbricati su terreni adibiti a pascolo, destinati all'abitazione, al ricovero per gli animali e alla lavorazione di prodotti caseari. Sorsero, così, le "masserie di pecore" dette anche "iazzi", distinte da quelle in cui si praticava la coltivazione, dette "posta", perché erano postazioni fisse a cui si ritornava al termine della giornata. Dal XVI al XIX secolo La tipologia della masseria del sec. XV, che era rimasta invariata nei secoli XVI e XVII, subì sostanziali cambiamenti con l'arrivo dei Borboni nel meridione (sec XVIII). Essi espropriarono i feudi ecclesiastici dei quali si impadronì la borghesia rurale che organizzò il latifondo in masseria, nella quale emerse la figura del massaro che coordinava il lavoro dei contadini. Nel XIX secolo, con l'applicazione in Italia del codice napoleonico, furono assegnati ai contadini poveri terre demaniali per uso semina, pascolo o legna, ma le quote furono così piccole che i contadini si videro costretti a venderle per poter sopravvivere. La borghesia rurale continuò ad essere, nel meridione, dominante facendo perdurare il latifondo che nel resto d'Italia si era ormai da tempo disgregato. Decollarono anche con la coltura dell'ulivo e della vite, le "masserie di campagna" che diedero lavoro ad un alto numero di salariati: massari di campo, gualani, bovari, massari di vacche e di pecore. Subito dopo l'unità d'Italia (XIX sec.) i contadini delusi (briganti) devastarono molte di queste masserie. Verso la fine del XIX secolo i signori scelsero le masserie come loro residenza per controllare l'andamento delle attività. A tale scopo nacquero le "masserie palazzo" che segnarono un periodo di massima efficienza. Era enorme il numero di dipendenti: dal fattore al massaro, ai salariati fissi, gualani e lavoratori occasionali nei periodi di raccolta delle olive e nei periodi di semina e mietitura. Secolo XX Nel XX secolo, dopo i conflitti mondiali, le condizioni dei contadini peggiorarono. Con la parola d'ordine "la terra a chi lavora" si emanò la "riforma agraria" che espropriò e frazionò i latifondi. La vita delle masserie subì notevoli ridimensionamenti e molte furono abbandonate o utilizzate modificando abitudini e bisogni. Il latifondismo, consolidatosi al Sud nelle forme feudali della grande proprietà indivisa, scarsamente produttiva possedute prima dai signori feudali ed ecclesiastici ed accaparrate poi dalla borghesia meridionale, ha favorito la nascita della masseria, così diffusa nel nostro territorio. Luoghi di sfruttamento quindi, di povertà, di emarginazione, in tutto il Sud, oggetto ancora oggi di dibattito politico-economico, povertà che poi sfocerà nella emigrazione come forma di definitiva perdita di speranza, per molti, che lo Stato si accorgesse della gente del Sud, eppure... Si respira all'interno della masseria uno spirito di adattamento che è ancora tensione, attesa , speranza di cambiamento che spinge alla condivisione, all'aiuto vicendevole. Nata quindi da eventi storici negativi, la masseria diventa luogo di valori positivi, a testimonianza del carattere dell'uomo del Sud, che non lasciandosi prostrare dagli oppressori, nasconde sotto l'apparente rassegnazione e sottomissione, la potenza del povero contro la prepotenza del ricco sfruttatore. La terra, ormai dissodata e seminata, e la pastorizia divengono le occupazioni sussidiarie e complementari dell'agricoltura. Al posto delle "masserie di pecore" compaiono, con lo sviluppo della cerealicoltura, le "masserie da campo" e spesso i due tipi si fondono in masserie da campo e di pecore. L'architettura rurale pugliese risente di uno schema aperto; ciò è comprensibile data la funzione di questo: il favorire il contatto fra l'edificio e l'ambiente circostante, giustificabile quando l'ambiente è favorevole, diviene inattuabile per la Puglia, terra tormentata da tante scorrerie e lotte sociali. La masseria era un modo di organizzare lo spazio rurale e quindi la vita sociale ed economica delle persone che in essa vivevano. Strutturalmente parlando, le masserie sono nate sul tronco delle ville tardo-romane, di cui rievocano la disposizione dei volumi attorno ad un comodo e ampio spiazzo interno. Il tempo e la storia hanno reso necessari, in alcuni casi, interventi che hanno modificato architettonicamente le nostre masserie per precise esigenze di carattere politico, economico e sociale. Nessun cambiamento, però, ha offuscato il fascino che emanano queste strutture. Colpiscono la funzionalità e la razionalità che predominano nella partitura degli ambienti, la sapiente modulazione di spazi interni ed esterni; la grande armonia e delicatezza con la quale si inseriscono nell'ambiente circostante, segno di un perfetto equilibrio tra uomo e natura e il gusto artistico delle forme, mai assente persino in quelle più povere. STRUTTURA A CORTE Al di là delle dimensioni, del contesto territoriale in cui si trovavano o delle attività che vi si svolgevano, le masserie con struttura a corte presentano elementi strutturali fondamentali che si ripetono e le caratterizzano anche se manipolati dalle vicende della storia agraria del sud. Esse appaiono come un fortilizio quadrangolare o rettangolare chiuso attorno ad un vasto cortile, quasi mai inferiore a 500 metri quadrati (la corte), in genere pavimentato con lastre di pietra o con ciottoli e con centro il pozzo o cisterna. La corte è centro fisico e funzionale di questa tipologia di masseria, centro vitale e cuore della struttura e ad esse si accede da un unico portone che sembra voler escludere ogni possibilità di contatto con l'esterno. Sui lati del cortile si dispongono gli ambienti necessari alla vita della masseria e attorno e sul retro dell'edificio si stendevano le terre coltivate o i pascoli. MASSERIA PASTORALE Questa tipologia di masseria, diffusa nel nostro territorio, a due piani o a un solo piano, con struttura a corte, era presente nelle proprietà latifondistiche in cui la funzione pastorale prevaleva su quella agricola. Al pianterreno o al primo piano si trova l'abitazione del massaro. Essa raramente possiede l'abitazione padronale, essendo poco adatta alla villeggiatura. Il cortile, anziché essere circondato da locali destinati agli alloggi dei lavoratori, è bordato prevalentemente da tettoie chiuse (suppenne) e da pochi locali adibiti alla trasformazione del latte( la mercia). In alcuni casi la masseria pastorale si articola attorno a due cortili tra loro comunicanti: attorno al primo si dispongono le abitazioni dei lavoratori e gli altri edifici rustici, attorno al secondo, che dispone di una apertura propria, sono situate le tettoie per il riparo delle pecore. MASSERIA AGRICOLA PASTORALE Questa tipologia di masseria, molto diffusa nel nostro territorio è normalmente a due piani e con struttura a corte. Il lato principale dal quale si entra è formato da due piani e quasi sempre accoglie anche una chiesetta: al piano superiore, al quale si accede con una scala esterna è situata l'abitazione del padrone sormontata spesso da una guardiola che consente di abbracciare con lo sguardo l'intera superficie aziendale o gran parte di essa; al pianterreno, invece, di solito si trova l'abitazione del massaro. Sugli altri lati del cortile si dispongono senza un ordine ben preciso e su un solo piano gli altri ambienti necessari alla vita dell'azienda: i magazzini per il deposito dei prodotti agricoli, le stalle per gli animali da lavoro con le mangiatoie in pietra, i dormitori per i lavoratori stagionali ed un locale piuttosto ampio che comprende il forno e la cucina in cui i braccianti consumavano il pasto. Attorno e sul retro dell'edificio, a seconda della grandezza della masseria, c'è il frantoio per l'olio, il "palmento" per il vino e l'aia (l'era) per i "pisari" il grano. L'aia era lastricata con "chianche" per recuperare l'acqua piovana che, raccolta in cisterne, veniva utilizzata per bere, per cucinare i legumi e per irrigare i campi assieme a quella recuperata dai tetti con grondaie e canaletti. MASSERIA A FORMA LINEARE In questa tipologia di masseria, diffusa nel nostro territorio, manca completamente la "corte". In essa i vari corpi di fabbrica, complessi o meno a seconda della grandezza della masseria, sono disposti lungo un unico asse edile con i locali a solo pianterreno o a piani sovrapposti. Così strutturate sono anche le masserie con economia frugale nelle quali sono presenti l'abitazione modesta per il massaro, piccoli "curti" per le pecore e torrette rotonde per i colombi. L'unità, aspetto essenziale nell'architettura rurale, si ritrova attraverso l'uso del colore, del materiale e soprattutto per una particolare disposizione dei volumi minori rispetto a quello principale. La struttura diviene un fatto espressivo anche attraverso il materiale costruttivo più usato, il tufo, pietra calcarea locale, scavato e intagliato in cava secondo blocchi parallelepipedi di dimensioni pressoché unificate. La funzione è semplice qualificazione dello spazio interno: forme parallelepipede senza differenziazioni esterne, distribuite in uno schema planimetrico quadrangolare spesso a due piani. Attorno alla dimora il più ampio spazio "la mezzana" è riservato al pascolo dei bovini e degli equini. L'area immediatamente circostante la masseria, recinta di muri a secco è detta "campana" ed è destinata al pascolo di puledri e di vitelli. < Antistante alla casa vi è "l'aia" quadrangolare e lastricata per battervi il grano e a fianco la cisterna grande e le vasche rettangolari scavate nei blocchi di pietra per l'abbeveratura del bestiame. < La "corte" era chiamata tale perché identificava uno spazio chiuso attorno al castello o all'edificio padronale, centro dell'amministrazione di un possedimento fondiario. La partitura degli spazi, espressa dalle diverse funzionalità e dalla modulazione contenuta anche negli ambienti, viene sottolineata da un elemento architettonico come il pozzo, spesso al centro della corte interna, quasi sempre lastricata con "chianche". Vi è anche l'orto domestico, un fazzoletto di terra coltivata adiacente all'abitazione perché la massaia possa accedervi con facilità senza ricorrere al distante podere e ove sia possibile l'irrigazione frequente. Esso è quasi sempre recintato per proteggerlo dalle devastazioni e dal" razzolare delle galline". Oggi l'orto, e ancora più l'aia, rappresentano uno spazio adibito a verde privato il primo, attrezzato il secondo. L'edilizia rurale è quindi, una interpretazione del paesaggio agrario, una espressione culturale del territorio; nonché l'espressione funzionale dell'attività agricola e sociale. La masseria pugliese, di notevole interesse architettonico per il suo lessico artigianale, non è solo un'abitazione, ma coordina in un'unità più complessa la residenza, il lavoro e la vita associata. La masseria, nata come cellula autonoma di un ristretto tessuto produttivo, assume una precisa caratterizzazione in rapporto alla morfologia del territorio agrario, in base al cambiamento sociale e alla trasformazione del paesaggio. Elementi tipologici Le masserie generalmente presentano fabbricato ampi, composti da vari ambienti, spesso su due piani. Generalmente al piano terra si trovano gli ambienti destinati alla produzione, ovvero stalle e servizi generali, e al piano superiore gli ambienti utilizzati per residenza. In linea generale le masserie presentano i seguenti elementi tipologici: a) Corte La corte o cortile, è lo spazio scoperto, presente soprattutto nei complessi rurali di una certa dimensione. La corte riflette l' economia latifondista assolvendo spesso a finalità diverse, come la difesa del brigantaggio o il controllo da parte del massaro di tutti i settori operativi dell' azienda. Nelle zone in cui prevale la destinazione cerealico-pastorale (come nelle Masserie del Materano) la corte diviene il centro di smistamento delle attività lavorative ed è quindi circondata su due o tre lati da edifici aventi destinazione produttiva e residenziale. Nelle Masserie-Palazzo la corte invece è piccola ed è completamente circondata da edifici a due piani e dà accesso ed illuminazione ai locali al piano terra che generalmente non hanno aperture all' esterno, per motivi di sicurezza. Nelle masserie-villaggio del Metapontino, infine, la corte assume ampia conformazione e ruolo di vera e propria piazza interna. b) Alloggio padronale L'alloggio padronale è generalmente situato nel piano superiore del corpo principale, a cui si accede mediante ampie scale che si dipartono dell' androne di ingresso della corte. c) Alloggio del massaro e dei salariati Gli ambienti dedicati al riposo del massaro e dei braccianti sono al piano terra a diretto contatto con gli spazi produttivi. Nelle masserie più complesse l'alloggio del massaro acquista una sua specificità e si colloca al primo piano, spesso in posizione strategica di controllo del portone di accesso. d) Ambienti di lavoro Si tratta di una serie di vani dislocati intorno alla corte adibiti a stalla, rimessa di carri agricoli, ambienti per lavorazione e conservazione di vino, latte, olio e a volte anche di un vano per il maniscalco. e) Cappella Quasi sempre presente nelle masserie è ovviamente destinata alle celebrazioni sacre. Si può trovare una Cappella interna posta nel piano residenziale o al piano terra con ingresso dell' androne, al locale ricavato tra gli ambienti del piano terra con accesso esterno evidenziato da una croce, fino alla vera e propria chiesa avente volumetria ed impostazione architettonica pregiata, spesso coperta da cupola o affiancata da un evidente campanile. f) Fortificazioni E' l' elemento preminente e qualificante delle architetture rurali in esame. La torre è l'elemento più importante della struttura difensiva delle masserie. Invece le garitte e le torrette casamattate di forma quadrata o circolare poggiate su mensoloni di pietra e collocate agli angoli permettevano il controllo delle zone morte dell' edificio. g) Jazzi Struttura rurale posta ad una certa distanza dalla masseria era destinata all' allevamento del bestiame ovino. Caditoia o piombatoia: botola nel pavimento del cammino di ronda sulle mura o le torri atta a versare sul nemico olio o pece bollente. Feritoia: fessura praticata nelle mura (o in criptoportico o in mura di sostegno) delle fotrificazioni dalla quale era possibile sparare con armi da fuoco leggere a canna lunga dette archibugi ; per accrescere il raggio d'azione esse si allargano a strombo verso l'interno. Garitte: casotto dove stava di guardia la sentinella Cammino di ronda: ballatoio lungo le mura di cinta della masseria fortificata , protetto verso l'esterno e dotato di feritoie e caditoie. Atrio criptoportico: passaggio coperto e semisotteraneo , illuminato con feritoie nei fianchi della volta , usato per la costruzione di terrazze . Presenta delle aperture che conducono allo spazio aperto. Frantoi Ipogei: Uno degli angoli più affascinanti di questa masseria è il grande frantoio sotterraneo, da cui prende il nome. In questa grotta naturale si produceva l'olio d'oliva. Quasi tutte le masserie fortificate del Salento erano costruite sopra o vicino a vaste cavità sotterranee poi adattate dall'uomo alle sue esigenze: qui si sistemavano macine, presse e cisterne. Sempre sotto terra si ricavavano anche le stanze per il riposo degli operai e le stalle per gli animali. Nella nostra "grotta" si è lavorato fino agli anni 50. I macchinari, che con un sistema di cinghie e pulegge muovevano le macine, risalgono invece agli inizi del secolo. Le presse funzionavano a vapore. Sono veri reperti di archeologia industriale, che sembrano aver smesso di lavorare solo da qualche giorno. Nel pavimento sono scavate cisterne in cui veniva conservato l'olio d'oliva. In questa grotta, accanto alle vecchie macine di pietra, sono raccolti i vecchi attrezzi di uso agricolo e domestico, insieme a orci, cesti di spighe secche, vino. In questo luogo il microclima è perfetto per conservare, in modo assolutamente naturale, frutta, verdura e ortaggi.immobili in vendita in puglia, agenzie ostuni, casa, ostuni, appartamenti ostuni, vendita trulli in ostuni, trulli for sale a ostuni, ville immerse nel verde, cerco villa con piscina, affitti ville con piscina, villa con piscina in puglia, ville di lusso nel salento, vendita trulli in puglia, vendita trulli a ostuni, BRINDISI immobili, case ostuni, fittasi ostuni, fitta , pagliata immobiliare puglia, salento, ostuni, brindisi, carovigno , mare, vacanza, vacanze, spiaggia, agenzie immobiliari ostuni, puglia vacanze mare spiaggia vacanza salento, agenzia immobiliare ostuni, masserie in puglia, Agriturismo affitto Ostuni, Altri Immobili affitto Ostuni, Altro vendita Ostuni, erreci immobiliare ostuni, virgilio casa immobiliare Appartamenti vendita Ostuni, Appartamento affitto Ostuni, Aree Edificabili affitto Ostuni, Area, Edificabile, vendita, Ostuni, Aree, Industriali, vendita, Ostuni, Ostuni, Ostuni, Ostuni, Ostuni, Ostuni, Ostuni, villa, villa, villa, villa, villa, villa, villa, villa, villa, villa, villa, villa, villa, villa, Vendita case nel Salento acquistare, case salento, vendesi immobili Salento, case sulla spiaggia a Ostuni e Carovigno, monolocali per l''affitto estivo a ostuni, masseria, trullo, paiara, paiare, dimora, appartamenti in vendita vicinissimi al lungomare di Ostuni, Immobiliare, summer vacation rentals, land for sale, property in Apulia, holiday rentals, beach, agricultural land, homes, farmhouse, loan, olive grove, rural buildings, villas, villas with swimming pool, seaside. 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Essa era intesa come organizzazione sistematica del territorio ed era finalizzata ad attività agricole. A partire dal V secolo a.C. i Romani concentrarono le proprietà in poche aziende latifondistiche, dando origine alle "massericiae", entità rurali che sfociaron o poi in insediamenti residenziali e produttivi, detti "villae" o "massae" . Dal V al XV secolo La "villa romana" con le invasioni barbariche (V secolo d.C.) fu abitata dal nuovo signore barbaro che la fortificò per la difesa e per l'offesa. La "massa" subì una profonda trasformazione nel IX secolo ad opera di Carlo Magno che creò una nuova entità rurale chiamata "feudo". Nel XI secolo arrivarono nell'Italia meridionale i Normanni che trasformarono i feudi in "masserie villaggio" (tipologia non presente in agro mesagnese).Con l?arrivo degli Svevi, sempre nel meridione, nacquero le "masserie regie" (tipologia non presente in agro mesagnese) dedite alla coltura di cereali e all'allevamento di cavalli. Nel XV secolo l'Italia meridionale passò agli Aragonesi che eliminarono tutti i privilegi concessi precedentemente ai contadini. Gli unici a conservare qualche beneficio furono gli addetti alla transumanza che ebbero il permesso di costruire fabbricati su terreni adibiti a pascolo, destinati all'abitazione, al ricovero per gli animali e alla lavorazione di prodotti caseari. Sorsero, così, le "masserie di pecore" dette anche "iazzi", distinte da quelle in cui si praticava la coltivazione, dette "posta", perché erano postazioni fisse a cui si ritornava al termine della giornata. Dal XVI al XIX secolo La tipologia della masseria del sec. XV, che era rimasta invariata nei secoli XVI e XVII, subì sostanziali cambiamenti con l'arrivo dei Borboni nel meridione (sec XVIII). Essi espropriarono i feudi ecclesiastici dei quali si impadronì la borghesia rurale che organizzò il latifondo in masseria, nella quale emerse la figura del massaro che coordinava il lavoro dei contadini. Nel XIX secolo, con l'applicazione in Italia del codice napoleonico, furono assegnati ai contadini poveri terre demaniali per uso semina, pascolo o legna, ma le quote furono così piccole che i contadini si videro costretti a venderle per poter sopravvivere. La borghesia rurale continuò ad essere, nel meridione, dominante facendo perdurare il latifondo che nel resto d'Italia si era ormai da tempo disgregato. Decollarono anche con la coltura dell'ulivo e della vite, le "masserie di campagna" che diedero lavoro ad un alto numero di salariati: massari di campo, gualani, bovari, massari di vacche e di pecore. Subito dopo l'unità d'Italia (XIX sec.) i contadini delusi (briganti) devastarono molte di queste masserie. Verso la fine del XIX secolo i signori scelsero le masserie come loro residenza per controllare l'andamento delle attività. A tale scopo nacquero le "masserie palazzo" che segnarono un periodo di massima efficienza. Era enorme il numero di dipendenti: dal fattore al massaro, ai salariati fissi, gualani e lavoratori occasionali nei periodi di raccolta delle olive e nei periodi di semina e mietitura. Secolo XX Nel XX secolo, dopo i conflitti mondiali, le condizioni dei contadini peggiorarono. Con la parola d'ordine "la terra a chi lavora" si emanò la "riforma agraria" che espropriò e frazionò i latifondi. La vita delle masserie subì notevoli ridimensionamenti e molte furono abbandonate o utilizzate modificando abitudini e bisogni. Il latifondismo, consolidatosi al Sud nelle forme feudali della grande proprietà indivisa, scarsamente produttiva possedute prima dai signori feudali ed ecclesiastici ed accaparrate poi dalla borghesia meridionale, ha favorito la nascita della masseria, così diffusa nel nostro territorio. Luoghi di sfruttamento quindi, di povertà, di emarginazione, in tutto il Sud, oggetto ancora oggi di dibattito politico-economico, povertà che poi sfocerà nella emigrazione come forma di definitiva perdita di speranza, per molti, che lo Stato si accorgesse della gente del Sud, eppure... Si respira all'interno della masseria uno spirito di adattamento che è ancora tensione, attesa , speranza di cambiamento che spinge alla condivisione, all'aiuto vicendevole. Nata quindi da eventi storici negativi, la masseria diventa luogo di valori positivi, a testimonianza del carattere dell'uomo del Sud, che non lasciandosi prostrare dagli oppressori, nasconde sotto l'apparente rassegnazione e sottomissione, la potenza del povero contro la prepotenza del ricco sfruttatore. La terra, ormai dissodata e seminata, e la pastorizia divengono le occupazioni sussidiarie e complementari dell'agricoltura. Al posto delle "masserie di pecore" compaiono, con lo sviluppo della cerealicoltura, le "masserie da campo" e spesso i due tipi si fondono in masserie da campo e di pecore. L'architettura rurale pugliese risente di uno schema aperto; ciò è comprensibile data la funzione di questo: il favorire il contatto fra l'edificio e l'ambiente circostante, giustificabile quando l'ambiente è favorevole, diviene inattuabile per la Puglia, terra tormentata da tante scorrerie e lotte sociali. La masseria era un modo di organizzare lo spazio rurale e quindi la vita sociale ed economica delle persone che in essa vivevano. Strutturalmente parlando, le masserie sono nate sul tronco delle ville tardo-romane, di cui rievocano la disposizione dei volumi attorno ad un comodo e ampio spiazzo interno. Il tempo e la storia hanno reso necessari, in alcuni casi, interventi che hanno modificato architettonicamente le nostre masserie per precise esigenze di carattere politico, economico e sociale. Nessun cambiamento, però, ha offuscato il fascino che emanano queste strutture. Colpiscono la funzionalità e la razionalità che predominano nella partitura degli ambienti, la sapiente modulazione di spazi interni ed esterni; la grande armonia e delicatezza con la quale si inseriscono nell'ambiente circostante, segno di un perfetto equilibrio tra uomo e natura e il gusto artistico delle forme, mai assente persino in quelle più povere. STRUTTURA A CORTE Al di là delle dimensioni, del contesto territoriale in cui si trovavano o delle attività che vi si svolgevano, le masserie con struttura a corte presentano elementi strutturali fondamentali che si ripetono e le caratterizzano anche se manipolati dalle vicende della storia agraria del sud. Esse appaiono come un fortilizio quadrangolare o rettangolare chiuso attorno ad un vasto cortile, quasi mai inferiore a 500 metri quadrati (la corte), in genere pavimentato con lastre di pietra o con ciottoli e con centro il pozzo o cisterna. La corte è centro fisico e funzionale di questa tipologia di masseria, centro vitale e cuore della struttura e ad esse si accede da un unico portone che sembra voler escludere ogni possibilità di contatto con l'esterno. Sui lati del cortile si dispongono gli ambienti necessari alla vita della masseria e attorno e sul retro dell'edificio si stendevano le terre coltivate o i pascoli. MASSERIA PASTORALE Questa tipologia di masseria, diffusa nel nostro territorio, a due piani o a un solo piano, con struttura a corte, era presente nelle proprietà latifondistiche in cui la funzione pastorale prevaleva su quella agricola. Al pianterreno o al primo piano si trova l'abitazione del massaro. Essa raramente possiede l'abitazione padronale, essendo poco adatta alla villeggiatura. Il cortile, anziché essere circondato da locali destinati agli alloggi dei lavoratori, è bordato prevalentemente da tettoie chiuse (suppenne) e da pochi locali adibiti alla trasformazione del latte( la mercia). In alcuni casi la masseria pastorale si articola attorno a due cortili tra loro comunicanti: attorno al primo si dispongono le abitazioni dei lavoratori e gli altri edifici rustici, attorno al secondo, che dispone di una apertura propria, sono situate le tettoie per il riparo delle pecore. MASSERIA AGRICOLA PASTORALE Questa tipologia di masseria, molto diffusa nel nostro territorio è normalmente a due piani e con struttura a corte. Il lato principale dal quale si entra è formato da due piani e quasi sempre accoglie anche una chiesetta: al piano superiore, al quale si accede con una scala esterna è situata l'abitazione del padrone sormontata spesso da una guardiola che consente di abbracciare con lo sguardo l'intera superficie aziendale o gran parte di essa; al pianterreno, invece, di solito si trova l'abitazione del massaro. Sugli altri lati del cortile si dispongono senza un ordine ben preciso e su un solo piano gli altri ambienti necessari alla vita dell'azienda: i magazzini per il deposito dei prodotti agricoli, le stalle per gli animali da lavoro con le mangiatoie in pietra, i dormitori per i lavoratori stagionali ed un locale piuttosto ampio che comprende il forno e la cucina in cui i braccianti consumavano il pasto. Attorno e sul retro dell'edificio, a seconda della grandezza della masseria, c'è il frantoio per l'olio, il "palmento" per il vino e l'aia (l'era) per i "pisari" il grano. L'aia era lastricata con "chianche" per recuperare l'acqua piovana che, raccolta in cisterne, veniva utilizzata per bere, per cucinare i legumi e per irrigare i campi assieme a quella recuperata dai tetti con grondaie e canaletti. MASSERIA A FORMA LINEARE In questa tipologia di masseria, diffusa nel nostro territorio, manca completamente la "corte". In essa i vari corpi di fabbrica, complessi o meno a seconda della grandezza della masseria, sono disposti lungo un unico asse edile con i locali a solo pianterreno o a piani sovrapposti. Così strutturate sono anche le masserie con economia frugale nelle quali sono presenti l'abitazione modesta per il massaro, piccoli "curti" per le pecore e torrette rotonde per i colombi. L'unità, aspetto essenziale nell'architettura rurale, si ritrova attraverso l'uso del colore, del materiale e soprattutto per una particolare disposizione dei volumi minori rispetto a quello principale. La struttura diviene un fatto espressivo anche attraverso il materiale costruttivo più usato, il tufo, pietra calcarea locale, scavato e intagliato in cava secondo blocchi parallelepipedi di dimensioni pressoché unificate. La funzione è semplice qualificazione dello spazio interno: forme parallelepipede senza differenziazioni esterne, distribuite in uno schema planimetrico quadrangolare spesso a due piani. Attorno alla dimora il più ampio spazio "la mezzana" è riservato al pascolo dei bovini e degli equini. L'area immediatamente circostante la masseria, recinta di muri a secco è detta "campana" ed è destinata al pascolo di puledri e di vitelli. < Antistante alla casa vi è "l'aia" quadrangolare e lastricata per battervi il grano e a fianco la cisterna grande e le vasche rettangolari scavate nei blocchi di pietra per l'abbeveratura del bestiame. < La "corte" era chiamata tale perché identificava uno spazio chiuso attorno al castello o all'edificio padronale, centro dell'amministrazione di un possedimento fondiario. La partitura degli spazi, espressa dalle diverse funzionalità e dalla modulazione contenuta anche negli ambienti, viene sottolineata da un elemento architettonico come il pozzo, spesso al centro della corte interna, quasi sempre lastricata con "chianche". Vi è anche l'orto domestico, un fazzoletto di terra coltivata adiacente all'abitazione perché la massaia possa accedervi con facilità senza ricorrere al distante podere e ove sia possibile l'irrigazione frequente. Esso è quasi sempre recintato per proteggerlo dalle devastazioni e dal" razzolare delle galline". Oggi l'orto, e ancora più l'aia, rappresentano uno spazio adibito a verde privato il primo, attrezzato il secondo. L'edilizia rurale è quindi, una interpretazione del paesaggio agrario, una espressione culturale del territorio; nonché l'espressione funzionale dell'attività agricola e sociale. La masseria pugliese, di notevole interesse architettonico per il suo lessico artigianale, non è solo un'abitazione, ma coordina in un'unità più complessa la residenza, il lavoro e la vita associata. La masseria, nata come cellula autonoma di un ristretto tessuto produttivo, assume una precisa caratterizzazione in rapporto alla morfologia del territorio agrario, in base al cambiamento sociale e alla trasformazione del paesaggio. Elementi tipologici Le masserie generalmente presentano fabbricato ampi, composti da vari ambienti, spesso su due piani. Generalmente al piano terra si trovano gli ambienti destinati alla produzione, ovvero stalle e servizi generali, e al piano superiore gli ambienti utilizzati per residenza. In linea generale le masserie presentano i seguenti elementi tipologici: a) Corte La corte o cortile, è lo spazio scoperto, presente soprattutto nei complessi rurali di una certa dimensione. La corte riflette l' economia latifondista assolvendo spesso a finalità diverse, come la difesa del brigantaggio o il controllo da parte del massaro di tutti i settori operativi dell' azienda. Nelle zone in cui prevale la destinazione cerealico-pastorale (come nelle Masserie del Materano) la corte diviene il centro di smistamento delle attività lavorative ed è quindi circondata su due o tre lati da edifici aventi destinazione produttiva e residenziale. Nelle Masserie-Palazzo la corte invece è piccola ed è completamente circondata da edifici a due piani e dà accesso ed illuminazione ai locali al piano terra che generalmente non hanno aperture all' esterno, per motivi di sicurezza. Nelle masserie-villaggio del Metapontino, infine, la corte assume ampia conformazione e ruolo di vera e propria piazza interna. b) Alloggio padronale L'alloggio padronale è generalmente situato nel piano superiore del corpo principale, a cui si accede mediante ampie scale che si dipartono dell' androne di ingresso della corte. c) Alloggio del massaro e dei salariati Gli ambienti dedicati al riposo del massaro e dei braccianti sono al piano terra a diretto contatto con gli spazi produttivi. Nelle masserie più complesse l'alloggio del massaro acquista una sua specificità e si colloca al primo piano, spesso in posizione strategica di controllo del portone di accesso. d) Ambienti di lavoro Si tratta di una serie di vani dislocati intorno alla corte adibiti a stalla, rimessa di carri agricoli, ambienti per lavorazione e conservazione di vino, latte, olio e a volte anche di un vano per il maniscalco. e) Cappella Quasi sempre presente nelle masserie è ovviamente destinata alle celebrazioni sacre. Si può trovare una Cappella interna posta nel piano residenziale o al piano terra con ingresso dell' androne, al locale ricavato tra gli ambienti del piano terra con accesso esterno evidenziato da una croce, fino alla vera e propria chiesa avente volumetria ed impostazione architettonica pregiata, spesso coperta da cupola o affiancata da un evidente campanile. f) Fortificazioni E' l' elemento preminente e qualificante delle architetture rurali in esame. La torre è l'elemento più importante della struttura difensiva delle masserie. Invece le garitte e le torrette casamattate di forma quadrata o circolare poggiate su mensoloni di pietra e collocate agli angoli permettevano il controllo delle zone morte dell' edificio. g) Jazzi Struttura rurale posta ad una certa distanza dalla masseria era destinata all' allevamento del bestiame ovino. Caditoia o piombatoia: botola nel pavimento del cammino di ronda sulle mura o le torri atta a versare sul nemico olio o pece bollente. Feritoia: fessura praticata nelle mura (o in criptoportico o in mura di sostegno) delle fotrificazioni dalla quale era possibile sparare con armi da fuoco leggere a canna lunga dette archibugi ; per accrescere il raggio d'azione esse si allargano a strombo verso l'interno. Garitte: casotto dove stava di guardia la sentinella Cammino di ronda: ballatoio lungo le mura di cinta della masseria fortificata , protetto verso l'esterno e dotato di feritoie e caditoie. Atrio criptoportico: passaggio coperto e semisotteraneo , illuminato con feritoie nei fianchi della volta , usato per la costruzione di terrazze . Presenta delle aperture che conducono allo spazio aperto. Frantoi Ipogei: Uno degli angoli più affascinanti di questa masseria è il grande frantoio sotterraneo, da cui prende il nome. In questa grotta naturale si produceva l'olio d'oliva. Quasi tutte le masserie fortificate del Salento erano costruite sopra o vicino a vaste cavità sotterranee poi adattate dall'uomo alle sue esigenze: qui si sistemavano macine, presse e cisterne. Sempre sotto terra si ricavavano anche le stanze per il riposo degli operai e le stalle per gli animali. Nella nostra "grotta" si è lavorato fino agli anni 50. I macchinari, che con un sistema di cinghie e pulegge muovevano le macine, risalgono invece agli inizi del secolo. Le presse funzionavano a vapore. Sono veri reperti di archeologia industriale, che sembrano aver smesso di lavorare solo da qualche giorno. Nel pavimento sono scavate cisterne in cui veniva conservato l'olio d'oliva. In questa grotta, accanto alle vecchie macine di pietra, sono raccolti i vecchi attrezzi di uso agricolo e domestico, insieme a orci, cesti di spighe secche, vino. 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VILLAGE VIGILIO H24 WITH PRIVATE GUARDIANS, with about 2 km of coastline Spread (sandy and cliff) and enchanting "CALETTE" WHO MAKES THE VILLAGE Unique. Other than the famed "Grand Hotel Rosa Marina" VI is the presence of bars, restaurants, Pizzeria, Pharmacy, Disco, swimming beach. The clock never stops ROSA MARINA WITH THE night life that sees the presence of several VIPs of entertainment, art, culture and the world of politics. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated Classe Energetica: G
Rif.: TRI-DAM Tri-Dam - ERRECI REAL ESTATE OSTUNI PROPONE IN VENDITA nella marina di Ostuni nell'ambito dello splendido villaggio internazionale di ROSA MARINA, recintato e vigilato h.24/24, con oltre 2,5 km. di litorale, una TRIVILLA a circa mt. 150 dal mare . La Villa è composta di ampio soggiorno con caminetto, cucinotto, due camere da letto, due bagni, ampio patio coperto e veranda, accesso al terrazzo fruibile. Ampio giardino “angolare” di circa 350 mq. molto curato e con varie essenze mediterranee. PREZZO AFFARE. Tri-Dam - ERREC REAL ESTATE OSTUNI offer for sale in the navy in the beautiful village of Ostuni International ROSA MARINA, fenced and guarded h.24/24, with over 2.5 km. of coastline, a TRIVILLA about mt. 150 from the sea. The Villa is composed of large living room with fireplace, kitchen, two bedrooms, two bathrooms, large covered patio and porch, enjoyed access to the terrace. Large garden "corner" of about 350 square meters. very nice and with various Mediterranean species. INTERESSANT PRICE. VILLAGGIO “ROSA MARINA” VIGILATO H24 CON GUARDIANIA PRIVATA, CON CIRCA 2 KM DI LITORALE SPARPAGLIATO (SPIAGGE IN SABBIA E SCOGLIERA) ED INCANTEVOLI “CALETTE” CHE RENDONO IL VILLAGGIO UNICO NEL SUO GENERE. ALL'INTERNO DEL VILLAGGIO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. L'OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G
Rif.: Vil-Cor-4460 Vil-Cor ERRECI REAL ESTATE OSTUNI PROPONE IN VENDITA nella marina di Ostuni nell'ambito dello splendido villaggio internazionale di Rosa Marina, recintato e vigilato h.24/24, con oltre 2,5 km. di litorale, una villa Bifamiliare + Dependance a circa mt. 100 dal mare . La Villa è composta da ampio soggiorno con caminetto, cucina abitabile, tre camere da letto di cui due matrimoniali ed una cameretta singola, due bagni, ampio patio coperto, accesso al terrazzo con vista mare. La Dependance è composta da un vano Soggiorno con angolo cottura e n. 2 Posti Letto “retraibili a muro”, ampia stanza da letto matrimoniale e bagno. Parcheggio auto, ampio giardino con prato e varie essenze mediterranee. La villa è stata completamente ristrutturata di recente. Possibilità di eventuale frazionamento al fine di ottenere n. 2 unità immobiliari completamente indipendenti. Vil-Cor ERRECI REAL ESTATE OSTUNI offer for sale in Ostuni Marina in the beautiful village of Rosa Marina International, fenced and guarded h.24/24, with over 2.5 km. of coastline, a family house + outbuilding around mt. 100 from the sea. The villa consists of large living room with fireplace, kitchen, three bedrooms including two doubles and one single bedroom, two bathrooms, large covered patio, access to the terrace with sea view. The annexe consists of a living room with kitchenette and No 2 Beds "retractable wall, large double bedroom and bathroom. Car parking, large garden with lawn and various Mediterranean species. The villa has been completely renovated recently. Possibility of any division in order to obtain No 2 units property is completely independent. VILLAGGIO “ROSA MARINA” VIGILATO H24 CON GUARDIANIA PRIVATA, CON CIRCA 2 KM DI LITORALE SPARPAGLIATO (SPIAGGE IN SABBIA E SCOGLIERA) ED INCANTEVOLI “CALETTE” CHE RENDONO IL VILLAGGIO UNICO NEL SUO GENERE. ALL'INTERNO DEL VILLAGGIO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. L'OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G
Rif.: Vil-Cas Vil-Cas ERRECI REAL ESTATE OSTUNI PROPONE IN VENDITA nella marina di Ostuni nell'ambito dello splendido villaggio internazionale di ROSA MARINA, recintato e vigilato h.24/24, con oltre 2,5 km. di litorale, una villa Bifamiliare + Dependance a circa mt. 100 dal mare . La Villa è composta di ampio soggiorno con caminetto, cucina abitabile, tre camere da letto di cui due matrimoniali ed una cameretta singola, due bagni, ampio patio coperto, accesso al terrazzo con vista mare. La Dependance è composta da ampia stanza da letto matrimoniale e bagno. Ampio giardino con prato e varie essenze mediterranee. La Villa è stata completamente ristrutturata negli anni 2007 e 2008 (pari al nuovo). Possibilità di eventuale frazionamento al fine di ottenere n. 2 unità immobiliari completamente indipendenti. 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ALL'INTERNO DEL VILLAGGIO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. L'OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G
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ALL'INTERNO DEL VILLAGGIO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. L'OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G
Rif.: RM-TRI RM-TRI - ERRECI REAL ESTATE OSTUNI PROPONE IN VENDITA NEL RINOMATO VILLAGGIO TURISTICO INTERNAZIONALE "ROSA MARINA" DI OSTUNI, TRIVILLA IN ZONA "G" A 800 MT. DAL MARE, COMPOSTA DA AMPIO GIARDINO, VERANDA, SOGGIORNO/PRANZO, CUCINOTTO, 2 CAMERE DA LETTO, TRE BAGNI, AMPIO RIPOSTIGLIO E TERRAZZO FRUIBILE. RM-TRI - ERRECI REAL ESTATE OSTUNI offer for sale in the famous international resort "ROSA MARINA" of Ostuni, TRIVILLA IN ZONE "G" at 800 MT. BY THE SEA, consisting of large garden, veranda, living / dining room, kitchen, 2 BEDROOMS, THREE BATHROOMS, large closet TERRACE AND useful. VILLAGGIO “ROSA MARINA” VIGILATO H24 CON GUARDIANIA PRIVATA, CON CIRCA 2 KM DI LITORALE SPARPAGLIATO (SPIAGGE IN SABBIA E SCOGLIERA) ED INCANTEVOLI “CALETTE” CHE RENDONO IL VILLAGGIO UNICO NEL SUO GENERE. ALL'INTERNO DEL VILLAGGIO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. L'OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G
Rif.: Vil-GP Vil-GP - ERRECI REAL ESTATE OSTUNI PROPONE IN VENDITA NEL RINOMATO VILLAGGIO TURISTICO INTERNAZIONALE DI "ROSA MARINA" DI OSTUNI: SPLENDIDA VILLA COMPOSTA DALLA ORIGINARIA CASA PRINCIPALE RISTRUTTURATA E PARI AL NUOVO COMPOSTA DA SOGGIORNO, CUCINOTTO, 2 CAMERE DA LETTO E 2 BAGNI. PRIMA DEPANDANCE CON CAMERA DA LETTO E BAGNO. SECONDA DEPANDANCE CON CAMERA DA LETTO MATRIMONIALE, CAMERETTA E BAGNO. 2 AMPIE VERANDE DI CUI 1 IN MURATURA ED UNA IN LEGNO LAMELLARE. 2 DOCCE ESTERNE E RIPOSTIGLIO. L'ACQUA CALDA VIENE PRODOTTA DA PANNELLI SOLARI INSTALLATI SUL LASTRICO SOLARE. GRANDE GIARDINO/PARCO DI CIRCA 800 MQ. CON GRANDE GAZEBO OTTAGONALE SERVITO DA PIANO COTTURA E BARBECUE. POZZO ARTESIANO E POSSIBILITA' DI REALIZZARE UNA PISCINA. Vil-GP - ERRECI REAL ESTATE OSTUNI PROPOSES FOR SALE IN RENOWNED INTERNATIONAL TOURIST VILLAGE OF "ROSA MARINA" of Ostuni: WONDERFUL VILLA COMPOUND FROM ORIGINAL MAIN HOUSE RESTORED AND EVEN THE NEW Living room, kitchen, 2 BEDROOMS AND 2 BATHROOMS. FIRST DEPANDANCE WITH BEDROOM AND BATH. SECOND annexe with double bedroom, single bedroom and BATHROOM. 2 large verandas which 1 MASONRY AND A laminated wood. 2 outdoor showers and heating. The hot water is produced by solar arrays installed on the pavement SOLAR. LARGE GARDEN PARK OF ABOUT 800 SQ. SERVED WITH LARGE OCTAGONAL GAZEBO FROM BARBECUE AND HOB. Artesian is possible 'to make a pool. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G
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ALL'INTERNO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. L'OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLO SPETTACOLO, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLA POLITICA. ERRECI PROPOSES REAL ESTATE FOR SALE: In the beautiful international resort CALLED "ROSE MARINA" Just 9 km. From the town of Ostuni, 12 km. FROM FASANO, 15 km. Cisternino, VILLE various types (detached, semidetached, TRIVILLE, MINIVILLE, PARCOVILLE, apartments, studios, duplexes, and superduplex PATIOVILLE. VILLAGE VIGILIO H24 WITH PRIVATE GUARDIANS, with about 2 km of coastline Spread (sandy and cliff) and enchanting "CALETTE" WHO MAKES THE VILLAGE Unique. Other than the famed "Grand Hotel Rosa Marina" VI is the presence of bars, restaurants, Pizzeria, Pharmacy, Disco, swimming beach. The clock never stops ROSA MARINA WITH THE night life that sees the presence of several VIPs of entertainment, art, culture and the world of politics. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G
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Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G
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The clock never stops ROSA MARINA WITH THE night life that sees the presence of several VIPs of entertainment, art, culture and the world of politics. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G