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proiecte de case in vendita in romania

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·  27 marzo 21:11
·  Camere da letto: 3

TIPOLOGIA: L´istituto immobiliare Peticone propone in VENDITA a FONDI vicino SPERLONGA Caratteristica MANSARDINA di 48 mq completamente ARREDATA. LOCALIZZAZIONE: FONDI - Centralissimo, a soli 10 minuti dal mare e 15 minuti da Sperlonga. SISTEMAZIONE INTERNI: La graziosa MANSARDINA al centro è composta da con accogliente SOGGIORNO con pratico ANGOLO COTTURA, un utile RIPOSTIGLIO, una confortevole CAMERA matrimoniale e un comodo BAGNO. ACCESSORI ANNESSI: La MANSARDA viene venduta completamente ARREDATA. SUPERFICIE COMMERCIALE: 48 MQ PREZZO al MQ: € 1.290,00 L´abitazione ideale per chiunque voglia vivere in un contesto tranquillo, a due passi da tutti i servizi. INFORMAZIONI UTILI: Situato a pochi passi dal meraviglioso centro storico della commerciale città di FONDI (www.comunedifondi.it), costituito da antiche dimore da terra a cielo disposte in vicoletti con pavimentazione in vasoli in pietra. Di rilevante importanza sono i tanti monumenti che la caratterizzano, come il suo DUOMO, il ristrutturatissimo Quartiere ebraico ´La Giudea´, il Monastero di San Magno, ma soprattutto il suo CASTELLO BARONALE, simbolo della città. A soli 5 minuti di auto si trova la stazione ferroviaria di FONDI-SPERLONGA, con treni in transito con frequenza di 1 ora da Napoli e da Roma per entrambi le direzioni, in 60 minuti si raggiunge la stazione centrale di ROMA TERMINI. Servito dai trasporti pubblici e da tutti i servizi che il paese offre, dista solo 10 minuti dal mare e 15 minuti dalla famosa SPERLONGA(www.comune.sperlonga.lt.it). A 10 km dall´abitazione si possono ammirare i resti dell´antica VIA APPIA, risalenti ai tempi dell´Impero Romano. A metà strada tra ROMA e NAPOLI, altrettanto facili sono gli spostamenti verso gli AEREOPORTI internazionali di FIUMICINO (Roma) e CAPODICHINO (Napoli). Si può raggiungere il porto di FORMIA (www.comune.formia.lt.it) in 20 minuti da dove è possibile arrivare alle isole pontine (PONZA-VENTOTENE) oppure CAPRI-ISCHIA, con i mezzi pubblici di navigazione quotidiana. Per ulteriori info visita il sito www.immobilpeticone.it Su Sistemarsi Immobiliare (http://www.sistemarsi.com) ti aspettano oltre 730.000 annunci di appartamenti, case, ville, alloggi, terreni, uffici e attività commerciali.

·  10 settembre 2013 23:07
·  Camere da letto: 3

Appartamento in vendita in palazzina di sole 4 unità abitative, al secondo e ultimo piano appartamento di ampie dimensioni con finiture signorili. In contesto mattoni faccia vista di recente costruzione. Geografia Castellarano sorge sulla sponda sinistra del fiume Secchia, ai piedi dell'Appennino reggiano, 25 km a sud-est di Reggio nell'Emilia. Il territorio comunale, oltre che dal capoluogo, è formato dalle frazioni di Cà de Fii, Ca' de Grimaldi, Ca' de Ravazzini, Cadiroggio, Case Ferri, Castello La Croce, Farneto di Sotto, Le Ville, Malee, Montebabbio, Pradivia, Roteglia, San Valentino, Scuole, Telarolo, Tressano per un totale di 57,49 chilometri quadrati. Castellarano confina a nord con Casalgrande, ad est con i comuni modenesi di Sassuolo e Prignano sulla Secchia, a sud-ovest con Baiso e a nord-ovest con Scandiano. Storia I primi insediamenti umani, si fanno risalire al 2000 a.C. ed i popoli che si stabilirono in successione furono: i Liguri,gli Etruschi, i Galli e i Romani. Si avvicendarono anche numerose popolazioni di barbari, con insediamenti importanti come quello dei Longobardi. Numerosi reperti archeologici sono stati ritrovati fin dagli anni cinquanta ad oggi e custoditi nei musei di Modena e Reggio Emilia, come i resti di cinque tombe Longobarde con i relativi arredi funebri, che insieme a molti altri hanno fornito le prove per poter dare un quadro storico attendibile della preistoria e storia antica del territorio di Castellarano. Nel 1167 giuró fedeltà al Comune di Reggio. Personalità legate a Castellarano Rolando Rivi, giovane seminarista della frazione di San Valentino Fabrizio Giovanardi, soprannominato "Piedone", pilota di GranTurismo Andrea Montermini, ex-pilota di Formula Uno Mons. Paolo Rabitti, arcivescovo di Ferrara-Comacchio Domenico Toschi, vescovo e cardinale italiano CLASSE ENERGETICA: In fase di valutazione

·  27 marzo 21:08

Appartamento in vendita in palazzina di sole 4 unità abitative, al secondo e ultimo piano appartamento di ampie dimensioni con finiture signorili. In contesto mattoni faccia vista di recente costruzione. Geografia Castellarano sorge sulla sponda sinistra del fiume Secchia, ai piedi dell'Appennino reggiano, 25 km a sud-est di Reggio nell'Emilia. Il territorio comunale, oltre che dal capoluogo, è formato dalle frazioni di Cà de Fii, Ca' de Grimaldi, Ca' de Ravazzini, Cadiroggio, Case Ferri, Castello La Croce, Farneto di Sotto, Le Ville, Malee, Montebabbio, Pradivia, Roteglia, San Valentino, Scuole, Telarolo, Tressano per un totale di 57,49 chilometri quadrati. Castellarano confina a nord con Casalgrande, ad est con i comuni modenesi di Sassuolo e Prignano sulla Secchia, a sud-ovest con Baiso e a nord-ovest con Scandiano. Storia I primi insediamenti umani, si fanno risalire al 2000 a.C. ed i popoli che si stabilirono in successione furono: i Liguri,gli Etruschi, i Galli e i Romani. Si avvicendarono anche numerose popolazioni di barbari, con insediamenti importanti come quello dei Longobardi. Numerosi reperti archeologici sono stati ritrovati fin dagli anni cinquanta ad oggi e custoditi nei musei di Modena e Reggio Emilia, come i resti di cinque tombe Longobarde con i relativi arredi funebri, che insieme a molti altri hanno fornito le prove per poter dare un quadro storico attendibile della preistoria e storia antica del territorio di Castellarano. Nel 1167 giurò fedeltà al Comune di Reggio. Personalità legate a Castellarano Rolando Rivi, giovane seminarista della frazione di San Valentino Fabrizio Giovanardi, soprannominato "Piedone", pilota di GranTurismo Andrea Montermini, ex-pilota di Formula Uno Mons. Paolo Rabitti, arcivescovo di Ferrara-Comacchio Domenico Toschi, vescovo e cardinale italiano - Immobile non soggetto all'obbligo di certificazione energetica

·  10 settembre 2013 23:06

Il fulcro di tutto il complesso è senza dubbio la villa di prestigio che si trova al centro, in posizione dominante, con i terreni ed i vari annessi che la circondano, la proteggono e ne accrescono la bellezza ed il prestigio. L'aspetto attuale della Villa è quello dovuto al progetto di un noto architetto che si ispirò a modelli sei e settecenteschi romani e toscani, utilizzandoli e reinventandoli completamente. la Torre in pietra faccia a vista, che fu unita all'edificio preesistente, è sormontata da un belvedere dal quale si scopre un panorama unico e suggestivo, a tratti magico, che mostra in tutta la sua bellezza la pianura circostante, le colline fino ad Assisi, Perugia ed il lago Trasimeno. La Villa è circondata da un giardino all'italiana e da un parco in cui sono collocati fontane, una piscina, un laghetto per i cigni, un gazebo, un piccolo anfiteatro ed un pozzo. Sono entrambi di notevole interesse storico poichè testimoniano il gusto dell'epoca in cui furono impiantati attraverso la presenza di numerose piante abbastanza estranee al contesto naturale umbro, come ad esempio pini marittimi, bamboo, tassi barbassi, cedri del Libano, palme, agrumi, magnolie ecc., accanto ad altre tipiche della zona, come bosso, ligustro, alloro, lillà. Queste piante diffondono le loro essenze ed i loro profumi nei terreni circostanti, e si mescolano delicatamente a quelli della limonaia, dell'oliveto, del vigneto e del noccioleto, anch'essi parte integrante della proprietà. Il complesso, attualmente, comprende anche una fattoria, alcune case agricole, una vecchia cantina, una scuderia, una serra, una vaccheria, una porcilaia, un fienile e vari terreni agricoli. Non c'è però alcun dubbio che il maggior pregio alla proprietà è conferito dalla Villa nella quale, in un atmosfera resa suggestiva dagli affreschi, dalle numerose decorazioni di ispirazione medioevale e classica che animano le pareti ed i soffitti, si alternano salotti, saloni, una sala da biliardo, una biblioteca e numerose camere da letto, ciascuna con il proprio bagno. Le porte del Salone sono originali del Settecento, dipinte dal perugino De Marchi, molti locali sono abbelliti da camini in marmo pregiato e la veranda è pavimentata con cotto e maioliche di Deruta. La Villa, la fattoria, gli annessi, il giardino all'italiana ed il parco che la circondano e la completano, danno vita ad un Complesso dichiarato di particolare interesse storico-artistico dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici - Rif. VPGE887

·  19 gennaio 12:02

Capranica - "Villa il Pincio" Proponiamo in vendita una proprietà immersa in un parco secolare di querce e castagni di 2 ettari che si adagia sul fianco di una collina dove si estendono a perdita d'occhio i vigneti. La Villa si mostra alla vista del viaggiatore nei tenui toni del giallo e del grigio, innalzandosi con la sua antica altana tra i fitti boschi, inattesa fra tanto lussureggiare di lecci e cornioli, tra i quali non è raro imbattersi in scoiattoli, volpi, caprioli, cinghiali, ed istrici. Edificata negli ultimi decenni dell'800, su commissione di un proprietario terriero capranichese, tale Pietro Marini, venne poi acquistata intorno al 1920 dai Conti Paolucci de Calboli. Divenne dimora di campagna della nobile coppia e fu abbellita e arricchita di marmi e stemmi. Agevolmente raggiungibile da Roma, la villa è situata sulla via francigena, tra Sutri e Capranica, nel pieno della Tuscia viterbese, terra di enorme patrimonio artistico e culturale. A pochi chilometri infatti è possibile visitare necropoli etrusche, rovine romane, castelli medioevali, laghi e sentieri naturalistici, ma anche il parco regionale di Sutri, con il suo anfiteatro, il Palazzo Farnese di Caprarola, la suggestiva Civita di Bagnoregio (patrimonio mondiale dell'UNESCO), il castello di Bracciano, Palazzo Orsini di Soriano del Cimino e tanti altri importanti siti storico culturali. La proprietà si sviluppa su 3 piani, il piano terra è composto da 3 saloni, camera doppia con bagno, grande cucina, 2 bagni, spogliatoio, locale lavanderia; il piano superiore è composto dalla suite padronale indipendente con bagno, 4 camere, un bagno; il 2° piano è composto da 3 suite con bagno, 3 camere, un bagno, cucina con tinello. Dalla terrazza panoramica lo sguardo spazia dai Monti Cimini all'antico borgo di Capranica con le sue chiese e le sue case arroccate. La proprietà all'interno del suo parco ospita una chiesa consacrata, varie grotte e cantine.

·  21 marzo 01:09
·  5 000 m²
·  Camere: 30

Villa di prestigio di indubbio valore storico, vicina al centro storico della cittadina di Perugia. La villa ha una superficie di circa 2.450 mq. oltre a circa 2.500 mq. tra annessi, abitazioni e vari locali. Completa la proprietà circa 11 ha di terreno dei quali circa 6 di parco. Ubicazione Questa villa di prestigio si trova nel cuore dell'Umbria, nelle immediate vicinanze di Perugia; la zona in cui è ubicata è molto suggestiva ed è strategica per raggiungere Città come Assisi, Spoleto, Siena, Firenze e Roma, conosciute in tutto il mondo per la loro importanza storica, artistica e religiosa. Descrizione Il fulcro di tutto il complesso è senza dubbio la villa di prestigio che si trova al centro, in posizione dominante, con i terreni ed i vari annessi che la circondano, la proteggono e ne accrescono la bellezza ed il prestigio. L'aspetto attuale della Villa è quello dovuto al progetto di un noto architetto che si ispirò a modelli sei e settecenteschi romani e toscani, utilizzandoli e reinventandoli completamente. la Torre in pietra faccia a vista, che fu unita all'edificio preesistente, è sormontata da un belvedere dal quale si scopre un panorama unico e suggestivo, a tratti magico, che mostra in tutta la sua bellezza la pianura circostante, le colline fino ad Assisi, Perugia ed il lago Trasimeno. La Villa è circondata da un giardino all'italiana e da un parco in cui sono collocati fontane, una piscina, un laghetto per i cigni, un gazebo, un piccolo anfiteatro ed un pozzo. Sono entrambi di notevole interesse storico poichè testimoniano il gusto dell'epoca in cui furono impiantati attraverso la presenza di numerose piante abbastanza estranee al contesto naturale umbro, come ad esempio pini marittimi, bamboo, tassi barbassi, cedri del Libano, palme, agrumi, magnolie ecc., accanto ad altre tipiche della zona, come bosso, ligustro, alloro, lillà. Queste piante diffondono le loro essenze ed i loro profumi nei terreni circostanti, e si mescolano delicatamente a quelli della limonaia, dell'oliveto, del vigneto e del noccioleto, anch'essi parte integrante della proprietà. Il complesso, attualmente, comprende anche una fattoria, alcune case agricole, una vecchia cantina, una scuderia, una serra, una vaccheria, una porcilaia, un fienile e vari terreni agricoli. Non c'è però alcun dubbio che il maggior pregio alla proprietà è conferito dalla Villa nella quale, in un atmosfera resa suggestiva dagli affreschi, dalle numerose decorazioni di ispirazione medioevale e classica che animano le pareti ed i soffitti, si alternano salotti, saloni, una sala da biliardo, una biblioteca e numerose camere da letto, ciascuna con il proprio bagno. Le porte del Salone sono originali del Settecento, dipinte dal perugino De Marchi, molti locali sono abbelliti da camini in marmo pregiato e la veranda è pavimentata con cotto e maioliche di Deruta. La Villa, la fattoria, gli annessi, il giardino all'italiana ed il parco che la circondano e la completano, danno vita ad un Complesso dichiarato di particolare interesse storico-artistico dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici dell'Umbria e, pertanto, per mantenerne intatto il prestigio, è sottoposto a disposizioni di tutela e salvaguardia. Stato e Rifiniture In buono stato conservativo. Servizi ed Utenze tutte le utenze sono presenti. Situazione Urbanistica e Catastale In corso di verifica. Dati Proprietà e Vincoli Tutta la proprietà è intestata a privato. Utilizzi e Potenzialità La proprietà è sicuramente ideale come dimora di lusso e villa di prestigio di rappresentanza, ideale anche per un relais che diventerebbe unico in Umbria. - Rif.: VPGE887

·  30 maggio 2013 01:49
·  310 m²
·  Camere: 4

Questa bellissima casa in pietra, una volta facendo parte di un convento del XIII secolo e costruita in 1623 sulle fondamenta di ruderi romani, si trova nel centro storico del tipico borgo medioevale Portaria (ca. 250 abitanti), nel sud dell'umbria. Il borgo è quasi completamente libero di macchine e bisogna parcheggiare appena fuori le mura del borgo (ca. 150m dalla casa), o disporre di una "ape". La casa è stata ristrutturata completamente e con gusto, mantenendo molti dei dettagli originali come i pavimenti di terracotta, i soffitti di legno o con le travi e le pianelle, nicchie, camini e focolari antichi e delle vere grotte romane. Queste ultime sono molto adatte come cantine. Al livello del giardino troviamo il seminterrato in cui è stato realizzato un appartamento per gli ospiti. Quest'appartamento ha un ingresso indipendente da una piccola corte nonché un accesso diretto al giardino con la "vasca Romana". C'è una scala interna che porta alla sala da pranzo al piano superiore. Su questo piano (livello stradale) si trova la zona giorno della casa e anche l'ingresso principale. La scala nell'ampio ingresso luminoso conduce al piano della zona notte. Al contrario di molte case antiche nei centri storici, questa casa è eccezionalmente piena di luce e da quasi tutte le finestre si può godere una veduta del borgo e la campagna Umbra. Una casa pronta per entrare subito, come prima casa ma anche come seconda casa per una famiglia numerosa o per un gruppo di amici. Per la sua suddivisione attuale, la casa potrebbe anche essere usata come piccolo B&B. P.S1: App. per gli ospiti con 2 ingressi da una piccola corte e con accesso diretto al giardino, cucina completamente arredata, salone con camino, 2 camere da letto (una viene usata come sala de pranzo con la pressa da vino originale), bagno con doccia, vano pluriuso con accesso alle grotte/cantine romane. P.T.: Ampio ingresso con scala che conduce al primo piano, disimpegno con ripostiglio e bagno con doccia, salone con camino del XVI secolo e accesso alla scala esterna che conduce al giardino, ampia cucina abitabile con focolare, sala da pranzo, studio che può anche essere utilizzato come camera da letto. P.1.: Pianerottolo con lucernario che può essere usato come studio, 2 camere da letto (una viene usata come studio con soppalco), ampio bagno lussuoso con Jacuzzi e doccia, lavanderia con extra water. Piccolo giardino terrazzato con "vasca Romana", molto tranquillo, privacy completa e panorama stupendo. Classe Energetica: G EPI: 219,53 kwh/m2 anno. Zona: PORTARIA . Rif: CD445

·  25 novembre 2013 15:41
·  130 m²

Zona centrale vicino a tutti i servizii, negozi di ogni genere, scuole di ogni grado, ben servito da mezzi di trasporto per raggiungere Luca o Altopascio, in contesto di corte ben curata, vendesi terratetto centrale da rimodernare abitato fino a circa un anno fa. Misura circa 130 mq. disposti su 3 livelli. Al Piano terra trovimo: grande e luminoso soggiorno, tinello, bagno e cucinoto con apertura su piccolo cortiletto sul retro; al Piano Primo troviamo: grandissima camera atrimoniale, camera singola di passaggio, salottino con apertura sul giardino privato panoramico di circa mq. 80 recintato dove attualmente è stato posizionato un gazebo; al secondo ed ultimo piano troviamo due grandi camere. Corredato da un posto auto esclusivo e posti liberi nella corte. Per gli ospiti posti auto nel parcheggio comunale. Soffitta uso ripostiglio. Gli impianti sono funzionanti ma da riguardare, il tetto non ci piove ma va riguardato. Termosingolo, i pavimenti sono nella zona giorno di graniglia, mentre nella zona notte sono in mezzane di cotto. L'indirizzo indicato di seguito non corrisponde a quello reale. Alcuni scavi archeologici hanno testimoniato che a Porcari vi fossero insediamenti già dall'Età del Bronzo, presso la zona Fossa Nera, e un insediamento etrusco e poi romano presso il Lago di Sesto. Fino ad oggi il primo documento che riguarda Porcari è datato 30 aprile 780, dove tre nobili longobardi (Gumberto, Ildiberto e Gumbardo) lasciarono Calci per stabilirsi a "Porchari". Nel Medioevo Porcari crebbe notevolmente in relazione all'antica Via Francigena che dirigeva verso nord-ovest, attraversanso l'intera Piana di Lucca e transitava per Castrum Porcari. Nell'itinerario di Sigerico, la città rappresentava la XXV tappa, ed era definita dall'Arcivescovo di Canterbury col nome di Forcri. Inoltre Porcari si trovava in una posizione strategica per l'attraversamento della Via Cassia e il fatto di trovarsi sulle sponde del Lago di Sesto, diventando così un'importante via di comunicazione con Firenze, Pisa e Lucca. Di grande importanza strategica era anche il colle di Porcari (monte San Giusto un castrum, oggi chiamato la Torretta) che sovrastava la Valle delle Sei Miglia, consentendo un importante punto di avvistamento, soprattutto in vista di eventuali attacchi nemici. Quando i Longobardi si stabilirono a Porcari, il paese era già conosciuto con questo nome. Intorno al 1000 alcuni documenti descrivono Porcari come un borgo (in seguito incastellato) con un imponente castello e due chiese dedicate una a Sant'Angelo e una a Santa Maria, con la possibilità dell'esistenza di una terza chiesa dedicata a San Giusto nei pressi dell'attuale chiesa. Fuori dal borgo si trovavano una chiesa dedicata a San Giovanni e molte case rustiche sparse per tutta la giurisdizione di Porcari che comprendeva Badia Pozzeveri, Gragnano, San Martino, San Gennaro, Petrognano e Tofori. Il castello, che fu distrutto per ben tre volte, nel tempo diventò un'importante roccaforte, ultimo baluardo di difesa della città di Lucca e luogo di diverse battaglie. La più importante fu quella di Altopascio (che però realmente venne combattuta su territorio porcarese) nel 1325 dove Castruccio Castracani, vicario di Lucca, vinse su Ramon de Cardona, generale della Repubblica Fiorentina, e che li valse la nomina da parte di Ludovico il Bavaro a Duca di Lucca. Venute meno le esigenze belliche, nel corso del Quattrocento, Porcari divenne un territorio marginale dello stato lucchese. Del castello rimangono tracce storiche fino al XVII secolo. Oggi rimane solamente qualche resto di muro sul colle di Porcari. Nel 1913, Porcari ottenne l'indipendenza da Capannori e si costituì in comune autonomo. - SC2433453

·  27 marzo 21:09

Zona centrale vicino a tutti i servizii, negozi di ogni genere, scuole di ogni grado, ben servito da mezzi di trasporto per raggiungere Luca o Altopascio, in contesto di corte ben curata, vendesi terratetto centrale da rimodernare abitato fino a circa un anno fa. Misura circa 130 mq. disposti su 3 livelli. Al Piano terra trovimo: grande e luminoso soggiorno, tinello, bagno e cucinoto con apertura su piccolo cortiletto sul retro; al Piano Primo troviamo: grandissima camera atrimoniale, camera singola di passaggio, salottino con apertura sul giardino privato panoramico di circa mq. 80 recintato dove attualmente Ã?¨ stato posizionato un gazebo; al secondo ed ultimo piano troviamo due grandi camere. Corredato da un posto auto esclusivo e posti liberi nella corte. Per gli ospiti posti auto nel parcheggio comunale. Soffitta uso ripostiglio. Gli impianti sono funzionanti ma da riguardare, il tetto non ci piove ma va riguardato. Termosingolo, i pavimenti sono nella zona giorno di graniglia, mentre nella zona notte sono in mezzane di cotto. Il prezzo si intende trattabile. L'indirizzo indicato di seguito non corrisponde a quello reale. Alcuni scavi archeologici hanno testimoniato che a Porcari vi fossero insediamenti giÃ?  dall'EtÃ?  del Bronzo, presso la zona Fossa Nera, e un insediamento etrusco e poi romano presso il Lago di Sesto. Fino ad oggi il primo documento che riguarda Porcari Ã?¨ datato 30 aprile 780, dove tre nobili longobardi (Gumberto, Ildiberto e Gumbardo) lasciarono Calci per stabilirsi a "Porchari". Nel Medioevo Porcari crebbe notevolmente in relazione all'antica Via Francigena che dirigeva verso nord-ovest, attraversanso l'intera Piana di Lucca e transitava per Castrum Porcari. Nell'itinerario di Sigerico, la cittÃ?  rappresentava la XXV tappa, ed era definita dall'Arcivescovo di Canterbury col nome di Forcri. Inoltre Porcari si trovava in una posizione strategica per l'attraversamento della Via Cassia e il fatto di trovarsi sulle sponde del Lago di Sesto, diventando cosÃ?¬ un'importante via di comunicazione con Firenze, Pisa e Lucca. Di grande importanza strategica era anche il colle di Porcari (monte San Giusto un castrum, oggi chiamato la Torretta) che sovrastava la Valle delle Sei Miglia, consentendo un importante punto di avvistamento, soprattutto in vista di eventuali attacchi nemici. Quando i Longobardi si stabilirono a Porcari, il paese era giÃ?  conosciuto con questo nome. Intorno al 1000 alcuni documenti descrivono Porcari come un borgo (in seguito incastellato) con un imponente castello e due chiese dedicate una a Sant'Angelo e una a Santa Maria, con la possibilitÃ?  dell'esistenza di una terza chiesa dedicata a San Giusto nei pressi dell'attuale chiesa. Fuori dal borgo si trovavano una chiesa dedicata a San Giovanni e molte case rustiche sparse per tutta la giurisdizione di Porcari che comprendeva Badia Pozzeveri, Gragnano, San Martino, San Gennaro, Petrognano e Tofori. Il castello, che fu distrutto per ben tre volte, nel tempo diventÃ?² un'importante roccaforte, ultimo baluardo di difesa della cittÃ?  di Lucca e luogo di diverse battaglie. La piÃ?¹ importante fu quella di Altopascio (che perÃ?² realmente venne combattuta su territorio porcarese) nel 1325 dove Castruccio Castracani, vicario di Lucca, vinse su Ramon de Cardona, generale della Repubblica Fiorentina, e che li valse la nomina da parte di Ludovico il Bavaro a Duca di Lucca. Venute meno le esigenze belliche, nel corso del Quattrocento, Porcari divenne un territorio marginale dello stato lucchese. Del castello rimangono tracce storiche fino al XVII secolo. Oggi rimane solamente qualche resto di muro sul colle di Porcari. Nel 1913, Porcari ottenne l'indipendenza da Capannori e si costituÃ?¬ in comune autonomo. Classe Energetica: G - IPE: 224.87kWh/mq anno

·  10 settembre 2013 23:21

"IL MONASTERO": casa di campagna recentemente ristutturata con rifiniture di lusso, con annesso "cottage" e chiesa privata, al confine tra Toscana e Umbria, nel centro Italia. L'edificio principale de "Il Monastero" era un monastero che fu fondato nel 1100, con nove camere da letto; la chiesa sorge probabilmente su fondamenta etrusche, e fu originariamente costruita in stile romanico. La casa, Villa Moscatelli, dispone di tre camere da letto ed è abitazione elegante. Tutte le strutture sono completamente arredate e decorate, incorporando eleganti mobili tradizionali e d'antiquariato, e arredi che sono stati mantenuti ad un livello molto alto. Le camere singole sono moderne en-suite con bagni rivestiti in marmo travertino. I dintorni, caratterizzati da bellissimi giardini, contengono una grande piscina, con spazio ad uso ripostiglio (doppio garage). Il Monastero è solo circa quattrocento metri dal paese di Calzolaro, in Umbria Alta Valle del Tevere, con una ventina di negozi / bar / pizzeria / garage / ufficio postale, ecc, e con dieci città medievali entro 40 minuti, 50 ristoranti in 30 minuti , e la Ryanairport di Asissi / Perugia in mezz'ora. Questa bellissima struttura è un esempio unico di restauro elegante e simpatico, offrendo un'opportunità insolita per l'acquisto di edifici storici, in un eccellente stato strutturale e decorativo, all'interno una splendida cornice di un parte tranquilla d'Italia. Questa proprietà in vendita offre un' eccezionale opportunità di acquistare una casa in una zona dove i prezzi degli immobili sono aumentati ad un ritmo di quasi il 9% ogni anno, negli ultimi venti anni, e che hanno ormai superato la più vicina, e una delle più costose, parti della Toscana in materia di valore. L'attuale gestione, il servizio ed il team di manutenzione, impiegati negli ultimi dieci anni, sono disposti a continuare ad assistere i nuovi proprietari. "IL MONASTERO" - vendita - 2 Godetevi il fascino discreto della Valle del Tevere dell'Umbria, equitazione, golf, passeggiate, arte, cultura, tennis, nuoto, volo, sole, laghi, colline, montagne, vallate, città medievali, Descrizione struttura: Un' elegante casa colonica fienile in stile (con tre camere da letto, ben arredate), a pochi passi del paese di Calzolaro, che ha negozi locali, garage, ufficio postale, due bar ed una pizzeria. Altri 10 ristoranti / trattorie e pizzerie sono raggiungibili in quindici minuti. Vista panoramica, dai campi aperti al verde delle colline umbre, adiacente ad un ex-monastero del sec. XI con cappella privata, costruita su fondamenta romane / etrusche, con un giardino a bassa manutenzione. L'accesso ad una elegante piscina (6m x 12m) e l'area circostante possono essere negoziati. Questa proprietà rappresenta il massimo livello di restauro e ristrutturazione, ed è apparsa in numerosi giornali e riviste, come esempio di splendida ristrutturazione di antiche case umbre. Situato in un magnifico giardino, con illuminazione serale ed un sistema di irrigazione automatica, questa casa è stata recentemente e totalmente ristrutturata, secondo i più alti standard di circa dieci anni fa. Dotata di finestre con doppi vetri e riscaldamneto sotto il pavimento, allarme di sicurezza, porte, persiane e infissi in legno massello, tetto coibentato, tre camere da letto con bagni in marmo, cucina attrezzata, lavastoviglie, forno,, frigorifero, freezer, forno a microonde, piano cottura in un alloggiamento Snaidero, e un guardaroba al piano terra contenente una lavatrice. Tutte le camere dispongono di almeno finestre duplice aspetto, e due hanno armadi a muro; uno splendido androne e scalinata, un ampio soggiorno con caminetto, una grande cucina, una sala da pranzo ed un guardaroba completano l'immobile. Dispositivi mobili esistenti ed accessori possono essere inclusi nel contratto trattando il prezzo a parte. CLASSE ENERGETICA: G 290 kWh/m3 a

·  10 settembre 2013 23:06
·  Camere da letto: 3

ALL'INTERNO DEL CENTRO STORICO DI AMELIA, A POCHI PASSI DA PORTA LEONE IV°, CARATTERISTICO CIELO TERRA, SOGGIORNO CON ANGOLO COTTURA, TINELLO, AMPIO DISIMPEGNO, CAMERA, BAGNO, AMPIE I CARATTERISTICHE CANTINE CON AMPIE SUP. FINESTRATE. www.bonifazi.it Curiosità di Amelia La Torre Palombara E' una costruzione tipica da rinvenire nel territorio amerino, veniva eretta non a scopo difensivo ma per produrre la palombina, un tipo di concime che veniva fornito dai palombi o piccioni selvatici. Questo tipo di costruzione si diffuse in particolare nel '500 quando le abitazioni ritornarono a sorgere fuori dalle mura cittadine. Queste costruzioni risultano composte per lo più da un piano terra ad uso di rimessa attrezzi e da uno o due piani superiori, l'ultimo de quali accoglieva la piccionara. L'uso principale era quindi quello di produrre il concime, ritenuto il migliore già dagli storici latini Plinio Varrone e Columella. La sua altezza è invece dovuta alla necessità di richiamare l'attenzione del piccione e per evitare l'ingresso di altri animali da terra. Molte famiglie possidenti dell'epoca abbellirono le loro abitazioni fuori e dentro le mura con la torre palombara così da unire l'utile, ovvero la produzione di palombina, al dilettevole: la presenza di una superba torre a qualificare la residenza. Nel comune di Amelia si contano all'incirca 33 torri palombare, tutte abbastanza in buono stato di conservazioni.  La Porta del Morto  Era questa una tipica struttura delle case medievali in particolar modo umbre e toscane. Si distingueva per la sua eccessiva strettezza e per la sua collocazione ad una quota elevata dal suolo. Salendovi tramite tre o quattro gradini di legno, retraibili in caso di pericolo, si accedeva ad una altrettanto stretta e ripida scalinata delimitata da robuste pareti sempre per motivi di difesa. A fianco di questa porta, di solito, si trovava una porta ad arco più grande che serviva da ingresso ad un locale adibito normalmente a bottega per lo svolgimento di attività commerciali od artigianali. Con il subentrare delle Signorie cessarono le discordie tra le varie famiglie ed aumentò, nel contempo, l'esigenza di maggiori comodità facendo così cessare i presupposti per l'uso di tale angusta struttura che venne tamponata utilizzando quella più agevole del fondaco adiacente. Solo quando, in occasione di un funerale, c'era una salma da trasportare fuori, veniva aperta e richiusa subito dopo l'uso, donde la denominazione "del morto". La Finestra del viandante  Era l'apertura che permetteva di assistere alle funzioni religiose dall'esterno. Infatti in passato, sopratutto a causa delle ricorrenti epidemie e di altri eventi straordinari, non era permesso a tutti di entrare in chiesa per ragioni di sicurezza. Ciceruacchio (1800-1849)  E' il soprannome di Angelo Brunetti, organizzatore delle agitazioni popolari a Roma sotto il pontificato di Pio IX, partecipò alla Repubblica romana. Fuggiasco da Roma fu ospitato ad Amelia nel Palazzo Franchi (1849).  Vicolo baciafemmine  E' uno dei vicoli più caratteristici di Amelia, tipico di molte cittadine umbre.  Lo scoglio dell'Aquilone  E' il nome dato a un superbo scoglio che si erge a picco sul Rio Grande: Esso sembra ricordare la regale e solitaria presenza di un'aquila. Aquilone era identificato. nella mitologia, con Borea, il vento freddo del nord. Un'altra interpretazione tradizionale popolare ritiene che in questa zona vivesse un bandito il cui soprannome era Aquilone in quanto riusciva a fuggire con estrema rapidità.  L'assedio del Barbarossa  Si racconta che Amelia venne assediata per ben 12 giorni da Federico Barbarossa per rappresaglia contro le città umbre che lo avevano sconfitto: questa è probabilmente una leggenda e l'episodio va invece riferito al secolo successivo quando Federico Il cinse la città d'assedio nel 1240. L'improbabile assedio del Barbarossa alla città è stato comunque rappresentato da Domenico Bruschi nel sipario del Teatro Sociale di Amelia. Cucine t

·  10 settembre 2013 23:10
·  Camere da letto: 1

AMELIA, 1.5 KM DALLA PIAZZA: CASA DI CAMPAGNA DI AMPIA METRATURA, CON POZZO ANNESSI PER 355 MQ, 3.5 HA TERRENO. MOLTO PANORAMICA. VICINANZE AI SERVIZI. www.bonifazi.it Curiosità di Amelia La Torre Palombara E' una costruzione tipica da rinvenire nel territorio amerino, veniva eretta non a scopo difensivo ma per produrre la palombina, un tipo di concime che veniva fornito dai palombi o piccioni selvatici. Questo tipo di costruzione si diffuse in particolare nel '500 quando le abitazioni ritornarono a sorgere fuori dalle mura cittadine. Queste costruzioni risultano composte per lo più da un piano terra ad uso di rimessa attrezzi e da uno o due piani superiori, l'ultimo de quali accoglieva la piccionara. L'uso principale era quindi quello di produrre il concime, ritenuto il migliore già dagli storici latini Plinio Varrone e Columella. La sua altezza è invece dovuta alla necessità di richiamare l'attenzione del piccione e per evitare l'ingresso di altri animali da terra. Molte famiglie possidenti dell'epoca abbellirono le loro abitazioni fuori e dentro le mura con la torre palombara così da unire l'utile, ovvero la produzione di palombina, al dilettevole: la presenza di una superba torre a qualificare la residenza. Nel comune di Amelia si contano all'incirca 33 torri palombare, tutte abbastanza in buono stato di conservazioni.  La Porta del Morto  Era questa una tipica struttura delle case medievali in particolar modo umbre e toscane. Si distingueva per la sua eccessiva strettezza e per la sua collocazione ad una quota elevata dal suolo. Salendovi tramite tre o quattro gradini di legno, retraibili in caso di pericolo, si accedeva ad una altrettanto stretta e ripida scalinata delimitata da robuste pareti sempre per motivi di difesa. A fianco di questa porta, di solito, si trovava una porta ad arco più grande che serviva da ingresso ad un locale adibito normalmente a bottega per lo svolgimento di attività commerciali od artigianali. Con il subentrare delle Signorie cessarono le discordie tra le varie famiglie ed aumentò, nel contempo, l'esigenza di maggiori comodità facendo così cessare i presupposti per l'uso di tale angusta struttura che venne tamponata utilizzando quella più agevole del fondaco adiacente. Solo quando, in occasione di un funerale, c'era una salma da trasportare fuori, veniva aperta e richiusa subito dopo l'uso, donde la denominazione "del morto". La Finestra del viandante  Era l'apertura che permetteva di assistere alle funzioni religiose dall'esterno. Infatti in passato, sopratutto a causa delle ricorrenti epidemie e di altri eventi straordinari, non era permesso a tutti di entrare in chiesa per ragioni di sicurezza. Ciceruacchio (1800-1849)  E' il soprannome di Angelo Brunetti, organizzatore delle agitazioni popolari a Roma sotto il pontificato di Pio IX, partecipò alla Repubblica romana. Fuggiasco da Roma fu ospitato ad Amelia nel Palazzo Franchi (1849).  Vicolo baciafemmine  E' uno dei vicoli più caratteristici di Amelia, tipico di molte cittadine umbre.  Lo scoglio dell'Aquilone  E' il nome dato a un superbo scoglio che si erge a picco sul Rio Grande: Esso sembra ricordare la regale e solitaria presenza di un'aquila. Aquilone era identificato. nella mitologia, con Borea, il vento freddo del nord. Un'altra interpretazione tradizionale popolare ritiene che in questa zona vivesse un bandito il cui soprannome era Aquilone in quanto riusciva a fuggire con estrema rapidità.  L'assedio del Barbarossa  Si racconta che Amelia venne assediata per ben 12 giorni da Federico Barbarossa per rappresaglia contro le città umbre che lo avevano sconfitto: questa è probabilmente una leggenda e l'episodio va invece riferito al secolo successivo quando Federico Il cinse la città d'assedio nel 1240. L'improbabile assedio del Barbarossa alla città è stato comunque rappresentato da Domenico Bruschi nel sipario del Teatro Sociale di Amelia. Cucine tipiche locali:   La genuinità e la qualità dei prodotti, associati ad una tradizione

·  10 settembre 2013 23:10

PENNA IN TEVERINA: IN PROSSIMITà DEL CENTRO DEL PAESE VENDESI VILLINO DI RECENTE COSTRUZIONE CON GIARINO. OTTIMO STATO www.bonifazi.it Curiosità di Amelia La Torre Palombara E' una costruzione tipica da rinvenire nel territorio amerino, veniva eretta non a scopo difensivo ma per produrre la palombina, un tipo di concime che veniva fornito dai palombi o piccioni selvatici. Questo tipo di costruzione si diffuse in particolare nel '500 quando le abitazioni ritornarono a sorgere fuori dalle mura cittadine. Queste costruzioni risultano composte per lo più da un piano terra ad uso di rimessa attrezzi e da uno o due piani superiori, l'ultimo de quali accoglieva la piccionara. L'uso principale era quindi quello di produrre il concime, ritenuto il migliore già dagli storici latini Plinio Varrone e Columella. La sua altezza è invece dovuta alla necessità di richiamare l'attenzione del piccione e per evitare l'ingresso di altri animali da terra. Molte famiglie possidenti dell'epoca abbellirono le loro abitazioni fuori e dentro le mura con la torre palombara così da unire l'utile, ovvero la produzione di palombina, al dilettevole: la presenza di una superba torre a qualificare la residenza. Nel comune di Amelia si contano all'incirca 33 torri palombare, tutte abbastanza in buono stato di conservazioni.  La Porta del Morto  Era questa una tipica struttura delle case medievali in particolar modo umbre e toscane. Si distingueva per la sua eccessiva strettezza e per la sua collocazione ad una quota elevata dal suolo. Salendovi tramite tre o quattro gradini di legno, retraibili in caso di pericolo, si accedeva ad una altrettanto stretta e ripida scalinata delimitata da robuste pareti sempre per motivi di difesa. A fianco di questa porta, di solito, si trovava una porta ad arco più grande che serviva da ingresso ad un locale adibito normalmente a bottega per lo svolgimento di attività commerciali od artigianali. Con il subentrare delle Signorie cessarono le discordie tra le varie famiglie ed aumentò, nel contempo, l'esigenza di maggiori comodità facendo così cessare i presupposti per l'uso di tale angusta struttura che venne tamponata utilizzando quella più agevole del fondaco adiacente. Solo quando, in occasione di un funerale, c'era una salma da trasportare fuori, veniva aperta e richiusa subito dopo l'uso, donde la denominazione "del morto". La Finestra del viandante  Era l'apertura che permetteva di assistere alle funzioni religiose dall'esterno. Infatti in passato, sopratutto a causa delle ricorrenti epidemie e di altri eventi straordinari, non era permesso a tutti di entrare in chiesa per ragioni di sicurezza. Ciceruacchio (1800-1849)  E' il soprannome di Angelo Brunetti, organizzatore delle agitazioni popolari a Roma sotto il pontificato di Pio IX, partecipò alla Repubblica romana. Fuggiasco da Roma fu ospitato ad Amelia nel Palazzo Franchi (1849).  Vicolo baciafemmine  E' uno dei vicoli più caratteristici di Amelia, tipico di molte cittadine umbre.  Lo scoglio dell'Aquilone  E' il nome dato a un superbo scoglio che si erge a picco sul Rio Grande: Esso sembra ricordare la regale e solitaria presenza di un'aquila. Aquilone era identificato. nella mitologia, con Borea, il vento freddo del nord. Un'altra interpretazione tradizionale popolare ritiene che in questa zona vivesse un bandito il cui soprannome era Aquilone in quanto riusciva a fuggire con estrema rapidità.  L'assedio del Barbarossa  Si racconta che Amelia venne assediata per ben 12 giorni da Federico Barbarossa per rappresaglia contro le città umbre che lo avevano sconfitto: questa è probabilmente una leggenda e l'episodio va invece riferito al secolo successivo quando Federico Il cinse la città d'assedio nel 1240. L'improbabile assedio del Barbarossa alla città è stato comunque rappresentato da Domenico Bruschi nel sipario del Teatro Sociale di Amelia. Cucine tipiche locali:   La genuinità e la qualità dei prodotti, associati ad una tradizione di antiche origini, sono le cara

·  1º settembre 2013 00:17
·  Camere da letto: 1

AMELIA VICINANZE, 8 KM. DA AUTOSTRADA: PRESTIGIOSO CASALE IN PIETRA, CON ANTICA COLOMBAIA. TERRENO PIANEGGIANTE di 30 HA., POZZO E CISTERNA. SPLENDIDA POSIZIONE www.bonifazi.it Curiosità di Amelia La Torre Palombara E' una costruzione tipica da rinvenire nel territorio amerino, veniva eretta non a scopo difensivo ma per produrre la palombina, un tipo di concime che veniva fornito dai palombi o piccioni selvatici. Questo tipo di costruzione si diffuse in particolare nel '500 quando le abitazioni ritornarono a sorgere fuori dalle mura cittadine. Queste costruzioni risultano composte per lo più da un piano terra ad uso di rimessa attrezzi e da uno o due piani superiori, l'ultimo de quali accoglieva la piccionara. L'uso principale era quindi quello di produrre il concime, ritenuto il migliore già dagli storici latini Plinio Varrone e Columella. La sua altezza è invece dovuta alla necessità di richiamare l'attenzione del piccione e per evitare l'ingresso di altri animali da terra. Molte famiglie possidenti dell'epoca abbellirono le loro abitazioni fuori e dentro le mura con la torre palombara così da unire l'utile, ovvero la produzione di palombina, al dilettevole: la presenza di una superba torre a qualificare la residenza. Nel comune di Amelia si contano all'incirca 33 torri palombare, tutte abbastanza in buono stato di conservazioni.  La Porta del Morto  Era questa una tipica struttura delle case medievali in particolar modo umbre e toscane. Si distingueva per la sua eccessiva strettezza e per la sua collocazione ad una quota elevata dal suolo. Salendovi tramite tre o quattro gradini di legno, retraibili in caso di pericolo, si accedeva ad una altrettanto stretta e ripida scalinata delimitata da robuste pareti sempre per motivi di difesa. A fianco di questa porta, di solito, si trovava una porta ad arco più grande che serviva da ingresso ad un locale adibito normalmente a bottega per lo svolgimento di attività commerciali od artigianali. Con il subentrare delle Signorie cessarono le discordie tra le varie famiglie ed aumentò, nel contempo, l'esigenza di maggiori comodità facendo così cessare i presupposti per l'uso di tale angusta struttura che venne tamponata utilizzando quella più agevole del fondaco adiacente. Solo quando, in occasione di un funerale, c'era una salma da trasportare fuori, veniva aperta e richiusa subito dopo l'uso, donde la denominazione "del morto". La Finestra del viandante  Era l'apertura che permetteva di assistere alle funzioni religiose dall'esterno. Infatti in passato, sopratutto a causa delle ricorrenti epidemie e di altri eventi straordinari, non era permesso a tutti di entrare in chiesa per ragioni di sicurezza. Ciceruacchio (1800-1849)  E' il soprannome di Angelo Brunetti, organizzatore delle agitazioni popolari a Roma sotto il pontificato di Pio IX, partecipò alla Repubblica romana. Fuggiasco da Roma fu ospitato ad Amelia nel Palazzo Franchi (1849).  Vicolo baciafemmine  E' uno dei vicoli più caratteristici di Amelia, tipico di molte cittadine umbre.  Lo scoglio dell'Aquilone  E' il nome dato a un superbo scoglio che si erge a picco sul Rio Grande: Esso sembra ricordare la regale e solitaria presenza di un'aquila. Aquilone era identificato. nella mitologia, con Borea, il vento freddo del nord. Un'altra interpretazione tradizionale popolare ritiene che in questa zona vivesse un bandito il cui soprannome era Aquilone in quanto riusciva a fuggire con estrema rapidità.  L'assedio del Barbarossa  Si racconta che Amelia venne assediata per ben 12 giorni da Federico Barbarossa per rappresaglia contro le città umbre che lo avevano sconfitto: questa è probabilmente una leggenda e l'episodio va invece riferito al secolo successivo quando Federico Il cinse la città d'assedio nel 1240. L'improbabile assedio del Barbarossa alla città è stato comunque rappresentato da Domenico Bruschi nel sipario del Teatro Sociale di Amelia. Cucine tipiche locali:   La genuinità e la qualità dei prodotti, associati ad una

·  1º settembre 2013 00:04

FORNOLE DI AMELIA IN POSIZIONE PANORAMICA E RISERVATA,VILLA DI NUOVA COSTRUZIONE DI AMPIA METRATURA. www.bonifazi.it Curiosità di Amelia La Torre Palombara E' una costruzione tipica da rinvenire nel territorio amerino, veniva eretta non a scopo difensivo ma per produrre la palombina, un tipo di concime che veniva fornito dai palombi o piccioni selvatici. Questo tipo di costruzione si diffuse in particolare nel '500 quando le abitazioni ritornarono a sorgere fuori dalle mura cittadine. Queste costruzioni risultano composte per lo più da un piano terra ad uso di rimessa attrezzi e da uno o due piani superiori, l'ultimo de quali accoglieva la piccionara. L'uso principale era quindi quello di produrre il concime, ritenuto il migliore già dagli storici latini Plinio Varrone e Columella. La sua altezza è invece dovuta alla necessità di richiamare l'attenzione del piccione e per evitare l'ingresso di altri animali da terra. Molte famiglie possidenti dell'epoca abbellirono le loro abitazioni fuori e dentro le mura con la torre palombara così da unire l'utile, ovvero la produzione di palombina, al dilettevole: la presenza di una superba torre a qualificare la residenza. Nel comune di Amelia si contano all'incirca 33 torri palombare, tutte abbastanza in buono stato di conservazioni.  La Porta del Morto  Era questa una tipica struttura delle case medievali in particolar modo umbre e toscane. Si distingueva per la sua eccessiva strettezza e per la sua collocazione ad una quota elevata dal suolo. Salendovi tramite tre o quattro gradini di legno, retraibili in caso di pericolo, si accedeva ad una altrettanto stretta e ripida scalinata delimitata da robuste pareti sempre per motivi di difesa. A fianco di questa porta, di solito, si trovava una porta ad arco più grande che serviva da ingresso ad un locale adibito normalmente a bottega per lo svolgimento di attività commerciali od artigianali. Con il subentrare delle Signorie cessarono le discordie tra le varie famiglie ed aumentò, nel contempo, l'esigenza di maggiori comodità facendo così cessare i presupposti per l'uso di tale angusta struttura che venne tamponata utilizzando quella più agevole del fondaco adiacente. Solo quando, in occasione di un funerale, c'era una salma da trasportare fuori, veniva aperta e richiusa subito dopo l'uso, donde la denominazione "del morto". La Finestra del viandante  Era l'apertura che permetteva di assistere alle funzioni religiose dall'esterno. Infatti in passato, sopratutto a causa delle ricorrenti epidemie e di altri eventi straordinari, non era permesso a tutti di entrare in chiesa per ragioni di sicurezza. Ciceruacchio (1800-1849)  E' il soprannome di Angelo Brunetti, organizzatore delle agitazioni popolari a Roma sotto il pontificato di Pio IX, partecipò alla Repubblica romana. Fuggiasco da Roma fu ospitato ad Amelia nel Palazzo Franchi (1849).  Vicolo baciafemmine  E' uno dei vicoli più caratteristici di Amelia, tipico di molte cittadine umbre.  Lo scoglio dell'Aquilone  E' il nome dato a un superbo scoglio che si erge a picco sul Rio Grande: Esso sembra ricordare la regale e solitaria presenza di un'aquila. Aquilone era identificato. nella mitologia, con Borea, il vento freddo del nord. Un'altra interpretazione tradizionale popolare ritiene che in questa zona vivesse un bandito il cui soprannome era Aquilone in quanto riusciva a fuggire con estrema rapidità.  L'assedio del Barbarossa  Si racconta che Amelia venne assediata per ben 12 giorni da Federico Barbarossa per rappresaglia contro le città umbre che lo avevano sconfitto: questa è probabilmente una leggenda e l'episodio va invece riferito al secolo successivo quando Federico Il cinse la città d'assedio nel 1240. L'improbabile assedio del Barbarossa alla città è stato comunque rappresentato da Domenico Bruschi nel sipario del Teatro Sociale di Amelia. Cucine tipiche locali:   La genuinità e la qualità dei prodotti, associati ad una tradizione di antiche origini, sono le caratteristiche indisc

·  27 marzo 21:03
·  Camere da letto: 4

Proponiamo interessante nuda proprietà in via delle Mantellate, alle pendici del Gianicolo. In antico edificio restaurato, elegante appartamento luminoso composto da soggiorno, camera con guardaroba, cucina, bagno e balcone. Ubicazione Trastevere è il XIII Rione di Roma. Il nome deriva dal latino trans tiberim (oltre Tevere); il suo stemma è una testa di leone doro su sfondo rosso. Lirregolarità delle vie di Trastevere, la tortuosità dei suoi vicoli e viottoli che caratterizzano il quartiere risale al Medioevo, epoca in cui era visibile il forte contrasto delle casupole della povera gente ammassate sulle case dei nobili del tempo. Le strade non ebbero alcun tipo di pavimentazione fino alla fine del400 quando Papa Sisto IV la fece lastricare prima con mattoncini sistemati a spina di pesce e successivamente con i più caratteristici sanpietrini. Tra la fine dell 800 e gli inizi del novecento ebbe discreta notorietà la figura di Romeo Ottaviani il bullo del rione, chiamato er più de' Trastevere, morto accoltellato per un regolamento di conti in via del Moro ed entrato prepotentemente nellimmaginario popolare. Trastevere è uno dei quartieri più vivi, caratteristici e autosufficienti della città. Offre osterie, ristoranti tipici romani (molto famosi il goliardico "Cencio" e "La parolaccia" per via degli insulti reciproci tra personale e clienti, "Il Rugantino" e "da Gigetto") e pizzerie, oltre a cinema, mercati (quello di San Cosimato è stato ristrutturato proprio di recente), banche, farmacie, supermercati, botteghe negozietti di ogni tipo.

·  19 gennaio 12:04

Nel cuore di Trastevere proponiamo uno splendido attico composto da soggiorno, due camere, cucina, servizio ed ampio terrazzo. La peculiarità di questo immobile è lampia veduta sul Gianicolo. Ubicazione Trastevere è il XIII Rione di Roma. Il nome deriva dal latino trans tiberim (oltre Tevere); il suo stemma è una testa di leone doro su sfondo rosso. Lirregolarità delle vie di Trastevere, la tortuosità dei suoi vicoli e viottoli che caratterizzano il quartiere risale al Medioevo, epoca in cui era visibile il forte contrasto delle casupole della povera gente ammassate sulle case dei nobili del tempo. Le strade non ebbero alcun tipo di pavimentazione fino alla fine del400 quando Papa Sisto IV la fece lastricare prima con mattoncini sistemati a spina di pesce e successivamente con i più caratteristici sanpietrini. Tra la fine dell 800 e gli inizi del novecento ebbe discreta notorietà la figura di Romeo Ottaviani il bullo del rione, chiamato er più de' Trastevere, morto accoltellato per un regolamento di conti in via del Moro ed entrato prepotentemente nellimmaginario popolare. Trastevere è uno dei quartieri più vivi, caratteristici e autosufficienti della città. Offre osterie, ristoranti tipici romani (molto famosi il goliardico "Cencio" e "La parolaccia" per via degli insulti reciproci tra personale e clienti, "Il Rugantino" e "da Gigetto") e pizzerie, oltre a cinema, mercati (quello di San Cosimato è stato ristrutturato proprio di recente), banche, farmacie, supermercati, botteghe negozietti di ogni tipo.

·  27 marzo 21:05

In palazzetto storico proponiamo un appartamento in ottimo stato di manutenzione composto da ingresso, salone, cucina, disimpegno, servizio e camera da letto. Lubicazione, la luminosità e la silenziosità della sua ubicazione rendono la nostra proposta adatta ad una clientela che voglia abbinare il vivere nel centro di Roma con la possibilità di un luogo tranquillo dove trascorrere delle splendide giornate. Ubicazione Trastevere è il XIII Rione di Roma. Il nome deriva dal latino trans tiberim (oltre Tevere); il suo stemma è una testa di leone doro su sfondo rosso. Lirregolarità delle vie di Trastevere, la tortuosità dei suoi vicoli e viottoli che caratterizzano il quartiere risale al Medioevo, epoca in cui era visibile il forte contrasto delle casupole della povera gente ammassate sulle case dei nobili del tempo. Le strade non ebbero alcun tipo di pavimentazione fino alla fine del 400 quando Papa Sisto IV la fece lastricare prima con mattoncini sistemati a spina di pesce e successivamente con i più caratteristici sanpietrini. Tra la fine dell 800 e gli inizi del novecento ebbe discreta notorietà la figura di Romeo Ottaviani il bullo del rione, chiamato er più de' Trastevere, morto accoltellato per un regolamento di conti in via del Moro ed entrato prepotentemente nellimmaginario popolare. Trastevere è uno dei quartieri più vivi, caratteristici e autosufficienti della città. Offre osterie, ristoranti tipici romani (molto famosi il goliardico "Cencio" e "La parolaccia" per via degli insulti reciproci tra personale e clienti, "Il Rugantino" e "da Gigetto") e pizzerie, oltre a cinema, mercati (quello di San Cosimato è stato ristrutturato proprio di recente), banche, farmacie, supermercati, botteghe negozietti di ogni tipo.

·  27 marzo 07:11
·  750 m²
·  Camere: 6

Ai confini tra Lazio e Campania, più precisamente nella cittadella di Scauri proponiamo affascinante villa che sorge sui resti di un mulino del 600 d.C. basato su mura megalitiche dell'antica città di Pirae risalenti all'VIII secolo a.C. La proprietà comprende un terreno circostante di 3050 mq sviluppato su diversi livelli. Sulla parte bassa scorre il letto naturale di un torrente anticamente denominato Caput de Aqua. Inoltre, lungo il confine, troviamo delle grotte con piccoli graffiti risalenti al periodo paleolitico. La parte alta del terreno comprende una cascata naturale che confluisce nel torrente e una serie di giardini pensili nei quali troviamo resti di archi in pietra, terme, capitelli, cocci e vasi di epoca romana risalenti al 115 a.C. La proprietà è caratterizzata dalla presenza di una torre costruita interamente in pietra sorta nel XIV secolo d.C. per gli avvistamenti marittimi. Attualmente la villa è sviluppata nel seguente modo: al piano terra troviamo le grotte, ex cucine del conte, restaurate come sale espositive, saloni d'intrattenimento e sala relax. Al primo piano si estende la zona giorno con un grande salone con camino e accesso ad un piccolo studiolo dal quale si prende l'ascensore in cristallo per salire ai piani della torre. Di seguito troviamo la sala da pranzo con la scala in cristallo che porta ai piani superiori, la cucina, le camere della servitù, due bagni e un'ulteriore camera che affaccia sulle terme romane. Al secondo piano troviamo due grandi camere da letto, un bagno e un terrazzo di 70mq con vista mare. Infine la torre si sviluppa su tre piani dove al piano terra troviamo lo studiolo; al primo piano, nonché piano terra con accesso da terrazzo, un salotto con libreria soppalcata e al secondo piano una camera da letto con bagno in camera.infp a 3400567373-0639743594 A.C.E. CLASSE G scauri case / ville --- annuncio pubblicato con ANNUNCIVELOCI.IT

·  19 gennaio 12:08
·  Camere da letto: 1

Celio Via Marco Aurelio in stabile di fine '800 proponiamo grazioso appartamento posto al piano terra composto da ingresso, open space giorno/notte, cucina e bagno. L'immobile è locato con contratto libero 4 anni ad uso abitativo e B&B con decorrenza 04/2010 ad un canone annuo di poco più di Euro 10.000,00. Euro 250.000,00. Ve.Lo.Services 06 77590754 CELIO Il Celio è uno dei Sette Colli dell'antica Roma. La storia recente del Rione Celio (rione XIX), come entità Amministrativa, è relativamente breve: la zona attuale faceva parte dei rioni Monti e Campitelli, e fino al 1870 (Unità d'Italia) era relativamente abitata. Ne emergevano i complessi ecclesiastici tra vigne e orti, la Basilica di S. Clemente (il Mitreo) e de' Santi Quattro Coronati (Presidio Scipioni), S. Stefano Rotondo (Macellum), la Villa Celimontana, il Ninfeo di Nerone, l'acquedotto Claudio e altre varie rovine di epoca romana e medioevale. Il comprensorio divenne quindi uno dei primi per i quali furono stipulate - nel 1872-73 le convenzioni edilizie per realizzare le nuove cubature destinate a servizi e ai nuovi arrivati nella capitale. In particolare, fu localizzato sull'alto del colle l'Ospedale militare, costruito fra il 1885 e il 1891, al centro di una vasta zona che venne (ed è ancora) riservata al demanio militare. Fino al secondo dopoguerra l'edilizia residenziale si limitò a riordinare alcune strade in basso, verso il Colosseo. Un vasto complesso edilizio costituito da case popolari (IACP), prospiciente piazza Celimontana e via Claudia, separato da via de' Simmachi, fu demolito nel 1968; oggi in questa vasta area urbana, prospiciente l'Ospedale Militare "Celio" è stato realizzato nel 2003 dal Comune di Roma un parco pubblico denominato "Parco della Pace" del Rione Celio. Il rione fu istituito nel 1921, ma è ancora oggi uno di quelli più riparati dal traffico che turbina ai suoi margini, e meno densamente popolati di Roma. La zona si mantiene per molti aspetti popolare, di certo più povero di ri

·  19 gennaio 12:08
·  Camere da letto: 2

Bellissima gastronomia, con attrezzature di assoluto livello, in una posizione strategica a 40 metri dalla spiaggia. Forno a convezione, abbattitore, ogni tipo di apparecchiatura, doppia figgitrice ad immersione, sei fuochi, piani di lavoro in abbondanza, il tutto nuovo di zecca. Bancone con celle frigo sottostanti dela valore, da solo, di 12.000 Euro. Come detto, la posizione è invidiabile, in zona lussuosa della città, con mille seconde case e le più prestigiose spiagge ad un passo, letteralmente, dalla bella vetrina di questa attività. Infissi a ppena rifatti, ogni particolare è a stretta norma di legge, operatività immediata. La richiesta è di Euro 65.000, inferiore anche al solo valore dei macchinari. Affitto mensile..550 Euro!!! E' anche possibile proporre un affitto d'azienda con riscatto, a 1.800 Euro mesili comprensivi di affitto muri. Percorribile anche una differenziazione tra canone affitto in inverno ed in estate. In ogni caso, richieste precise e solide garanzie. Siamo felici di offrire questa opportunità di aprire una gastronomia di livello dormendo sonni tranquilli, e lontani da quelle richieste che, solitamente, rendono l'approccio ad Alassio difficile ed oneroso. Possibilità anche di cucinare e richiedere un dehors di fronte all'attività, che il Comune concede. Un pò di storia e qualche cenno su Alassio: oltre allofferta mare-sole Alassio vanta anche un ricco patrimonio storico che risale già allepoca romana, come testimonia il tratto dellantica Via Iulia Augusta, tra le passeggiate più suggestive della Liguria, che raggiunge larco di pietra di Capo di Santa Croce da cui si gode uno degli scorci più suggestivi della città e che il visitatore inglese Cecil Roberts definì Portal to Paradise. Il Burgum Alaxi nacque intorno allanno Mille quando i primi abitanti scesero dalla collina e si insediarono presso la spiaggia nella zona tra il Molo e piazzetta Beniscelli. A quel tempo gran parte del territorio cittadino era già entrato a far parte de

·  27 marzo 21:09
·  Camere da letto: 3

Bellissima gastronomia, con attrezzature di assoluto livello, in una posizione strategica a 40 metri dalla spiaggia. Forno a convezione, abbattitore, ogni tipo di apparecchiatura, doppia figgitrice ad immersione, sei fuochi, piani di lavoro in abbondanza, il tutto nuovo di zecca. Bancone con celle frigo sottostanti dela valore, da solo, di 12.000 Euro. Come detto, la posizione è invidiabile, in zona lussuosa della città, con mille seconde case e le più prestigiose spiagge ad un passo, letteralmente, dalla bella vetrina di questa attività. Infissi a ppena rifatti, ogni particolare è a stretta norma di legge, operatività immediata. La richiesta è di Euro 65.000, inferiore anche al solo valore dei macchinari. Affitto mensile..550 Euro!!! E' anche possibile proporre un affitto d'azienda con riscatto, a 1.800 Euro mesili comprensivi di affitto muri. Percorribile anche una differenziazione tra canone affitto in inverno ed in estate. In ogni caso, richieste precise e solide garanzie. Siamo felici di offrire questa opportunità di aprire una gastronomia di livello dormendo sonni tranquilli, e lontani da quelle richieste che, solitamente, rendono l'approccio ad Alassio difficile ed oneroso. Possibilità anche di cucinare e richiedere un dehors di fronte all'attività, che il Comune concede. Un pò di storia e qualche cenno su Alassio: oltre allofferta mare-sole Alassio vanta anche un ricco patrimonio storico che risale già allepoca romana, come testimonia il tratto dellantica Via Iulia Augusta, tra le passeggiate più suggestive della Liguria, che raggiunge larco di pietra di Capo di Santa Croce da cui si gode uno degli scorci più suggestivi della città e che il visitatore inglese Cecil Roberts definì Portal to Paradise. Il Burgum Alaxi nacque intorno allanno Mille quando i primi abitanti scesero dalla collina e si insediarono presso la spiaggia nella zona tra il Molo e piazzetta Beniscelli. A quel tempo gran parte del territorio cittadino era già entrato a far parte de

·   9 agosto 2013 17:14
·  120 m²
·  Camere: 5

Quarto Viale Quartara Bellissimi vani otto e mezzo con grande giardino soleggiato attrezzato e godibile in piccola palazzina. L' appartamento si compone di: ingresso aperto su grande soggiorno, ampia cucina abitabile, due camere ed una cameretta, due bagni completi, zona lavanderia, ripostiglio, cantina e box direttamente accessibile dal vano scale. Immobile esposto a levante e molto soleggiato.Quarto dei Mille è un quartiere residenziale del levante di Genova. Affacciato sul mare e compreso tra i quartieri Sturla e Quinto. In origine la denominazione ufficiale era Quarto al Mare, il nome fu poi variato nel 1911 in onore della spedizione dei Mille che ebbe inizio in questa località.Un tempo comune autonomo, nel 1926 venne aggregato alla Grande Genova.Oggi fa parte del Municipio IX Levante e ha una popolazione di 8214 abitanti (al 31 dicembre 2010).A livello di unità urbanistiche sono comprese nell'ex circoscrizione Sturla-Quarto le unità di "Sturla", "Quarto", "Castagna" e "Quartara".Quarto Castagna - occupa la zona attigua alla via Romana della Castagna e alla chiesa di Santa Maria della Castagna. Vi si trovano villa Quartara (l'ex villa Spinola) posta dirimpetto alla vecchia chiesa parrocchiale. Priaruggia - deve il nome alla famiglia dei Pietra Roggia che qui aveva case e possedimenti. Corre attorno alla valletta del rio Priaruggia che sfocia nell'omonima spiaggia.Quarto Alto -corrisponde all'ultima urbanizzazione intensiva, sulla collina soprastante Quarto, risalente al 1985 (tra i progettisti figura l'architetto Piero Gambacciani, ideatore del grattacielo conosciuto noto anche con il nome de il fungo).Quarto, come luogo di villeggiatura storica dei genovesi, conta numerose ville simili anche se non nella misura in cui se ne trovano nel quartiere di Albaro. Tra esse si segnalano:Villa Quartara,Villa Carrara,Villa Spinola alla Castagna, Villa Coppedè, Villa Paganini. - SC2124461

·  21 marzo 01:06
·  5 000 m²
·  Camere: 30

Nel 1700 era di proprietà della Nobile Famiglia dei Marchesi Monaldi che fecero costruire una grande casa con giardino. All'inizio del XX secolo passò alla Famiglia Bartoccini ed in seguito alla Congregazione di Carità di Perugia. Nel 1930 il Conte Francesco Maria Guardabassi, poliedrico artista, acquistò la proprietà e ne affidò la ristrutturazione all'architetto Ugo Tarchi di Roma. La Villa venne denominata "La Torre di Pila" ed assunse un aspetto signorile ed elegante. La Proprietà si trova nel cuore dell'Umbria, nelle immediate vicinanze di Perugia; la zona in cui è ubicata è molto suggestiva ed è strategica per raggiungere Città come Assisi, Spoleto, Siena, Firenze e Roma, conosciute in tutto il mondo per la loro importanza storica, artistica e religiosa. Il fulcro di tutto il Complesso è senza dubbio la Villa che si trova al centro, in posizione dominante, con i terreni ed i vari annessi che la circondano, la proteggono e ne accrescono la bellezza ed il prestigio. L'aspetto attuale della Villa è quello dovuto al progetto dell'architetto Tarchi che si ispirò a modelli sei e settecenteschi romani e toscani, utilizzandoli e reinventandoli completamente. la Torre in pietra faccia a vista, che fu unita all'edificio preesistente, è sormontata da un belvedere dal quale si scopre un panorama unico e suggestivo, a tratti magico, che mostra in tutta la sua bellezza la pianura circostante, le colline fino ad Assisi, Perugia ed il lago Trasimeno. La Villa è circondata da un giardino all'italiana e da un parco in cui sono collocati fontane, una piscina, un laghetto per i cigni, un gazebo, un piccolo anfiteatro ed un pozzo. Sono entrambi di notevole interesse storico poichè testimoniano il gusto dell'epoca in cui furono impiantati attraverso la presenza di numerose piante abbastanza estranee al contesto naturale umbro, come ad esempio pini marittimi, bamboo, tassi barbassi, cedri del Libano, palme, agrumi, magnolie ecc., accanto ad altre tipiche della zona, come bosso, ligustro, alloro, lillà. Queste piante diffondono le loro essenze ed i loro profumi nei terreni circostanti, e si mescolano delicatamente a quelli della limonaia, dell'oliveto, del vigneto e del noccioleto, anch'essi parte integrante della proprietà. Il complesso, attualmente, comprende anche una fattoria, alcune case agricole, una vecchia cantina, una scuderia, una serra, una vaccheria, una porcilaia, un fienile e vari terreni agricoli. Non c'è però alcun dubbio che il maggior pregio alla proprietà è conferito dalla Villa nella quale, in un atmosfera resa suggestiva dagli affreschi, dalle numerose decorazioni di ispirazione medioevale e classica che animano le pareti ed i soffitti, si alternano salotti, saloni, una sala da biliardo, una biblioteca e numerose camere da letto, ciascuna con il proprio bagno. Le porte del Salone sono originali del Settecento, dipinte dal perugino De Marchi, molti locali sono abbelliti da camini in marmo pregiato e la veranda è pavimentata con cotto e maioliche di Deruta. La Villa, la fattoria, gli annessi, il giardino all'italiana ed il parco che la circondano e la completano, danno vita ad un Complesso dichiarato di particolare interesse storico-artistico dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici dell'Umbria e, pertanto, per mantenerne intatto il prestigio, è sottoposto a disposizioni di tutela e salvaguardia.Si potrebbero spendere infinite altre parole per continuare la descrizione di questa proprietà, ma non basterebbero per "raccontare" tutto il suo splendore, bellezza e prestigio. - Rif.: vpuc000130

·  20 marzo 17:05
·  130 m²
·  Camere: 4

Zona centrale vicino a tutti i servizii, negozi di ogni genere, scuole di ogni grado, ben servito da mezzi di trasporto per raggiungere Luca o Altopascio, in contesto di corte ben curata, vendesi terratetto centrale da rimodernare abitato fino a circa un anno fa. Misura circa 130 mq. disposti su 3 livelli. Al Piano terra trovimo: grande e luminoso soggiorno, tinello, bagno e cucinoto con apertura su piccolo cortiletto sul retro; al Piano Primo troviamo: grandissima camera atrimoniale, camera singola di passaggio, salottino con apertura sul giardino privato panoramico di circa mq. 80 recintato dove attualmente è stato posizionato un gazebo; al secondo ed ultimo piano troviamo due grandi camere. Corredato da un posto auto esclusivo e posti liberi nella corte. Per gli ospiti posti auto nel parcheggio comunale. Soffitta uso ripostiglio. Gli impianti sono funzionanti ma da riguardare, il tetto non ci piove ma va riguardato. Termosingolo, i pavimenti sono nella zona giorno di graniglia, mentre nella zona notte sono in mezzane di cotto. L'indirizzo indicato di seguito non corrisponde a quello reale. Alcuni scavi archeologici hanno testimoniato che a Porcari vi fossero insediamenti già dall'Età del Bronzo, presso la zona Fossa Nera, e un insediamento etrusco e poi romano presso il Lago di Sesto. Fino ad oggi il primo documento che riguarda Porcari è datato 30 aprile 780, dove tre nobili longobardi (Gumberto, Ildiberto e Gumbardo) lasciarono Calci per stabilirsi a "Porchari". Nel Medioevo Porcari crebbe notevolmente in relazione all'antica Via Francigena che dirigeva verso nord-ovest, attraversanso l'intera Piana di Lucca e transitava per Castrum Porcari. Nell'itinerario di Sigerico, la città rappresentava la XXV tappa, ed era definita dall'Arcivescovo di Canterbury col nome di Forcri. Inoltre Porcari si trovava in una posizione strategica per l'attraversamento della Via Cassia e il fatto di trovarsi sulle sponde del Lago di Sesto, diventando così un'importante via di comunicazione con Firenze, Pisa e Lucca. Di grande importanza strategica era anche il colle di Porcari (monte San Giusto un castrum, oggi chiamato la Torretta) che sovrastava la Valle delle Sei Miglia, consentendo un importante punto di avvistamento, soprattutto in vista di eventuali attacchi nemici. Quando i Longobardi si stabilirono a Porcari, il paese era già conosciuto con questo nome. Intorno al 1000 alcuni documenti descrivono Porcari come un borgo (in seguito incastellato) con un imponente castello e due chiese dedicate una a Sant'Angelo e una a Santa Maria, con la possibilità dell'esistenza di una terza chiesa dedicata a San Giusto nei pressi dell'attuale chiesa. Fuori dal borgo si trovavano una chiesa dedicata a San Giovanni e molte case rustiche sparse per tutta la giurisdizione di Porcari che comprendeva Badia Pozzeveri, Gragnano, San Martino, San Gennaro, Petrognano e Tofori. Il castello, che fu distrutto per ben tre volte, nel tempo diventò un'importante roccaforte, ultimo baluardo di difesa della città di Lucca e luogo di diverse battaglie. La più importante fu quella di Altopascio (che però realmente venne combattuta su territorio porcarese) nel 1325 dove Castruccio Castracani, vicario di Lucca, vinse su Ramon de Cardona, generale della Repubblica Fiorentina, e che li valse la nomina da parte di Ludovico il Bavaro a Duca di Lucca. Venute meno le esigenze belliche, nel corso del Quattrocento, Porcari divenne un territorio marginale dello stato lucchese. Del castello rimangono tracce storiche fino al XVII secolo. Oggi rimane solamente qualche resto di muro sul colle di Porcari. Nel 1913, Porcari ottenne l'indipendenza da Capannori e si costituì in comune autonomo. Classe Energetica: G - IPE: 224.87kWh/mq anno. Zona: centro via Roma. Rif: TC02

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