Villetta in fase di ultimazione cielo terra,con grandi balconi e un piazzale-giardino recintato, affiancata ad una bifamiliare indipendente su tre lati. Ha una superficie di circa mq. 280 dislocati in: Piano garage piano taverna appartamento con zona giorno e notte. Mancano alcune finiture che L acquirente potrà realizzare secondo le proprie esigenze . Bella la zona ai bordi della campagna con vista sul parco del paese e sulla campagna che lo circonda. Ubicazione L immobile si trova nel comune di Montegabbione in posizione comoda e molto panoramica, con pochissimi metri di strada bianca, e vicinissimo al centro abitato. Ha cinque minuti di automobile, troviamo la stazione ferroviaria e l uscita autostradale di Fabro, mentre nel raggio di 25-35 km. Si possono raggiungere i maggiori centri dell Umbria e della Toscana come Assisi, Gubbio, Orvieto, S. Casciano, Pienza e Siena. Descrizione Porzione di villetta da completare internamente, facente parte di una bifamiliare, indipendente cielo terra con giardino e libera in tre lati. La struttura necessita alcuni lavori di rifinitura e sistemazione come: conclusione impianti, pavimenti, Finestre e porte interne, sanitari e sistemazione giardino. L immobile è diviso in quattro piani e ci si possono ricavare due alloggi indipendenti. Ha una superficie di circa mq. 280 dislocati in: Piano garage piano taverna con locale rustico con camino e suggestivi elementi architettonici. Tramite una scala esterna si giunge all appartamento con zona giorno, dove troviamo un ampio soggiorno e cucina-pranzo con terrazzi, disimpegno e bagno. Al piano notte due camere da letto e una cameretta con terrazzi e bagno. Dalla proprietà, grazie ai numerosi terrazzi, si gode un magnifico panorama con vista sul borgo medievale di Montegabbione, sul parco attrezzato della città e di tutta la campagna circostante. E possibile acquistare l altra porzione di villetta adiacente, rendendo così esclusivo e indipendente l intero fabbricato. Stato e rifiniture L immobile è in ottimo stato, edificato di recente con nuovi interventi strutturali, sono presenti tramezzature, intonaci e parte degli impianti. la villetta però necessita alcuni lavori di rifinitura e sistemazione come: conclusione impianti, pavimenti, Finestre e porte interne, sanitari e sistemazione giardino. Le pareti esterne sono intonacate e potranno essere tinteggiate, dando un tocco di colore alla proprietà. Servizi e Utenze La zona è completa di servizi con ampie zone verdi attrezzate L immobile è servito delle principali utenze che raggiungono il paese, quindi è allacciato all acquedotto comunale e alla cabina Enel per la fornitura di energia elettrica. IL servizio telefonico è presente e anche la copertura a.d.s.l. L immobile potrà essere riscaldato con termoconvettori e termosifoni alimentati con gas metano. Situazione Urbanistica e catastale L immobile principale e gli annessi agricoli sotto il profilo urbanistico sono stati edificati e successivamente sono stati modificati / ristrutturati tramite regolari concessioni o autorizzazioni edilizie e quindi la situazione attuale è completamente conforme. Sono in corso pratiche per alcune sistemazioni interne. Catastalmente l immobile è regolarmente censito al N.C.E.U. del comune di Montegabbione come fabbricato in corso di costruzione. Dati Proprietà e Vincoli Tutta la proprietà è intestata a persone fisica e la VEND. è soggetta a imposta di registro rispettivamente al 10 per i fabbricati se seconda casa o al 3 se acquisto della proprietà con agevolazioni prima casa e con l obbligo quindi di trasferire la propria residenza nell abitazione entro diciotto mesi dalla data del rogito notarile. I terreni infine sono tassati al 18 del prezzo dichiarato in atto. Tutti questi aspetti comunque potranno essere meglio verificati da professionisti del settore in fase di contrattazione, con possibili agevolazioni e contributi. Utilizzi e potenzialità La proprietà sarà utilizzata come abitazione principale, ma potrà anche diventare una seconda casa. Vista la posizione strategica e ben servita, dall immobile, si raggiungono facilmente i maggiori centri dell Umbria e della Toscana. A982876
Rif.: Vil-Cas Vil-Cas ERRECI REAL ESTATE OSTUNI PROPONE IN VENDITA nella marina di Ostuni nell'ambito dello splendido villaggio internazionale di ROSA MARINA, recintato e vigilato h.24/24, con oltre 2,5 km. di litorale, una villa Bifamiliare + Dependance a circa mt. 100 dal mare . La Villa è composta di ampio soggiorno con caminetto, cucina abitabile, tre camere da letto di cui due matrimoniali ed una cameretta singola, due bagni, ampio patio coperto, accesso al terrazzo con vista mare. La Dependance è composta da ampia stanza da letto matrimoniale e bagno. Ampio giardino con prato e varie essenze mediterranee. La Villa è stata completamente ristrutturata negli anni 2007 e 2008 (pari al nuovo). Possibilità di eventuale frazionamento al fine di ottenere n. 2 unità immobiliari completamente indipendenti. Vil-Cas ERRECI REAL ESTATE OSTUNI offer for sale in the navy in the beautiful village of Ostuni International ROSA MARINA, fenced and guarded h.24/24, with over 2.5 km. of coastline, a family house + outbuilding around mt. 100 from the sea. The Villa is composed of large living room with fireplace, kitchen, three bedrooms including two doubles and one single bedroom, two bathrooms, large covered patio, access to the terrace with sea view. The annexe consists of a large double bedroom and bathroom. Large garden with lawn and various Mediterranean species. The Villa was completely renovated in 2007 and 2008 (like new). Possibility of any division in order to obtain No 2 units property is completely independent. VILLAGGIO “ROSA MARINA” VIGILATO H24 CON GUARDIANIA PRIVATA, CON CIRCA 2 KM DI LITORALE SPARPAGLIATO (SPIAGGE IN SABBIA E SCOGLIERA) ED INCANTEVOLI “CALETTE” CHE RENDONO IL VILLAGGIO UNICO NEL SUO GENERE. ALL'INTERNO DEL VILLAGGIO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. L'OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G
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È perciò una zona piuttosto arida e priva di corsi d'acqua: al loro posto le cosiddette "lame", letti torrentizi a carattere stagionale, dai solchi poco profondi e dalle pareti ripide. Altra caratteristica geologica del territorio sono le "gravine", dei burroni carsici. Le attività economiche più importanti sono il turismo e l'agricoltura (soprattutto ulivi e viti). Importanti e numerose le presenze di strutture dette "masserie", ovvero antiche fattorie fortificate presenti sia nella selva ostunese che nella marina, dove si svolgeva l'attività agricola dei grossi proprietari terrieri. Il territorio di Ostuni era già frequentato nel paleolitico medio (50.000-40.000 anni fa) da cacciatori neanderthaliani. La zona collinare, sede di numerose grotte, offriva perfetti rifugi naturali per le primitive comunità umane. Nel paleolitico superiore le tracce di presidi umani diventano più consistenti: gli scavi effettuati hanno permesso il rinvenimento di reperti ossei e ceramici. Tuttavia, la testimonianza più eclatante rimane il ritrovamento dello scheletro della "donna di Ostuni", una donna di circa 20 anni prossima al parto e del suo feto, scoperta fatta dal Prof. Donato Coppola dell'Università Aldo Moro di Bari. Il corpo, deposto in una grande buca, è in posizione contratta, col capo ricoperto da una sorta di cuffia composta da centinaia di piccole conchiglie. L'appartenenza della donna ad un gruppo di cacciatori è documentata dai resti del corredo, ossia selci e denti di cavallo e di bue primitivo. La sepoltura, denominata Ostuni 1º, è unica al mondo: risalente a circa 25.000 anni fa, è collocata nella grotta di Santa Maria di Agnano, presso l'omonima masseria. Un calco di questa sepoltura può essere esaminato presso il "Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale", nell'ex convento delle Monacelle, nel centro storico di Ostuni. Al neolitico appartengono invece gli insediamenti di Lamaforca e San Biagio, mentre reperti dell'età del bronzo sono stati ritrovati negli scavi in zona Lama Morelli. Il primo nucleo cittadino fu fondato dai Messapi, un'antica popolazione italica che stanziata nel Salento nel VII secolo a.C.; i Messapi furono abili costruttori di strade e città e scelsero l'ubicazione per la città in cima a un colle dalle pareti molto ripide (murex in latino, da cui proviene per l'appunto il termine Murgia). 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Porzione di colonica libera su tre lati e disposta su due livelli per circa 100 mq . Al piano rialzato soggiorno con caminetto, zona cucina e pranzo, studio trasformabile in camera, al piano superiore due camere e bagno. A piano terra cantina, legnaia, e porcilaia, oltre 6000 mq terreno, e tettoia con barbeque 30 mq. T.S.M. Casa Service Rif. A3739Casa Service offre ai propri clienti una solida esperienza, maturata grazie alla pluriennale presenza nel mercato immobiliare. Siamo attivi in Valdarno nel territorio compreso tra le città di Arezzo, Siena e Firenze ,a Vostra completa disposizione per i servizi di intermediazione per la VEND. e l acquisto di ogni tipo d immobile, residenziale, commerciale, industriale, agricolo e attività commerciali; intermediazione per affitti o locazioni di qualsiasi bene immobile e attività commerciale; consulenza e assistenza gratuita sulle opportunità di finanziamenti e mutui con i principali istituti di credito, alle migliori condizioni. Effettuiamo la valutazione gratuita del Vostro bene immobile.Abbiamo un archivio di beni immobili molto vasto che pubblicizziamo , secondo i canali cartacei e informatici, nei comuni di Montevarchi, San Giovanni Valdarno, Terranuova Bracciolini, Bucine, Cavriglia,Pian di Sco , Loro Ciuffenna. Offriamo consulenza ai costruttori che si basano sulle nostre indicazioni e sulla nostra esperienza per conoscere i prodotti che gli acquirenti preferiscono. In tal modo riusciamo ad avere il perfetto connubio tra la domanda e l offerta . Assistiamo il cliente nello svolgimento di tutto il rapporto contrattuale fino alla stipula del rogito notarile.Per quello che riguarda le locazioni abitative e/o commerciali, effettuiamo una dettagliata informativa sul profilo del conduttore in modo da fornire al proprietario una maggiore sicurezza . Classe Energetica: G - IPE: 175.00kWh/mq anno C207217
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Immediata periferica, splendida villa panoramica disposta su tre livelli e composta come segue: a piano terreno ampia zona soggiono e pranzo, cucina, disimpegno, tre camere matrimoniali e 2 bagni. A primo piano 3 camere, bagno, ripostiglio e veranda di 30 mq .A piano seminterrato taverna, con altra camera, oltre garage. Giardino di 750 mq e piscina. T.S.GAS - Trattativa in agenzia . Casa Service Rif. A3831Casa Service offre ai propri clienti una solida esperienza, maturata grazie alla pluriennale presenza nel mercato immobiliare. Siamo attivi in Valdarno nel territorio compreso tra le città di Arezzo, Siena e Firenze ,a Vostra completa disposizione per i servizi di intermediazione per la VEND. e l acquisto di ogni tipo d immobile, residenziale, commerciale, industriale, agricolo e attività commerciali; intermediazione per affitti o locazioni di qualsiasi bene immobile e attività commerciale; consulenza e assistenza gratuita sulle opportunità di finanziamenti e mutui con i principali istituti di credito, alle migliori condizioni. Effettuiamo la valutazione gratuita del Vostro bene immobile.Abbiamo un archivio di beni immobili molto vasto che pubblicizziamo , secondo i canali cartacei e informatici, nei comuni di Montevarchi, San Giovanni Valdarno, Terranuova Bracciolini, Bucine, Cavriglia,Pian di Sco , Loro Ciuffenna. Offriamo consulenza ai costruttori che si basano sulle nostre indicazioni e sulla nostra esperienza per conoscere i prodotti che gli acquirenti preferiscono. In tal modo riusciamo ad avere il perfetto connubio tra la domanda e l offerta . Assistiamo il cliente nello svolgimento di tutto il rapporto contrattuale fino alla stipula del rogito notarile.Per quello che riguarda le locazioni abitative e/o commerciali, effettuiamo una dettagliata informativa sul profilo del conduttore in modo da fornire al proprietario una maggiore sicurezza . Classe Energetica: G - IPE: 175.00kWh/mq anno A1219671
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Appartamento di mq. 158 in bellissimo casale completamente ristrutturato con giardino privato di mq. 118. Ubicazione Nel cuore dell'Umbria, tra Spoleto, Campello e le fonti del Clitunno, immerso nelle colline argentate di ulivi, il Casale della ?Piaggia di Poreta?, immobile d'epoca che risale alla fine del 1300, emerge per la particolarit? architettonica della torre ?piccionaia?, tipica del territorio spoletino, (?casa rurale fortificata? che racchiudeva in un unico edificio funzioni produttive, residenziali e difensive). La sua posizione strategica e di gran privilegio, rivela un ampio panorama offrendo allo sguardo tutta la valle. Cantata da S. Francesco, esaltata da celebri visitatori del passato quali Goethe e Michelangelo, candidata all?Unesco per diventare Patrimonio Mondiale dell?Umanit? (nel progetto Italia Longobardorum), Spoleto ? una splendida citt? a misura d?uomo, proiettata sul panorama internazionale grazie ad iniziative artistiche e culturali fra cui la pi? importante ? senza dubbio il Festival dei Due Mondi. Oltre ad offerte di interesse artistico e storico, quest?area del centro Italia ? meta ideale per i suoi affascinanti itinerari religiosi, le interessanti proposte enogastronomiche e gli innumerevoli spunti per attivit? rigeneranti all?aria aperta. L'immobile si trova a 10 km dal centro in un borgo collinare tra gli ulivi incastonato in un paesaggio incontaminato. Descrizione Appartamento di mq. 158 in bellissimo casale completamente ristrutturato con giardino privato di mq. 118. La porzione si sviluppa al piano primo ed ? composta da soggiorno con camino ed angolo cottura, due camere, due bagni e soppalco con camera e studio. Il giardino privato ? abbellito da alberi ad alto fusto. Il casale ? tutto in pietra con rifiniture di pregio. Stato e rifiniture Il restauro, nasce dall?elaborazione di varie ipotesi progettuali, attente soprattutto nel trasformare e al contempo mantenere le caratteristiche architettoniche originarie. Il piano di recupero e ampliamento di tutto il complesso edilizio (approvato dal Comune di Spoleto nel 2007) riguarda infatti una serie di interventi di riqualificazione di tutta la propriet?, quindi non solo la diversa distribuzione degli spazi interni al casale principale, ma anche la ricostruzione del casale secondario (ex annesso agricolo). Il casale ? stato completamente ristrutturato secondo le pi? innovative tecniche di consolidamento statico e nel rispetto delle norme antisismiche di cui saranno rilasciate le certificazioni. Nel casale principale sono state ricavate 5 unit? abitative di vario taglio, con ingressi indipendenti e giardino di propriet?. Il progetto di adattamento ai nuovi usi e alle moderne esigenze abitative degli antichi edifici, aderisce perfettamente al lavoro di conservazione, creando degli spazi dotati di ogni confort moderno e impreziositi da dettagli originali, soprattutto nell?uso dei materiali: pavimenti in cotto antico (pianelle da 15 x 30) posato a spina di pesce, o parquet di rovere anticato. Le pavimentazioni delle zone esterne: camminamenti e marciapiedi intorno al fabbricato, sono realizzati con ciottoli irregolari in pietra calcarea di fiume e riquadrate con listelli di cotto antico. Le scale d?accesso al giardino sono state realizzate in mattoni antichi. I soffitti a capriate sono in legno di rovere con travi e pianelle antiche. E? stata rivolta particolare attenzione alla scelta degli infissi, che con il minimo impatto visivo, offrono massima sicurezza e isolamento termico. Infatti le finestre sono state realizzate in acciaio (Palladio profilo 5030/20 verniciato color ferro), e ove necessario complete di grate fisse. Le porte d?ingresso sono in acciaio (Palladio ) e cristallo stratificato di spessore mm 8-10, complete di grate sovrapposte, quelle interne saranno realizzate in massello di rovere o castagno, o laccate avorio. Sono stati scelti degli infissi adatti agli edifici storici, con un profilo particolarmente sottile dal minimo impatto visivo e massima sicurezza e isolamento. Di pari passo con la realizzazione del progetto strutturale sono stati eseguiti una serie di lavori per l?isolamento termico (risparmio energetico) ed acustico nei singoli appartamenti di cui saranno rilasciate le specifiche certificazioni. Le finiture interne delle pareti verticali di tutti gli ambienti sono realizzate in tonachino bianco avorio ed in alcune zone, soggiorno ed archi, in pietra. Le finiture interne dei soffitti sono in legno di rovere con travi e pianelle a vista, con trattamento antitarlo e protettivo. Servizi e Utenze L?impianto di riscaldamento ? del tipo a gas autonomo fornito di caldaia BAXI - LUNA 3 CONFORT IN con produzione di acqua calda sanitaria ed ? costituito da: Radiatori in alluminio pressofuso di dimensioni secondo le emissioni termiche di cui alle norme UNI ? 6514/69. Termostati ambiente di tipo a parete con controllo della temperatura interna dell?abitazione. L? appartamento ? dotato di predisposizione per impianto di condizionamento a pompa di calore (istallato nella zona soggiorno e camera da letto). L? appartamento ? alimentato da tubazioni zincate, opportunamente coibentate, dalle quali si staccheranno le relative colonne d?alimentazione fino a raggiungere le unit? immobiliari. Le schermature d?alimentazione dell?acqua fredda e calda sono realizzate con tubazioni atossiche di polipropilene a saldare, mentre quelle di scarico sono in PEAD. l?alimentazione idrica e lo scarico sono predisposti per la lavastoviglie, la lavatrice, lavello cucina, w.c., bidet, vasca ed una presa d?acqua all?esterno. All?interno dell? appartamento ? posto un contatore idrico. L?impianto sar? intercettabile all?interno mediante rubinetti a cappuccio nei bagni e nella cucina. I sanitari lavabo CATALANO LUCE 80, w.c. bidet e doccia sono marca CATALANO SERIE ZERO. Vasca OBERON (Villeroy & Boch). Rubinetteria miscelatori FOCUS (Hans grohe) Situazione Urbanistica e catastale L?immobile ? stato edificato antecedentemente il 1967 e successivamente ? stato modificati/ristrutturati tramite regolari concessioni o autorizzazioni edilizie e quindi la situazione attuale ? conforme. Catastalmente l?immobile ? regolarmente censito al N.C.E.U. per ci? che riguarda i fabbricati N.C.T. per ci? che riguarda i terreni Dati Propriet? e Vincoli Tutta la propriet? ? intestata a persone fisica e la vendita ? soggetta a imposta di registro rispettivamente al 10% per i fabbricati se seconda casa o al 3% se acquisto della propriet? con agevolazioni prima casa e con l?obbligo quindi di trasferire la propria residenza nell?abitazione entro diciotto mesi dalla data del rogito notarile. I terreni infine sono tassati al 18% del prezzo dichiarato in atto Utilizzi e potenzialit? La propriet? pu? essere utilizzata sia come abitazione principale sia come seconda casa. E? sicuramente la propriet? adatta agli amanti della privacy, della natura incontaminata e degli sport all?aria aperta. Nella zona in cui si trova la propriet? sono presenti molti sentieri per effettuare percorsi in mountain bike e passeggiate a piedi.
Appartamento di mq. 81 in bellissimo casale in pietra completamente ristrutturato con giardino privato di mq. 129 Ubicazione Nel cuore dell Umbria, tra Spoleto, Campello e le fonti del Clitunno, immerso nelle colline argentate di ulivi, immobile d epoca che risale alla fine del 1300, emerge per la particolarità architettonica della torre piccionaia , tipica del territorio spoletino, ( casa rurale fortificata che racchiudeva in un unico edificio funzioni produttive, residenziali e difensive). La sua posizione strategica e di gran privilegio, rivela un ampio panorama offrendo allo sguardo tutta la valle. Cantata da S. Francesco, esaltata da celebri visitatori del passato quali Goethe e Michelangelo, candidata all Unesco per diventare Patrimonio Mondiale dell Umanità (nel progetto Italia Longobardorum), Spoleto è una splendida città a misura d uomo, proiettata sul panorama internazionale grazie ad iniziative artistiche e culturali fra cui la più importante è senza dubbio il Festival dei Due Mondi. Oltre ad offerte di interesse artistico e storico, quest area del centro Italia è meta ideale per i suoi affascinanti itinerari religiosi, le interessanti proposte enogastronomiche e gli innumerevoli spunti per attività rigeneranti all aria aperta. L immobile si trova a 10 km dal centro in un borgo collinare tra gli ulivi incastonato in un paesaggio incontaminato. Descrizione Appartamento di mq. 81 in bellissimo casale completamente ristrutturato con giardino privato di mq. 129. La porzione si sviluppa al piano terra ed è composta da soggiorno con camino, cucina, due camere, due bagni e locale tecnico. Il giardino privato è abbellito da alberi ad alto fusto. Il casale è tutto in pietra con rifiniture di pregio. Stato e Rifiniture Il restauro, nasce dall elaborazione di varie ipotesi progettuali, attente soprattutto nel trasformare e al contempo mantenere le caratteristiche architettoniche originarie. Il piano di recupero e ampliamento di tutto il complesso edilizio (approvato dal Comune di Spoleto nel 2007) riguarda infatti una serie di interventi di riqualificazione di tutta la proprietà, quindi non solo la diversa distribuzione degli spazi interni al casale principale, ma anche la ricostruzione del casale secondario (ex annesso agricolo). Il casale è stato completamente ristrutturato secondo le più innovative tecniche di consolidamento statico e nel rispetto delle norme antisismiche di cui saranno rilasciate le certificazioni. Nel casale principale sono state ricavate 5 unità abitative di vario taglio, con ingressi indipendenti e giardino di proprietà. Il progetto di adattamento ai nuovi usi e alle moderne esigenze abitative degli antichi edifici, aderisce perfettamente al lavoro di conservazione, creando degli spazi dotati di ogni confort moderno e impreziositi da dettagli originali, soprattutto nell uso dei materiali: pavimenti in cotto antico (pianelle da 15 x 30) posato a spina di pesce, o parquet di rovere anticato. Le pavimentazioni delle zone esterne: camminamenti e marciapiedi intorno al fabbricato, sono realizzati con ciottoli irregolari in pietra calcarea di fiume e riquadrate con listelli di cotto antico. Le scale d accesso al giardino sono state realizzate in mattoni antichi. I soffitti a capriate sono in legno di rovere con travi e pianelle antiche. E stata rivolta particolare attenzione alla scelta degli infissi, che con il minimo impatto visivo, offrono massima sicurezza e isolamento termico. Infatti le finestre sono state realizzate in acciaio (Palladio profilo 5030/20 verniciato color ferro), e ove necessario complete di grate fisse. Le porte d ingresso sono in acciaio (Palladio ) e cristallo stratificato di spessore mm 8-10, complete di grate sovrapposte, quelle interne saranno realizzate in massello di rovere o castagno, o laccate avorio. Sono stati scelti degli infissi adatti agli edifici storici, con un profilo particolarmente sottile dal minimo impatto visivo e massima sicurezza e isolamento. Di pari passo con la realizzazione del progetto strutturale sono stati eseguiti una serie di lavori per l isolamento termico (risparmio energetico) ed acustico nei singoli appartamenti di cui saranno rilasciate le specifiche certificazioni. Le finiture interne delle pareti verticali di tutti gli ambienti sono realizzate in tonachino bianco avorio ed in alcune zone, soggiorno ed archi, in pietra. Le finiture interne dei soffitti sono in legno di rovere con travi e pianelle a vista, con trattamento antitarlo e protettivo. Servizi ed Utenze L impianto di riscaldamento è del tipo a gas autonomo fornito di caldaia BAXI - LUNA 3 CONFORT IN con produzione di acqua calda sanitaria ed è costituito da: Radiatori in alluminio pressofuso di dimensioni secondo le emissioni termiche di cui alle norme UNI 6514/69. Termostati ambiente di tipo a parete con controllo della temperatura interna dell abitazione. L appartamento è dotato di predisposizione per impianto di condizionamento a pompa di calore (istallato nella zona soggiorno e camera da letto) L appartamento è alimentato da tubazioni zincate, opportunamente coibentate, dalle quali si staccheranno le relative colonne d alimentazione fino a raggiungere le unità immobiliari. Le schermature d alimentazione dell acqua fredda e calda sono realizzate con tubazioni atossiche di polipropilene a saldare, mentre quelle di scarico sono in PEAD. l alimentazione idrica e lo scarico sono predisposti per la lavastoviglie, la lavatrice, lavello cucina, w.c., bidet, vasca ed una presa d acqua all esterno. All interno dell appartamento è posto un contatore idrico. L impianto sarà intercettabile all interno mediante rubinetti a cappuccio nei bagni e nella cucina. I sanitari lavabo CATALANO LUCE 80, w.c. bidet e doccia sono marca CATALANO SERIE ZERO. Vasca OBERON (Villeroy Boch). Rubinetteria miscelatori FOCUS (Hans grohe) Situazione Urbanistica e Catastale L immobile è stato edificato antecedentemente il 1967 e successivamente è stato modificati/ristrutturati tramite regolari concessioni o autorizzazioni edilizie e quindi la situazione attuale è conforme. Catastalmente l immobile è regolarmente censito al N.C.E.U. per ciò che riguarda i fabbricati N.C.T. per ciò che riguarda i terreni Dati Proprietà e Vincoli Tutta la proprietà è intestata a persone fisica e la VEND. è soggetta a imposta di registro rispettivamente al 10 per i fabbricati se seconda casa o al 3 se acquisto della proprietà con agevolazioni prima casa e con l obbligo quindi di trasferire la propria residenza nell abitazione entro diciotto mesi dalla data del rogito notarile. I terreni infine sono tassati al 18 del prezzo dichiarato in atto Utilizzi e Potenzialità La proprietà può essere utilizzata sia come abitazione principale sia come seconda casa. E sicuramente la proprietà adatta agli amanti della privacy, della natura incontaminata e degli sport all aria aperta. Nella zona in cui si trova la proprietà sono presenti molti sentieri per effettuare percorsi in mountain bike e passeggiate a piedi. A1159881
Appartamento di mq. 117 in bellissimo casale completamente ristrutturato con giardino privato di mq. 80. Ubicazione Nel cuore dell'Umbria, tra Spoleto, Campello e le fonti del Clitunno, immerso nelle colline argentate di ulivi, il Casale della ?Piaggia di Poreta?, immobile d'epoca che risale alla fine del 1300, emerge per la particolarit? architettonica della torre ?piccionaia?, tipica del territorio spoletino, (?casa rurale fortificata? che racchiudeva in un unico edificio funzioni produttive, residenziali e difensive). La sua posizione strategica e di gran privilegio, rivela un ampio panorama offrendo allo sguardo tutta la valle. Cantata da S. Francesco, esaltata da celebri visitatori del passato quali Goethe e Michelangelo, candidata all?Unesco per diventare Patrimonio Mondiale dell?Umanit? (nel progetto Italia Longobardorum), Spoleto ? una splendida citt? a misura d?uomo, proiettata sul panorama internazionale grazie ad iniziative artistiche e culturali fra cui la pi? importante ? senza dubbio il Festival dei Due Mondi. Oltre ad offerte di interesse artistico e storico, quest?area del centro Italia ? meta ideale per i suoi affascinanti itinerari religiosi, le interessanti proposte enogastronomiche e gli innumerevoli spunti per attivit? rigeneranti all?aria aperta. L'immobile si trova a 10 km dal centro in un borgo collinare tra gli ulivi incastonato in un paesaggio incontaminato. Descrizione Appartamento di mq. 117 in bellissimo casale completamente ristrutturato con giardino privato di mq. 80. La porzione si sviluppa si tre livelli, al piano primo soggiorno con camino ed angolo cottura, bagno e soppalco studio, al secondo piano una camera con bagno e al terzo piano un'altra camera con bagno. Il giardino privato ? abbellito da alberi ad alto fusto. Il casale ? tutto in pietra con rifiniture di pregio. Stato e rifiniture Il restauro, nasce dall?elaborazione di varie ipotesi progettuali, attente soprattutto nel trasformare e al contempo mantenere le caratteristiche architettoniche originarie. Il piano di recupero e ampliamento di tutto il complesso edilizio (approvato dal Comune di Spoleto nel 2007) riguarda infatti una serie di interventi di riqualificazione di tutta la propriet?, quindi non solo la diversa distribuzione degli spazi interni al casale principale, ma anche la ricostruzione del casale secondario (ex annesso agricolo). Il casale ? stato completamente ristrutturato secondo le pi? innovative tecniche di consolidamento statico e nel rispetto delle norme antisismiche di cui saranno rilasciate le certificazioni. Nel casale principale sono state ricavate 5 unit? abitative di vario taglio, con ingressi indipendenti e giardino di propriet?. Il progetto di adattamento ai nuovi usi e alle moderne esigenze abitative degli antichi edifici, aderisce perfettamente al lavoro di conservazione, creando degli spazi dotati di ogni confort moderno e impreziositi da dettagli originali, soprattutto nell?uso dei materiali: pavimenti in cotto antico (pianelle da 15 x 30) posato a spina di pesce, o parquet di rovere anticato. Le pavimentazioni delle zone esterne: camminamenti e marciapiedi intorno al fabbricato, sono realizzati con ciottoli irregolari in pietra calcarea di fiume e riquadrate con listelli di cotto antico. Le scale d?accesso al giardino sono state realizzate in mattoni antichi. I soffitti a capriate sono in legno di rovere con travi e pianelle antiche. E? stata rivolta particolare attenzione alla scelta degli infissi, che con il minimo impatto visivo, offrono massima sicurezza e isolamento termico. Infatti le finestre sono state realizzate in acciaio (Palladio profilo 5030/20 verniciato color ferro), e ove necessario complete di grate fisse. Le porte d?ingresso sono in acciaio (Palladio ) e cristallo stratificato di spessore mm 8-10, complete di grate sovrapposte, quelle interne saranno realizzate in massello di rovere o castagno, o laccate avorio. Sono stati scelti degli infissi adatti agli edifici storici, con un profilo particolarmente sottile dal minimo impatto visivo e massima sicurezza e isolamento. Di pari passo con la realizzazione del progetto strutturale sono stati eseguiti una serie di lavori per l?isolamento termico (risparmio energetico) ed acustico nei singoli appartamenti di cui saranno rilasciate le specifiche certificazioni. Le finiture interne delle pareti verticali di tutti gli ambienti sono realizzate in tonachino bianco avorio ed in alcune zone, soggiorno ed archi, in pietra. Le finiture interne dei soffitti sono in legno di rovere con travi e pianelle a vista, con trattamento antitarlo e protettivo. Servizi e Utenze L?impianto di riscaldamento ? del tipo a gas autonomo fornito di caldaia BAXI - LUNA 3 CONFORT IN con produzione di acqua calda sanitaria ed ? costituito da: Radiatori in alluminio pressofuso di dimensioni secondo le emissioni termiche di cui alle norme UNI ? 6514/69. Termostati ambiente di tipo a parete con controllo della temperatura interna dell?abitazione. L? appartamento ? dotato di predisposizione per impianto di condizionamento a pompa di calore (istallato nella zona soggiorno e camera da letto). L? appartamento ? alimentato da tubazioni zincate, opportunamente coibentate, dalle quali si staccheranno le relative colonne d?alimentazione fino a raggiungere le unit? immobiliari. Le schermature d?alimentazione dell?acqua fredda e calda sono realizzate con tubazioni atossiche di polipropilene a saldare, mentre quelle di scarico sono in PEAD. l?alimentazione idrica e lo scarico sono predisposti per la lavastoviglie, la lavatrice, lavello cucina, w.c., bidet, vasca ed una presa d?acqua all?esterno. All?interno dell? appartamento ? posto un contatore idrico. L?impianto sar? intercettabile all?interno mediante rubinetti a cappuccio nei bagni e nella cucina. I sanitari lavabo CATALANO LUCE 80, w.c. bidet e doccia sono marca CATALANO SERIE ZERO. Vasca OBERON (Villeroy & Boch). Rubinetteria miscelatori FOCUS (Hans grohe) Situazione Urbanistica e catastale L?immobile ? stato edificato antecedentemente il 1967 e successivamente ? stato modificati/ristrutturati tramite regolari concessioni o autorizzazioni edilizie e quindi la situazione attuale ? conforme. Catastalmente l?immobile ? regolarmente censito al N.C.E.U. per ci? che riguarda i fabbricati N.C.T. per ci? che riguarda Dati Propriet? e Vincoli Tutta la propriet? ? intestata a persone fisica e la vendita ? soggetta a imposta di registro rispettivamente al 10% per i fabbricati se seconda casa o al 3% se acquisto della propriet? con agevolazioni prima casa e con l?obbligo quindi di trasferire la propria residenza nell?abitazione entro diciotto mesi dalla data del rogito notarile. I terreni infine sono tassati al 18% del prezzo dichiarato in atto Utilizzi e potenzialit? La propriet? pu? essere utilizzata sia come abitazione principale sia come seconda casa. E? sicuramente la propriet? adatta agli amanti della privacy, della natura incontaminata e degli sport all?aria aperta. Nella zona in cui si trova la propriet? sono presenti molti sentieri per effettuare percorsi in mountain bike e passeggiate a piedi.
Appartamento di mq 80 in bellissimo casale in pietra completamente ristrutturato con giardino privato di mq. 106. Ubicazione Nel cuore dell'Umbria, tra Spoleto, Campello e le fonti del Clitunno, immerso nelle colline argentate di ulivi, il Casale della ?Piaggia di Poreta?, immobile d'epoca che risale alla fine del 1300, emerge per la particolarit? architettonica della torre ?piccionaia?, tipica del territorio spoletino, (?casa rurale fortificata? che racchiudeva in un unico edificio funzioni produttive, residenziali e difensive). La sua posizione strategica e di gran privilegio, rivela un ampio panorama offrendo allo sguardo tutta la valle. Cantata da S. Francesco, esaltata da celebri visitatori del passato quali Goethe e Michelangelo, candidata all?Unesco per diventare Patrimonio Mondiale dell?Umanit? (nel progetto Italia Longobardorum), Spoleto ? una splendida citt? a misura d?uomo, proiettata sul panorama internazionale grazie ad iniziative artistiche e culturali fra cui la pi? importante ? senza dubbio il Festival dei Due Mondi. Oltre ad offerte di interesse artistico e storico, quest?area del centro Italia ? meta ideale per i suoi affascinanti itinerari religiosi, le interessanti proposte enogastronomiche e gli innumerevoli spunti per attivit? rigeneranti all?aria aperta. L'immobile si trova a 10 km dal centro in un borgo collinare tra gli ulivi incastonato in un paesaggio incontaminato. Descrizione Appartamento in bellissimo casale completamente ristrutturato con giardino privato di mq. 106. La porzione si sviluppa al pianoterra ed ? composta da soggiorno con camino ed angolo cottura, camera, bagno e locale tecnico. Il giardino ? molto riservato, e al suo interno ci sono alberi ad alto fusto. Il casale ? tutto in pietra con rifiniture di pregio. Stato e rifiniture Il restauro, nasce dall?elaborazione di varie ipotesi progettuali, attente soprattutto nel trasformare e al contempo mantenere le caratteristiche architettoniche originarie. Il piano di recupero e ampliamento di tutto il complesso edilizio (approvato dal Comune di Spoleto nel 2007) riguarda infatti una serie di interventi di riqualificazione di tutta la propriet?, quindi non solo la diversa distribuzione degli spazi interni al casale principale, ma anche la ricostruzione del casale secondario (ex annesso agricolo). Il casale ? stato completamente ristrutturato secondo le pi? innovative tecniche di consolidamento statico e nel rispetto delle norme antisismiche di cui saranno rilasciate le certificazioni . Nel casale principale sono state ricavate 5 unit? abitative di vario taglio, con ingressi indipendenti e giardino di propriet?. Il progetto di adattamento ai nuovi usi e alle moderne esigenze abitative degli antichi edifici, aderisce perfettamente al lavoro di conservazione, creando degli spazi dotati di ogni confort moderno e impreziositi da dettagli originali, soprattutto nell?uso dei materiali: pavimenti in cotto antico (pianelle da 15 x 30) posato a spina di pesce, o parquet di rovere anticato. Le pavimentazioni delle zone esterne: camminamenti e marciapiedi intorno al fabbricato, sono realizzati con ciottoli irregolari in pietra calcarea di fiume e riquadrate con listelli di cotto antico. Le scale d?accesso al giardino sono state realizzate in mattoni antichi. I soffitti a capriate sono in legno di rovere con travi e pianelle antiche. E? stata rivolta particolare attenzione alla scelta degli infissi, che con il minimo impatto visivo, offrono massima sicurezza e isolamento termico. Infatti le finestre sono state realizzate in acciaio (Palladio profilo 5030/20 verniciato color ferro), e ove necessario complete di grate fisse. Le porte d?ingresso sono in acciaio (Palladio ) e cristallo stratificato di spessore mm 8-10, complete di grate sovrapposte, quelle interne saranno realizzate in massello di rovere o castagno, o laccate avorio. Sono stati scelti degli infissi adatti agli edifici storici, con un profilo particolarmente sottile dal minimo impatto visivo e massima sicurezza e isolamento. Di pari passo con la realizzazione del progetto strutturale sono stati eseguiti una serie di lavori per l?isolamento termico (risparmio energetico) ed acustico nei singoli appartamenti di cui saranno rilasciate le specifiche certificazioni. Le finiture interne delle pareti verticali di tutti gli ambienti sono realizzate in tonachino bianco avorio ed in alcune zone, soggiorno ed archi, in pietra. Le finiture interne dei soffitti sono in legno di rovere con travi e pianelle a vista, con trattamento antitarlo e protettivo. Servizi e Utenze L?impianto di riscaldamento ? del tipo a gas autonomo fornito di caldaia BAXI - LUNA 3 CONFORT IN con produzione di acqua calda sanitaria ed ? costituito da: Radiatori in alluminio pressofuso di dimensioni secondo le emissioni termiche di cui alle norme UNI ? 6514/69. Termostati ambiente di tipo a parete con controllo della temperatura interna dell?abitazione. L? appartamento ? dotato di predisposizione per impianto di condizionamento a pompa di calore (istallato nella zona soggiorno e camera da letto). L? appartamento ? alimentato da tubazioni zincate, opportunamente coibentate, dalle quali si staccheranno le relative colonne d?alimentazione fino a raggiungere le unit? immobiliari. Le schermature d?alimentazione dell?acqua fredda e calda sono realizzate con tubazioni atossiche di polipropilene a saldare, mentre quelle di scarico sono in PEAD. l?alimentazione idrica e lo scarico sono predisposti per la lavastoviglie, la lavatrice, lavello cucina, w.c., bidet, vasca ed una presa d?acqua all?esterno. All?interno dell? appartamento ? posto un contatore idrico. L?impianto sar? intercettabile all?interno mediante rubinetti a cappuccio nei bagni e nella cucina. I sanitari lavabo CATALANO LUCE 80, w.c. bidet e doccia sono marca CATALANO SERIE ZERO. Vasca OBERON (Villeroy & Boch). Rubinetteria miscelatori FOCUS (Hans grohe) Situazione Urbanistica e catastale L?immobile ? stato edificato antecedentemente il 1967 e successivamente ? stato modificati/ristrutturati tramite regolari concessioni o autorizzazioni edilizie e quindi la situazione attuale ? conforme. Catastalmente l?immobile ? regolarmente censito al N.C.E.U. per ci? che riguarda i fabbricati N.C.T. per ci? che riguarda Dati Propriet? e Vincoli Tutta la propriet? ? intestata a persone fisica e la vendita ? soggetta a imposta di registro rispettivamente al 10% per i fabbricati se seconda casa o al 3% se acquisto della propriet? con agevolazioni prima casa e con l?obbligo quindi di trasferire la propria residenza nell?abitazione entro diciotto mesi dalla data del rogito notarile. I terreni infine sono tassati al 18% del prezzo dichiarato in atto. Utilizzi e potenzialit? La propriet? pu? essere utilizzata sia come abitazione principale sia come seconda casa. E? sicuramente la propriet? adatta agli amanti della privacy, della natura incontaminata e degli sport all?aria aperta. Nella zona in cui si trova la propriet? sono presenti molti sentieri per effettuare percorsi in mountain bike e passeggiate a piedi.
Appartamento di mq. 117 in bellissimo casale in pietra completamente ristrutturato con giardino privato di mq. 120 Ubicazione Nel cuore dell'Umbria, tra Spoleto, Campello e le fonti del Clitunno, immerso nelle colline argentate di ulivi, il Casale della ?Piaggia di Poreta?, immobile d'epoca che risale alla fine del 1300, emerge per la particolarit? architettonica della torre ?piccionaia?, tipica del territorio spoletino, (?casa rurale fortificata? che racchiudeva in un unico edificio funzioni produttive, residenziali e difensive). La sua posizione strategica e di gran privilegio, rivela un ampio panorama offrendo allo sguardo tutta la valle. Cantata da S. Francesco, esaltata da celebri visitatori del passato quali Goethe e Michelangelo, candidata all?Unesco per diventare Patrimonio Mondiale dell?Umanit? (nel progetto Italia Longobardorum), Spoleto ? una splendida citt? a misura d?uomo, proiettata sul panorama internazionale grazie ad iniziative artistiche e culturali fra cui la pi? importante ? senza dubbio il Festival dei Due Mondi. Oltre ad offerte di interesse artistico e storico, quest?area del centro Italia ? meta ideale per i suoi affascinanti itinerari religiosi, le interessanti proposte enogastronomiche e gli innumerevoli spunti per attivit? rigeneranti all?aria aperta. L'immobile si trova a 10 km dal centro in un borgo collinare tra gli ulivi incastonato in un paesaggio incontaminato. Descrizione Appartamento di mq. 117 in bellissimo casale completamente ristrutturato con giardino privato di mq. 120. La porzione si sviluppa al pianoterra ed ? composta da soggiorno con camino, cucina, due camere, due bagni e locale tecnico. Il giardino privato ? abbellito da alberi ad alto fusto. Il casale ? tutto in pietra con rifiniture di pregio. Stato e rifiniture Il restauro, nasce dall?elaborazione di varie ipotesi progettuali, attente soprattutto nel trasformare e al contempo mantenere le caratteristiche architettoniche originarie. Il piano di recupero e ampliamento di tutto il complesso edilizio (approvato dal Comune di Spoleto nel 2007) riguarda infatti una serie di interventi di riqualificazione di tutta la propriet?, quindi non solo la diversa distribuzione degli spazi interni al casale principale, ma anche la ricostruzione del casale secondario (ex annesso agricolo). Il casale ? stato completamente ristrutturato secondo le pi? innovative tecniche di consolidamento statico e nel rispetto delle norme antisismiche di cui saranno rilasciate le certificazioni. Nel casale principale sono state ricavate 5 unit? abitative di vario taglio, con ingressi indipendenti e giardino di propriet?. Il progetto di adattamento ai nuovi usi e alle moderne esigenze abitative degli antichi edifici, aderisce perfettamente al lavoro di conservazione, creando degli spazi dotati di ogni confort moderno e impreziositi da dettagli originali, soprattutto nell?uso dei materiali: pavimenti in cotto antico (pianelle da 15 x 30) posato a spina di pesce, o parquet di rovere anticato. Le pavimentazioni delle zone esterne: camminamenti e marciapiedi intorno al fabbricato, sono realizzati con ciottoli irregolari in pietra calcarea di fiume e riquadrate con listelli di cotto antico. Le scale d?accesso al giardino sono state realizzate in mattoni antichi. I soffitti a capriate sono in legno di rovere con travi e pianelle antiche. E? stata rivolta particolare attenzione alla scelta degli infissi, che con il minimo impatto visivo, offrono massima sicurezza e isolamento termico. Infatti le finestre sono state realizzate in acciaio (Palladio profilo 5030/20 verniciato color ferro), e ove necessario complete di grate fisse. Le porte d?ingresso sono in acciaio (Palladio ) e cristallo stratificato di spessore mm 8-10, complete di grate sovrapposte, quelle interne saranno realizzate in massello di rovere o castagno, o laccate avorio. Sono stati scelti degli infissi adatti agli edifici storici, con un profilo particolarmente sottile dal minimo impatto visivo e massima sicurezza e isolamento. Di pari passo con la realizzazione del progetto strutturale sono stati eseguiti una serie di lavori per l?isolamento termico (risparmio energetico) ed acustico nei singoli appartamenti di cui saranno rilasciate le specifiche certificazioni. Le finiture interne delle pareti verticali di tutti gli ambienti sono realizzate in tonachino bianco avorio ed in alcune zone, soggiorno ed archi, in pietra. Le finiture interne dei soffitti sono in legno di rovere con travi e pianelle a vista, con trattamento antitarlo e protettivo. Servizi e Utenze L?impianto di riscaldamento ? del tipo a gas autonomo fornito di caldaia BAXI - LUNA 3 CONFORT IN con produzione di acqua calda sanitaria ed ? costituito da: Radiatori in alluminio pressofuso di dimensioni secondo le emissioni termiche di cui alle norme UNI ? 6514/69. Termostati ambiente di tipo a parete con controllo della temperatura interna dell?abitazione. L? appartamento ? dotato di predisposizione per impianto di condizionamento a pompa di calore (istallato nella zona soggiorno e camera da letto). L? appartamento ? alimentato da tubazioni zincate, opportunamente coibentate, dalle quali si staccheranno le relative colonne d?alimentazione fino a raggiungere le unit? immobiliari. Le schermature d?alimentazione dell?acqua fredda e calda sono realizzate con tubazioni atossiche di polipropilene a saldare, mentre quelle di scarico sono in PEAD. l?alimentazione idrica e lo scarico sono predisposti per la lavastoviglie, la lavatrice, lavello cucina, w.c., bidet, vasca ed una presa d?acqua all?esterno. All?interno dell? appartamento ? posto un contatore idrico. L?impianto sar? intercettabile all?interno mediante rubinetti a cappuccio nei bagni e nella cucina. I sanitari lavabo CATALANO LUCE 80, w.c. bidet e doccia sono marca CATALANO SERIE ZERO. Vasca OBERON (Villeroy & Boch). Rubinetteria miscelatori FOCUS (Hans grohe) Situazione Urbanistica e catastale L?immobile ? stato edificato antecedentemente il 1967 e successivamente ? stato modificati/ristrutturati tramite regolari concessioni o autorizzazioni edilizie e quindi la situazione attuale ? conforme. Catastalmente l?immobile ? regolarmente censito al N.C.E.U. per ci? che riguarda i fabbricati N.C.T. per ci? che riguarda Dati Propriet? e Vincoli Tutta la propriet? ? intestata a persone fisica e la vendita ? soggetta a imposta di registro rispettivamente al 10% per i fabbricati se seconda casa o al 3% se acquisto della propriet? con agevolazioni prima casa e con l?obbligo quindi di trasferire la propria residenza nell?abitazione entro diciotto mesi dalla data del rogito notarile. I terreni infine sono tassati al 18% del prezzo dichiarato in atto Utilizzi e potenzialit? La propriet? pu? essere utilizzata sia come abitazione principale sia come seconda casa. E? sicuramente la propriet? adatta agli amanti della privacy, della natura incontaminata e degli sport all?aria aperta. Nella zona in cui si trova la propriet? sono presenti molti sentieri per effettuare percorsi in mountain bike e passeggiate a piedi.
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ALLâEuro™INTERNO DEL VILLAGGIO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. LâEuro™OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. ERRECI PROPOSES REAL ESTATE FOR SALE: In the beautiful international resort CALLED "ROSE MARINA" Just 9 km. From the town of Ostuni, 12 km. FROM FASANO, 15 km. Cisternino, VILLE various types (detached, semidetached, TRIVILLE, MINIVILLE, PARCOVILLE, apartments, studios, duplexes, and superduplex PATIOVILLE. VILLAGE VIGILIO H24 WITH PRIVATE GUARDIANS, with about 2 km of coastline Spread (sandy and cliff) and enchanting "CALETTE" WHO MAKES THE VILLAGE Unique. Other than the famed "Grand Hotel Rosa Marina" VI is the presence of bars, restaurants, Pizzeria, Pharmacy, Disco, swimming beach. The clock never stops ROSA MARINA WITH THE night life that sees the presence of several VIPs of entertainment, art, culture and the world of politics. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità . Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. Classe Energetica: G
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LâEuro™OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. ERRECI PROPOSES REAL ESTATE FOR SALE: In the beautiful international resort CALLED "ROSE MARINA" Just 9 km. From the town of Ostuni, 12 km. FROM FASANO, 15 km. Cisternino, VILLE various types (detached, semidetached, TRIVILLE, MINIVILLE, PARCOVILLE, apartments, studios, duplexes, and superduplex PATIOVILLE. VILLAGE VIGILIO H24 WITH PRIVATE GUARDIANS, with about 2 km of coastline Spread (sandy and cliff) and enchanting "CALETTE" WHO MAKES THE VILLAGE Unique. Other than the famed "Grand Hotel Rosa Marina" VI is the presence of bars, restaurants, Pizzeria, Pharmacy, Disco, swimming beach. The clock never stops ROSA MARINA WITH THE night life that sees the presence of several VIPs of entertainment, art, culture and the world of politics. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità . Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. Classe Energetica: G
Rif.: Vil-Ch ERRECI REAL ESTATE OSTUNI (www.erreci-immobiliare.it) âEuro“ LUXURIES ITALIAN PROPERTIES FOR SALE & RENT âEuro“ PROPONE IN VENDITA NELLO SPLENDIDO SCENARIO DEL VILLAGGIO TURISTICO INTERNAZIONALE DI âEuroœROSA MARINAâEuro, A CIRCA 50 METRI DAL MARE, VILLA BIFAMILIARE COMPOSTA DA SOGGIORNO/PRANZO, CUCINOTTO, TRE CAMERE DA LETTO, TRE BAGNI, AMPIA VERANDA CON CIRCOSTANTE GIARDINO ATTREZZATO DI CIRCA 300 MQ. LâEuro™IMMOBILE RISULTA ESSERE POSIZIONATO IN ZONA TRANQUILLA E RISERVATA, MA NEL CONTEMPO ANCHE A POCHI PASSI DAL MARE. POSIZIONE IDEALE PER GLI AMANTI DEL MARE E DELLA TRANQUILLITAâEuro™. VILLAGGIO âEuroœROSA MARINAâEuro VIGILATO H24 CON GUARDIANIA PRIVATA, CON CIRCA 2 KM DI LITORALE SPARPAGLIATO (SPIAGGE IN SABBIA E SCOGLIERA) ED INCANTEVOLI âEuroœCALETTEâEuro CHE RENDONO IL VILLAGGIO UNICO NEL SUO GENERE. ALLâEuro™INTERNO DEL VILLAGGIO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. LâEuro™OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. ERRECI PROPOSES REAL ESTATE FOR SALE: In the beautiful international resort CALLED "ROSE MARINA" Just 9 km. From the town of Ostuni, 12 km. FROM FASANO, 15 km. Cisternino, VILLE various types (detached, semidetached, TRIVILLE, MINIVILLE, PARCOVILLE, apartments, studios, duplexes, and superduplex PATIOVILLE. VILLAGE VIGILIO H24 WITH PRIVATE GUARDIANS, with about 2 km of coastline Spread (sandy and cliff) and enchanting "CALETTE" WHO MAKES THE VILLAGE Unique. Other than the famed "Grand Hotel Rosa Marina" VI is the presence of bars, restaurants, Pizzeria, Pharmacy, Disco, swimming beach. The clock never stops ROSA MARINA WITH THE night life that sees the presence of several VIPs of entertainment, art, culture and the world of politics. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità . Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. Classe Energetica: G
Rif.: Vil-Ch1 ERRECI REAL ESTATE OSTUNI (www.erreci-immobiliare.it) âEuro“ LUXURIES ITALIAN PROPERTIES FOR SALE & RENT âEuro“ PROPONE IN VENDITA NELLO SPLENDIDO SCENARIO DEL VILLAGGIO TURISTICO INTERNAZIONALE DI âEuroœROSA MARINAâEuro, A CIRCA 100 METRI DAL MARE, VILLA BIFAMILIARE COMPOSTA DA SOGGIORNO/PRANZO, CUCINOTTO, DUE CAMERE DA LETTO, TRE BAGNI, AMPIA VERANDA CON CIRCOSTANTE GIARDINO ATTREZZATO DI CIRCA 300 MQ. LâEuro™IMMOBILE RISULTA ESSERE POSIZIONATO IN ZONA TRANQUILLA E RISERVATA, POSIZIONE IDEALE PER GLI AMANTI DEL MARE E DELLA TRANQUILLITAâEuro™. VILLAGGIO âEuroœROSA MARINAâEuro VIGILATO H24 CON GUARDIANIA PRIVATA, CON CIRCA 2 KM DI LITORALE SPARPAGLIATO (SPIAGGE IN SABBIA E SCOGLIERA) ED INCANTEVOLI âEuroœCALETTEâEuro CHE RENDONO IL VILLAGGIO UNICO NEL SUO GENERE. ALLâEuro™INTERNO DEL VILLAGGIO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. LâEuro™OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. ERRECI PROPOSES REAL ESTATE FOR SALE: In the beautiful international resort CALLED "ROSE MARINA" Just 9 km. From the town of Ostuni, 12 km. FROM FASANO, 15 km. Cisternino, VILLE various types (detached, semidetached, TRIVILLE, MINIVILLE, PARCOVILLE, apartments, studios, duplexes, and superduplex PATIOVILLE. VILLAGE VIGILIO H24 WITH PRIVATE GUARDIANS, with about 2 km of coastline Spread (sandy and cliff) and enchanting "CALETTE" WHO MAKES THE VILLAGE Unique. Other than the famed "Grand Hotel Rosa Marina" VI is the presence of bars, restaurants, Pizzeria, Pharmacy, Disco, swimming beach. The clock never stops ROSA MARINA WITH THE night life that sees the presence of several VIPs of entertainment, art, culture and the world of politics. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità . Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. 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Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G
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ALL'INTERNO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. L'OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLO SPETTACOLO, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLA POLITICA. ERRECI PROPOSES REAL ESTATE FOR SALE: In the beautiful international resort CALLED "ROSE MARINA" Just 9 km. From the town of Ostuni, 12 km. FROM FASANO, 15 km. Cisternino, VILLE various types (detached, semidetached, TRIVILLE, MINIVILLE, PARCOVILLE, apartments, studios, duplexes, and superduplex PATIOVILLE. VILLAGE VIGILIO H24 WITH PRIVATE GUARDIANS, with about 2 km of coastline Spread (sandy and cliff) and enchanting "CALETTE" WHO MAKES THE VILLAGE Unique. Other than the famed "Grand Hotel Rosa Marina" VI is the presence of bars, restaurants, Pizzeria, Pharmacy, Disco, swimming beach. The clock never stops ROSA MARINA WITH THE night life that sees the presence of several VIPs of entertainment, art, culture and the world of politics. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G
Rif.: Dup-Tar ERRECI REAL ESTATE OSTUNI PROPONE IN VENDITA: NELLO SPLENDIDO VILLAGGIO TURISTICO INTERNAZIONALE DENOMINATO “ROSA MARINA” A SOLI 9 KM. DAL CENTRO ABITATO DI OSTUNI, A 12 KM. DA FASANO, A 15 KM. DA CISTERNINO, VILLETTA A SCHIERA TIPO DUPLEX DI 45 MQ. CIRCA, SU 2 LIVELLI COMPOSTO AL PIANO TERRA SOGGIORNO/PRANZO CON 2 POSTI LETTO, BAGNO ED ANGOLO COTTURA. AL PIANO SUPERIORE (SOPPALCO) A CUI SI ACCEDE A MEZZO DI UNA SCALA INTERNA ZONA NOTTE CON LETTO MATRIMONIALE. POSSIBILITA' DI AMPLIAMENTO DEL SOPPALCO AL FINE DI REALIZZARE ALTRA STANZETTA DA LETTO ED ALTRO BAGNO. LA PROPRIETA' COMPRENDE ANCHE 2 ZONE DI TERRENO DI PERTINENZA, UNA ANTERIORE ED UNA POSTERIORE CON POSSIBILITA' DI APERTURA DI PORTA DI COMUNICAZIONE DALLA CUCINA SUL RETRO. ERRECI REAL ESTATE OSTUNI PROPOSES FOR SALE: In the beautiful international resort CALLED "ROSE MARINA" Just 9 km. From the town of Ostuni, 12 km. FROM FASANO, 15 km. Cisternino, Terraced Villas duplex of 45 sqm. 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L'OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. ERRECI PROPOSES REAL ESTATE FOR SALE: In the beautiful international resort CALLED "ROSE MARINA" Just 9 km. From the town of Ostuni, 12 km. FROM FASANO, 15 km. Cisternino, VILLE various types (detached, semidetached, TRIVILLE, MINIVILLE, PARCOVILLE, apartments, studios, duplexes, and superduplex PATIOVILLE. VILLAGE VIGILIO H24 WITH PRIVATE GUARDIANS, with about 2 km of coastline Spread (sandy and cliff) and enchanting "CALETTE" WHO MAKES THE VILLAGE Unique. Other than the famed "Grand Hotel Rosa Marina" VI is the presence of bars, restaurants, Pizzeria, Pharmacy, Disco, swimming beach. The clock never stops ROSA MARINA WITH THE night life that sees the presence of several VIPs of entertainment, art, culture and the world of politics. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G
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Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G
Rif.: Vil-GP Vil-GP - ERRECI REAL ESTATE OSTUNI PROPONE IN VENDITA NEL RINOMATO VILLAGGIO TURISTICO INTERNAZIONALE DI "ROSA MARINA" DI OSTUNI: SPLENDIDA VILLA COMPOSTA DALLA ORIGINARIA CASA PRINCIPALE RISTRUTTURATA E PARI AL NUOVO COMPOSTA DA SOGGIORNO, CUCINOTTO, 2 CAMERE DA LETTO E 2 BAGNI. PRIMA DEPANDANCE CON CAMERA DA LETTO E BAGNO. SECONDA DEPANDANCE CON CAMERA DA LETTO MATRIMONIALE, CAMERETTA E BAGNO. 2 AMPIE VERANDE DI CUI 1 IN MURATURA ED UNA IN LEGNO LAMELLARE. 2 DOCCE ESTERNE E RIPOSTIGLIO. L'ACQUA CALDA VIENE PRODOTTA DA PANNELLI SOLARI INSTALLATI SUL LASTRICO SOLARE. GRANDE GIARDINO/PARCO DI CIRCA 800 MQ. CON GRANDE GAZEBO OTTAGONALE SERVITO DA PIANO COTTURA E BARBECUE. POZZO ARTESIANO E POSSIBILITA' DI REALIZZARE UNA PISCINA. Vil-GP - ERRECI REAL ESTATE OSTUNI PROPOSES FOR SALE IN RENOWNED INTERNATIONAL TOURIST VILLAGE OF "ROSA MARINA" of Ostuni: WONDERFUL VILLA COMPOUND FROM ORIGINAL MAIN HOUSE RESTORED AND EVEN THE NEW Living room, kitchen, 2 BEDROOMS AND 2 BATHROOMS. FIRST DEPANDANCE WITH BEDROOM AND BATH. SECOND annexe with double bedroom, single bedroom and BATHROOM. 2 large verandas which 1 MASONRY AND A laminated wood. 2 outdoor showers and heating. The hot water is produced by solar arrays installed on the pavement SOLAR. LARGE GARDEN PARK OF ABOUT 800 SQ. SERVED WITH LARGE OCTAGONAL GAZEBO FROM BARBECUE AND HOB. Artesian is possible 'to make a pool. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G
Rif.: RM-TRI RM-TRI - ERRECI REAL ESTATE OSTUNI PROPONE IN VENDITA NEL RINOMATO VILLAGGIO TURISTICO INTERNAZIONALE "ROSA MARINA" DI OSTUNI, TRIVILLA IN ZONA "G" A 800 MT. DAL MARE, COMPOSTA DA AMPIO GIARDINO, VERANDA, SOGGIORNO/PRANZO, CUCINOTTO, 2 CAMERE DA LETTO, TRE BAGNI, AMPIO RIPOSTIGLIO E TERRAZZO FRUIBILE. RM-TRI - ERRECI REAL ESTATE OSTUNI offer for sale in the famous international resort "ROSA MARINA" of Ostuni, TRIVILLA IN ZONE "G" at 800 MT. BY THE SEA, consisting of large garden, veranda, living / dining room, kitchen, 2 BEDROOMS, THREE BATHROOMS, large closet TERRACE AND useful. VILLAGGIO “ROSA MARINA” VIGILATO H24 CON GUARDIANIA PRIVATA, CON CIRCA 2 KM DI LITORALE SPARPAGLIATO (SPIAGGE IN SABBIA E SCOGLIERA) ED INCANTEVOLI “CALETTE” CHE RENDONO IL VILLAGGIO UNICO NEL SUO GENERE. ALL'INTERNO DEL VILLAGGIO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. L'OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G
Rif.: Vil-Cor-4460 Vil-Cor ERRECI REAL ESTATE OSTUNI PROPONE IN VENDITA nella marina di Ostuni nell'ambito dello splendido villaggio internazionale di Rosa Marina, recintato e vigilato h.24/24, con oltre 2,5 km. di litorale, una villa Bifamiliare + Dependance a circa mt. 100 dal mare . La Villa è composta da ampio soggiorno con caminetto, cucina abitabile, tre camere da letto di cui due matrimoniali ed una cameretta singola, due bagni, ampio patio coperto, accesso al terrazzo con vista mare. La Dependance è composta da un vano Soggiorno con angolo cottura e n. 2 Posti Letto “retraibili a muro”, ampia stanza da letto matrimoniale e bagno. Parcheggio auto, ampio giardino con prato e varie essenze mediterranee. La villa è stata completamente ristrutturata di recente. Possibilità di eventuale frazionamento al fine di ottenere n. 2 unità immobiliari completamente indipendenti. 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ALL'INTERNO DEL VILLAGGIO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. L'OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G