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annunci di case in vendita a piazza primavera a pomigliano d arco

6 risultati
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Prezzo (EUR)
Tipo di proprietà
Camere da letto
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·  23 dicembre 2011 20:05
·  123 m²
·  Camere da letto: 4

iCase.it : Classe Energetica: D IPE: NON DEFINITOAppartamento in villa circondata da giardino alberato su 4 lati Zona centralissima adiacente piazza Primavera, ottima esposizione Piccolo condominio (senza spese) 3 unità, 2 ingressi pedonali e 2 carrabili Giardino condominiale 440 mq con posto auto/moto di pertinenza 123 mq ...

·  23 dicembre 2011 05:11
·  160 m²
·  Camere da letto: 3

A pochi passi da Piazza Primavera, duplex su due livelli di nuova costruzione di ampie metrature,diviso in 5 vani e tripli accessori.Con ampli terrazzi a livello e ottime rifiniture.Classe energetica:NA - Non ApplicabileEpi:N/D

·  23 gennaio 09:26
·  90 m²

iCase.it : Classe Energetica: G IPE: NON DEFINITOZona Centro Storico - 4° piano composto da: salone, cucina, camera da letto, cameretta e 2 bagni. Posto Auto - Visita http://www.*****.it per visualizzare i dettagli dell'annuncio o per trovare l'immobile che stai cercando tra migliaia di offerte sempre aggiornate

·  23 gennaio 09:27
·  75 m²

iCase.it : Classe Energetica: G IPE: NON DEFINITOPiazza Primavera - Locale commerciale di 75 mq fronte strada con doppia vetrina, 2 ampi locali interni, antibagno e bagno. Buono Stato. - Visita http://www.*****.it per visualizzare i dettagli dell'annuncio o per trovare l'immobile che stai cercando tra migliaia di offerte sempre aggiornate

·  24 dicembre 2011 01:04
·  60 m²

A 300 mq da Piazza Primavera,appartamento in minicondominio posto al secondo piano composto da: ingresso, soggiorno, cucina, camera da letto e bagno. Tripla esposizione con affaccio fronte strada.IN TRATTATIVA.... - A226431

·  25 dicembre 2011 07:44
·  95 m²
·  Camere: 3

Rif.: Cas-Cio ERRECI REAL ESTATE OSTUNI – LUXURIES ITALIAN PROPRIETIES FOR SALE & RENT – PROPONE IN VENDITA: DELIZIOSA CASA INDIPENDENTE SU 2 LIVELLI IN OSTUNI, IN ZONA SETTECENTESCA, A CIRCA 50 MT. DA PIAZZA DELLA LIBERTA' E DEL CENTRO STORICO. AL PRIMO PIANO: SOGGIORNO/PRANZO, CAMERA DA LETTO, ALCOVA E BAGNO. AL PIANO SUPERIORE: SOGGIORNO/PRANZO CON ANGOLO COTTURA, 2 CAMERE DA LETTO, BAGNO, 2 MAGNIFICHE TERRAZZE CON VISTA MOZZAFIATO DEL MARE, DEL BORGO MEDIOEVALE E DELLA MURGIA PUGLIESE. L'IMMOBILE, DI COMPLESSIVI MQ. 95, E' DOTATO DI IMPIANTO DI RISCALDAMENTO AUTONOMO E VIENE VENDUTO COMPLETO DEGLI ARREDI IVI PRESENTI. REAL ESTATE ERRECI OSTUNI - Luxuries PROPRIETIES ITALIAN FOR SALE & RENT - PROPOSED SALE: DELIGHTFUL HOUSE ON 2 LEVELS IN Ostuni, near the eighteenth century, about 50 meters. FREEDOM FROM THE PIAZZA 'and the old town. FIRST FLOOR: LIVING ROOM, BEDROOM, alcove and bathroom. Upstairs: living room with kitchenette, two bedrooms, bathroom, two magnificent terrace overlooking breathtaking sea, the medieval town and the Apulian Murgia. THE PROPERTY OF sqm. 95, WITH INDIPENDENT HEATING AND FULL OF FURNITURE IS SOLD therein. Ostuni è un comune italiano di 32.507 abitanti[1] della provincia di Brindisi in Puglia. Nota anche come Città Bianca,[2] per via del suo caratteristico centro storico interamente dipinto con calce bianca. Insieme a Taranto e Santa Maria di Leuca, costituisce uno dei vertici ideali della penisola salentina. Rinomato centro turistico, nel 2008, 2009, 2010, e 2011 ha ricevuto la Bandiera Blu[3] e le cinque vele di Legambiente[4] per la pulizia delle acque della sua costa e per la qualità dei servizi offerti. Nel 2005, inoltre, la Regione Puglia ha riconosciuto il comune come "località turistica". Storia Per approfondire, vedi le voci Storia del Salento e Storia della Puglia. Le origini Il territorio di Ostuni era già frequentato nel paleolitico medio (50.000-40.000 anni fa) da cacciatori neanderthaliani. La zona collinare, sede di numerose grotte, offriva dei perfetti rifugi naturali per le primitive comunità umane. Nel paleolitico superiore le tracce di presidi umani diventano più consistenti: gli scavi effettuati hanno permesso il rinvenimento di reperti ossei e ceramici. Tuttavia la testimonianza più eclatante rimane il ritrovamento dello scheletro della "donna di Ostuni" di circa 20 anni prossima al parto e del suo feto,scoperta fatta dal Prof. Donato Coppola dell'Università Aldo Moro di Bari. Il corpo, deposto in una grande buca, è in posizione contratta, col capo ricoperto da una specie di cuffia composta da centinaia di piccole conchiglie. L'appartenenza della donna ad un gruppo di cacciatori è documentata dai resti del corredo, ossia selci e denti di cavallo e di bue primitivo. La sepoltura, denominata Ostuni 1º, è unica al mondo: risalente a circa 25.000 anni fa, è collocata nella grotta di Santa Maria di Agnano, presso l'omonima masseria. Un calco di questa sepoltura può essere esaminato presso il "Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale", nell'ex convento delle Monacelle, nel centro storico di Ostuni. Al neolitico appartengono invece gli insediamenti di Lamaforca e San Biagio, mentre reperti dell'età del bronzo sono stati ritrovati negli scavi in zona Lama Morelli. Il primo nucleo cittadino fu fondato dai Messapi, un'antica popolazione italica che si stanziò nel Salento nel VII secolo a.C.; i Messapi erano un popolo abile costruttore di strade e città, e probabilmente trovarono l'ubicazione per la futura città, in cima a un colle dalle pareti molto ripide (murex in latino, da cui proviene per l'appunto il termine Murgia) molto interessante dal punto di vista logistico. Alcuni odierni scavi nei pressi del foro Boario (la zona prospiciente le mura medievali), col rinvenimento di tombe del IV – II secolo a.C., documentano l'ubicazione di un centro abitato la cui estensione andava dai fianchi della collina alla piana digradante verso il mare. Ceramica messapica Nel III secolo a.C. il Salento fu conquistato dai Romani, e con esso Ostuni: poco si sa del periodo romano, anche se probabili tracce rimangono in alcune masserie, sorte sulle fondazioni di antiche ville romane. Poco si sa anche riguardo all'etimologia della parola Ostuni: probabilmente deriva dall'eroe eponimo Sturnoi, compagno di Diomede, che dopo la Guerra di Troia l'avrebbe fondato; successivamente i Romani lo chiamarono "Sturninum". Il termine tuttavia potrebbe essere mediato dal messapico, o più probabilmente dal greco “Astu Neon” (“astu” cittadella fortificata, “neon” nuova). Il Medioevo Cavalieri normanni Il Papa Niccolò II, durante il primo Concilio di Melfi, nomina Roberto il Guiscardo, Duca di Puglia e Calabria. Statua di Federico II all'ingresso del Palazzo Reale di Napoli Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, Ostuni (come il resto del Salento) fu invasa da Ostrogoti, Longobardi, Saraceni e strenuamente difesa dal potere imperiale dei Bizantini. Sotto i bizantini, nell'876 diventò diocesi e rifugio dei monaci basiliani provenienti da Siria ed Egitto: minacciati dai Turchi e dall'iconoclastia, i monaci si rifugiarono nelle stesse grotte che avevano dato rifugio agli uomini primitivi. Fra l'XI e il XIII secolo i Normanni conquistarono gli insediamenti bizantini in Puglia unificandoli sotto la Contea di Puglia istituita Roberto il Guiscardo e poi divenuta Ducato di Puglia. I normanni intensificarono inoltre la coltivazione dell'ulivo e provvidero a stabilire con precisione i confini della Città. Nel XII secolo Goffredo III, conte di Lecce e funzionario del re Ruggero II di Sicilia, con giurisdizione militare sulla Terra d'Otranto, costruì un castello sulla cima del colle più alto di Ostuni; oggi di quella costruzione imponente e ben fortificata, rimangono solo una torretta e il giardino (Giardino Zurlo). Il feudo ostunese risulta di rilevante importanza militare, tanto da fornire al regno normanno dodici Cavalieri di cui alcuni extra moenia. Ostuni viene integrata nell'ampio territorio della contea normanna di Lecce e nel Principato di Taranto. Con gli Svevi Ostuni si sviluppò notevolmente. Federico II del Sacro Romano Impero intese liberare Ostuni dai suoi vincoli feudali e prendere sotto la sua diretta e particolare protezione la città facendo del suo castello insieme a quello di Oria Taranto e Brindisi perno della difesa imperiale in Apulia e rendendolo esente da tasse e controlli di funzionari. Il castello Ostunese esercitava inoltre totale autorità sul casale di Carovigno. Nel XII secolo il sistema portuale dell'area adriatica sotto l'autorità di Ostuni è ampliato dallo sviluppo della piccola Petrolla, oggi Villa Novaa[6]. Indice dell'espansione sull'Adriatico di Ostuni.[7] Nel 1182 Tancredi Conte di Lecce e signore di Ostuni, concede al vescovo ed ai cittadini ostunesi di fondare un centro presso San Nicola di Petrolla e di popolarlo[8]. È in oltre concesso un mulino ed un forno, riservandosi il diritto di amministrarvi la giustizia[9]. Il centro viene rilevato nel percorso di ritorno dalla terza crociata di Filippo II Augusto re di Francia nel 1191 et recedens, inde transitum fecit.. per villam que dicitur la Petrolle[10]. È l'imperatore Federico II del Sacro Romano Impero a dare la maggiore spinta propulsiva per lo sviluppo del casale. Il 9 ottobre 1239 Federico II ordina ad Andrea di Acquaviva, giustiziere di Terra d'Otranto di verificare perché il suo predecessore Filippo di Maremonte non sia riuscito a far ripopolare Petrolla nonostante il suo ordine.[11] Il 29 febbraio 1240 rinnova l'ordine allo stesso giustiziere e richiede di far pervenire ad cameram nostram una relazione completa.[12] Pervenuta puntualmente il 6 aprile 1240. Ostuni si aprì al commercio con gli Angioini, i quali costruirono nuove fortificazioni per la città e rifondarono, sulle rovine dell'antica Petrolla, il porto di Villanova (la frazione costiera del paese). La particolarissima conurbazione del borgo medievale, con le case addossate le une alle altre e la presenza di domus palatiate a più piani, risale proprio a questo periodo storico e si spiega sia con esigenze difensive sia col voler sfruttare appieno in larghezza ed altezza tutto lo spazio disponibile all'interno delle mura. Ostuni fu circondata da nuove mura con torrioni circolari in periodo aragonese: furono aperte quattro porte, delle quali oggi si conservano solo Porta Nova risalente al XII secolo e ricostruita nel XV secolo e Porta San Demetrio del XIII secolo. Dal Rinascimento al Risorgimento Ritratto di Isabella d'Aragona di Raffaello, Galleria Doria Pamphilj Nel 1506 Ostuni passò al ducato di Bari di Isabella d'Aragona e della figlia Bona Sforza: sotto il dominio spagnolo cominciò così il periodo d'oro della città, sia dal punto di vista economico che culturale. I duchi concessero a Ostuni onori e privilegi, rafforzarono le fortificazioni delle mura cittadine e dotarono il litorale delle torri Pozzella (oggi diroccata) e San Leonardo. Il periodo rinascimentale corrisponde anche al massimo sviluppo urbanistico della città: il numero di abitanti tocca ormai quota 17.000. All'impianto medievale del centro storico si aggiungono numerosi nuovi edifici. Ma nel XVII secolo cominciò una fase di declino: infatti nel 1639 Filippo IV d'Asburgo, a fronte dei debiti per la guerra dei trent'anni, vendette Ostuni agli Zevallos, una famiglia di mercanti che trattò la città alla stregua di feudo personale: anche la popolazione crollò al di sotto dei 10.000 abitanti. Fu durante questo periodo storico che la peste imperversò nella zona, pur risparmiando proprio Ostuni: questo perché era invalso l'uso di imbiancare le abitazioni con la calce, in quanto disinfettante naturale. Questa pratica non solo bloccò il contagio, ma, protrattasi nel tempo, rende ancora oggi la Città Bianca così peculiare a distanza di secoli. Con i Borboni la città fiorì nuovamente. Ostuni si espanse in direzione dei vicini colli di Casale, Cappuccini, Sant'Antonio e Molino a Vento. Il centro della vita cittadina si spostò da piazza del Moro all'odierna piazza Libertà, dove si trova oggi il Municipio (e una volta sede del Convento dei Francescani). Fu proprio in questa piazza che Giuseppe Greco, nel 1771, innalzò la colonna in onore di Sant'Oronzo, il quale secondo la tradizione popolare aveva preservato la città dal contagio della peste. Ai primi dell'Ottocento, sull'onda degli ideali dell'illuminismo, anche Ostuni venne attraversata da tumulti insurrezionali: vennero fondati un circolo della Giovine Italia e una rivendita carbonara. Durante questi moti Ostuni fu la prima città della Puglia a innalzare il tricolore. Vista di Ostuni Dal secondo dopoguerra a oggi, accanto allo sviluppo dell'agricoltura e dell'industria di trasformazione ad essa correlata (olio, mandorle, vino), la città è diventata una rinomata meta turistica, riuscendo a valorizzare i suoi beni culturali, storici e architettonici. Numerosi villaggi turistici, come ad esempio Rosa Marina, sono sorti sul litorale, uno dei più puliti della costa pugliese. Nel 2006 si è istituito sulla costa che confina con il comune di Fasano il Parco naturale regionale Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo, area protetta di elevato interesse naturalistico e paesaggistico. La caratteristica più peculiare del centro storico, che così tanto affascina i turisti, è l'imbiancatura a calce delle case fino ai tetti. L'uso, attestato sin dal Medioevo, deriva, oltre che dalla facile reperibilità della calce come materia prima, dalla necessità di assicurare alle viuzze e agli ambienti ristretti di impianto medievale una maggiore luminosità, data dalla luce sia diretta che riflessa. Come già detto, questo costume ha rivestito anche un ruolo importante storicamente nel XVII secolo, quando l'imbiancatura a calce fu l'unico modo per evitare che la peste dilagasse nella cittadina ed il contagio aumentasse sino a portarne la distruzione. Questo uso fa sì che Ostuni sia denominata spesso Città Bianca o Città Presepe, ed è una caratteristica che la rende riconoscibile e indimenticabile ai visitatori. Simboli Descrizione araldica dello stemma: « D'azzurro a tre monticelli d'oro sostenenti tre torri dello stesso colore, finestrate di nero, la media più alta, circondato da due rami di quercia e d'alloro annodati da un nastro dai colori nazionali, sormontato dalla corona turrita » Descrizione araldica del gonfalone: « Riproduce lo stemma e l'iscrizione centrata "Città di Ostuni", su un drappo partito verticalmente di azzurro e giallo riccamente ornato di ricami d'argento. Le parti di metallo e i nastri saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dei colori nazionali e fregiati di argento » Architetture religiose Nel centro storico di Ostuni vi sono le seguenti chiese: Il rosone della Concattedrale La Concattedrale La chiesa di San Vito Martire La Concattedrale di Ostuni, posta alla sommità del colle più alto, fu iniziata nel 1435 e completata tra il 1470 e il 1495. Ha una bellissima, caratteristica facciata di tarde forme gotiche, tripartita da lesene. La parte centrale termina con un timpano formato da due archi inflessi, le ali con due mezze lunette; timpano e lunette hanno un bellissimo coronamento gotico, che si prolunga sui fianchi e attorno al transetto, di archetti trilobi a profilo seghettato su mensole scolpite. La facciata è aperta da tre eleganti portali ogivali (nella lunetta di quella mediano, bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino in gloria) sormontati ciascuna da una rosa, di cui quella centrale a 24 raggi, notevolissima per dimensione e ricchezza d'intagli. Altre belle rose sono nelle testate del transetto. L'interno, a croce latina a tre navate su colonne, è rifatto in ariose e solenni forme settecentesche, con soffitto piano dipinto e belle cappelle barocche (presso l'ingresso, colonna della costruzione primitiva). Al termine della navata sinistra è un altare in legno del 1734 con busti dei santi Oronzo, Biagio e Agostino. Nell'abside coro in legno di noce riccamente intagliato (XVII secolo). Nella navata destra sepolcro del vescovo Filo (1720) e nell'ultima cappella c'era una Madonna col Bambino e Santi, di Jacopo Palma il Giovane (trafugata). L'Archivio capitolare possiede oltre 200 pergamene dal 1137. il monastero delle Carmelitane, del Settecento, a cui è annessa la barocca chiesa di San Vito martire (nota anche come Santa Maria Maddalena), del 1750-1752, dalla fastosa facciata curvilinea con fastigio spezzato, ricco finestrone centrale e cupola a mattonelle policrome. All'interno notevoli il pulpito ligneo del '600, il monumento funebre di Cono Luchino Del Verme (1747) e i sontuosi altari barocchi di Francesco Morgese (1763), le cui tele, opera di Domenico Lettieri (1760) sono conservate nell'adiacente Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale. la chiesa di San Giacomo di Compostela o dei Santi Cosma e Damiano, eretta nel 1423; dell'originaria costruzione conserva nella facciata l'architrave del portale e il soprarco ogivale scolpito, e una finestra ornata nell'abside. la chiesa di San Francesco d'Assisi, di fondazione medievale, ma con facciata del 1882: nell'interno settecentesco conserva in controfacciata il dipinto Mosè che spezza le tavole della legge (scuola di Luca Giordano), le statue lignee dell'Immacolata di Giacomo Colombo (1719) e di Sant'Agostino (XVIII secolo) e il busto di San Giuseppe col Bambino Gesù (scuola napoletana del Seicento) e di San Giuseppe; la chiesa dello Spirito Santo (1637) ha un bel portale rinascimentale con bassorilievi attribuibili al XV secolo, di gusto ancora tardogotico: nella lunetta, Dormitio Virginis; nel timpano, Incoronazione di Maria e Annunciazione. All'interno, Madonna col Bambino e i santi Elisabetta, Anna e Gioacchino, dipinto di Fra' Giacomo da San Vito. Nella parte moderna dell'abitato si trovano: la chiesa dei Cappuccini (o Santa Maria degli Angeli) del 1585, nella quale si conserva una bella tela di scuola napoletana del '600; la chiesa dell'Annunziata, eretta nel 1196 e trasformata in stile barocco dai frati Riformati nel 1668; nell'interno, da notare una cappella della navata d. con crociera affrescata nel XVI secolo (Dottori della Chiesa); coro ligneo cinquecentesco con pannelli a bassorilievo (Annunciazione e i Santi Francesco e Antonio). La Deposizione di Paolo Veronese (1570), trafugata nell'ottobre del 1975, è stata recuperata nel marzo del 1977; l'Annunciazione dell'altare maggiore è di fra' Giacomo da San Vito; la Natività di Maria è attribuita a Corrado Giaquinto. In sagrestia Ultima Cena di Barnaba Zizzi. In collocazione più periferica: la chiesa di Santa Maria la Nova, a km 1.5 in direzione di Carovigno, a sinistra della strada, eretta nel 1561, con portale ogivale, un occhio e coronamento ad archetti, sorge all'ingresso d'una grotta naturale, con tracce d'affreschi del XII-XV secolo (Cristo, la Vergine, San Giovanni Battista); il santuario di Sant'Oronzo, situato in una conca tra due speroni delle Murge, fu eretta nella seconda metà del '600 davanti a una caverna ove il Santo avrebbe trovato rifugio. A sinistra della chiesa si sale per una scalinata a una fonte intermittente ritenuta miracolosa; la chiesetta di San Biagio in Rialbo, del XII secolo, presso la masseria Pizzicucco, di difficilissimo accesso, con una grotta naturale (tracce di affreschi bizantineggianti). Architetture civil:i Piazza della Libertà Colonna di Sant'Oronzo Particolare della Colonna di Sant'Oronzo Monumento ai caduti (1923) Via Continelli Bixio, nel centro storico Vico Lorenzo Santalari Villa Nazareth: costruita nel 1957 da Don Raffaele Pomes, inizialmente per ritrovo sociale, poi modificato in edificio psico-medico pedagogico, per dare la possibilità a bambini disagiati, che avevano problemi familiari o scolastici e che comunque avevano comportamenti deviati. È stata luogo di vari incendi, l'ultimo dei quali ha leso il solaio del corridoio del primo piano il 4 febbraio 2009. Conceria del Tabacco: costruito negli anni venti del Novecento, era un edificio di rilevante importanza poiché ospitava tutto il tabacco necessario alla creazione si sigarette per la popolazione. All'interno si nota la presenza del montacarichi, utile per trasportare le merci da un piano all'altro. Verso la metà degli anni sessanta la figlia di un'impegate resta accidentalmente schiacciata dal montacarichi. Da quel momento l'edificio è stato abbandonato. Le mura aragonesi che cingono la città vecchia: visibili per lunghi tratti, sono rafforzate da torrioni circolari. A est si apre la porta di San Demetrio (XV secolo), sul lato ovest Porta Nova (XV secolo). Il borgo antico offre molti aspetti pittoreschi dovuti alla eccezionale conservazione delle caratteristiche costruttive del luogo e delle peculiarità urbanistiche. Si incontrano alcuni esempi di dimore signorili: il barocco palazzo ducale Zevallos; il palazzo Siccoda (1575) in via Cattedrale 35; nella piazzetta della Cattedrale si fronteggiano i settecenteschi edifici del Palazzo Vescovile e del vecchio Seminario, collegati con vivo effetto pittorico dall'arco Scoppa; nel vico Castello, scarsi avanzi del Castello, eretto nel 1148 da Goffredo III, conte di Lecce e di Ostuni, e demolito nel 1559 per far posto all'episcopio. nel borgo antico, i palazzi nobiliari delle famiglie degli Aurisicchio, degli Ayroldi, dei Bisantizzi, dei Falghieri, dei Ghionda, dei Giovine, degli Jurleo, dei Palmieri, dei Petrarolo, dei Siccoda, degli Urselli, dei Zaccaria. Talvolta spiccano solo gli interessanti portali barocchi scolpiti nella tenera pietra locale e inseriti con gusto nel bianco delle pareti: il portale di palazzo Falgheri (XVI secolo) in via A. Giovine 27; i portali del palazzo Ghionda-Pomes e della casa Molendino in via F. Bax 5-7; il portale rococò del palazzo Bisantizzi in via A. Petrarolo 34-36. Il monumento simbolo di Ostuni è la Guglia di Sant'Oronzo, alta m 20.75, di Giuseppe Greco (1771), dall'esuberante decorazione barocca: a mezz'altezza le statue dei Santi Biagio, Irene, Gaetano e Lucia. Masserie Il territorio è costellato di numerose masserie, alcune di importanza storico-architettonica e fondamentali per comprendere le strutture sociali e produttive della zona: la masseria Santa Caterina, sulla strada statale 16 in direzione Carovigno, dall'aspetto di un fortilizio con alta torre ottagonale (XVI-XIX secolo); la fortificata masseria Lo Spagnulo (dal proprietario il feudatario Saverio Lopez y Royo), sulla strada statale 16 in direzione di Fasano e poi all'interno, con un corpo centrale dall'aspetto di un fortilizio (all'interno bello scalone settecentesco di accesso all'edificio principale del 1680) e torre di avvistamento di impostazione medievale. la masseria Carestia (1754-1777) con interessanti elementi architettonici e decorazioni scultoree originali; la masseria Ottava, costituita da una torre fortificata del XVI secolo, che ha anche nelle sue pertinenze una chiesetta medievale di fondazione angioina (XIV secolo) con interessante portale decorato con motivi a zig-zag. Siti archeologici il dolmen di Montalbano (detto erroneamente di Cisternino, e noto localmente come Tavola dei Paladini), è nella contrada Piscomarano, presso l'abitato di Montalbano di Fasano; è di grandi proporzioni (alt. cm 145; lastrone di copertura cm 200x300 ca), purtroppo danneggiato in tempi recenti con la distruzione del dromos. il Parco archeologico e naturalistico di Santa Maria D'Agnano presenta i resti di un insediamento messapico, raggiungibile dalla strada statale 16 Ostuni-Fasano. Conserva la grotta-santuario rilevante per il ritrovamento della delle ossa della "gestante di Ostuni", giovane donna partoriente di 25 mila anni fa, attualmente custodita nel Museo. la Torre San Leonardo, torre di avvistamento antisaracena, è in località Pilone; il Castello di Villanova sorge presso il mare, ove si apre un porticciolo. Villanova venne fondata nel 1277 da Carlo I d'Angiò sul luogo dove, verso la fine del XII secolo, Tancredi conte di Lecce aveva costruito la città di Petrolla, presto scomparsa a causa delle incursioni. Classe Energetica: G

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