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Si accede dal primo piano, da un patio in pietra a vista, seminascosto dalle querce da sughero che si innalzano oltre i tetti della villa, a un soggiorno elegante con camino in pietra, bellissimo per l inverno e per le sere in primavera, che mitiga l umidità del mare e scalda il cuore e la vacanza. Nel Soggiorno vi è un comodo divano, un pregevole tavolo in legno e ferro battuto, una vetrina di gusto antico e una bella cucina in legno, dal tenero colore azzurro bene accessoriata, dalla quale si può uscire nel giardino dall uscita secondaria; il bagno al primo piano ha la vasca lavatoio e la doccia con cabina. Nel soggiorno una grande portafinestra offre lo spettacolo della verde collina e si apre sul balcone che conduce alla fresca e accogliente veranda. Dal soggiorno della villa si scende al al piano sottostante con una scala in marmo di granito sardo. 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La Villa dista dalla piazzetta circa 300 metri. Nella Piazza Stella Maris, sono aperti tutto l anno 2 bar e un piccolo market, vi è uno sportello bancomat. Il villaggio Torre dei Corsari, è un villaggio turistico-residenziale, non sono aperti locali e ristorante da Novembre a Marzo. Ma a pochi Km si trovano vari paesi ben serviti da tutto: Arborea a 18 Km, Terralba e Marrubiu a 20 Km. Il ristorante più vicino si trova a Marceddì, dove si può comprare dell ottimo pesce fresco. La villa è in ottima posizione per chi vuole praticare sport acquatici, nella spiaggia è possibile praticare il surf-casting, surf e windsurf libero. La costa è particolarmente ricca di pesce e di fondali spettacolari, molto adatti agli amanti della subacquea. Interessantissime le escursioni che si possono fare in moto, in bicicletta e a piedi, in assoluta libertà. 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Vil-Cas ERRECI REAL ESTATE OSTUNI offer for sale in the navy in the beautiful village of Ostuni International ROSA MARINA, fenced and guarded h.24/24, with over 2.5 km. of coastline, a family house + outbuilding around mt. 100 from the sea. The Villa is composed of large living room with fireplace, kitchen, three bedrooms including two doubles and one single bedroom, two bathrooms, large covered patio, access to the terrace with sea view. The annexe consists of a large double bedroom and bathroom. Large garden with lawn and various Mediterranean species. The Villa was completely renovated in 2007 and 2008 (like new). Possibility of any division in order to obtain No 2 units property is completely independent. VILLAGGIO “ROSA MARINA” VIGILATO H24 CON GUARDIANIA PRIVATA, CON CIRCA 2 KM DI LITORALE SPARPAGLIATO (SPIAGGE IN SABBIA E SCOGLIERA) ED INCANTEVOLI “CALETTE” CHE RENDONO IL VILLAGGIO UNICO NEL SUO GENERE. ALL'INTERNO DEL VILLAGGIO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. L'OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G
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Rif.: Vil-Ch-2585 ERRECI REAL ESTATE OSTUNI (www.erreci-immobiliare.it) âEuro“ LUXURIES ITALIAN PROPERTIES FOR SALE & RENT âEuro“ PROPONE IN VENDITA NELLO SPLENDIDO SCENARIO DEL VILLAGGIO TURISTICO INTERNAZIONALE DI âEuroœROSA MARINAâEuro, A CIRCA 50 METRI DAL MARE, VILLA BIFAMILIARE COMPOSTA DA SOGGIORNO/PRANZO, CUCINOTTO, TRE CAMERE DA LETTO, TRE BAGNI, AMPIA VERANDA CON CIRCOSTANTE GIARDINO ATTREZZATO DI CIRCA 300 MQ. LâEuro™IMMOBILE RISULTA ESSERE POSIZIONATO IN ZONA TRANQUILLA E RISERVATA, MA NEL CONTEMPO ANCHE A POCHI PASSI DAL MARE. POSIZIONE IDEALE PER GLI AMANTI DEL MARE E DELLA TRANQUILLITAâEuro™. VILLAGGIO âEuroœROSA MARINAâEuro VIGILATO H24 CON GUARDIANIA PRIVATA, CON CIRCA 2 KM DI LITORALE SPARPAGLIATO (SPIAGGE IN SABBIA E SCOGLIERA) ED INCANTEVOLI âEuroœCALETTEâEuro CHE RENDONO IL VILLAGGIO UNICO NEL SUO GENERE. ALLâEuro™INTERNO DEL VILLAGGIO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. LâEuro™OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. ERRECI PROPOSES REAL ESTATE FOR SALE: In the beautiful international resort CALLED "ROSE MARINA" Just 9 km. From the town of Ostuni, 12 km. FROM FASANO, 15 km. Cisternino, VILLE various types (detached, semidetached, TRIVILLE, MINIVILLE, PARCOVILLE, apartments, studios, duplexes, and superduplex PATIOVILLE. VILLAGE VIGILIO H24 WITH PRIVATE GUARDIANS, with about 2 km of coastline Spread (sandy and cliff) and enchanting "CALETTE" WHO MAKES THE VILLAGE Unique. Other than the famed "Grand Hotel Rosa Marina" VI is the presence of bars, restaurants, Pizzeria, Pharmacy, Disco, swimming beach. The clock never stops ROSA MARINA WITH THE night life that sees the presence of several VIPs of entertainment, art, culture and the world of politics. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità . Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. Classe Energetica: G
Rif.: Vil-Ch ERRECI REAL ESTATE OSTUNI (www.erreci-immobiliare.it) âEuro“ LUXURIES ITALIAN PROPERTIES FOR SALE & RENT âEuro“ PROPONE IN VENDITA NELLO SPLENDIDO SCENARIO DEL VILLAGGIO TURISTICO INTERNAZIONALE DI âEuroœROSA MARINAâEuro, A CIRCA 50 METRI DAL MARE, VILLA BIFAMILIARE COMPOSTA DA SOGGIORNO/PRANZO, CUCINOTTO, TRE CAMERE DA LETTO, TRE BAGNI, AMPIA VERANDA CON CIRCOSTANTE GIARDINO ATTREZZATO DI CIRCA 300 MQ. LâEuro™IMMOBILE RISULTA ESSERE POSIZIONATO IN ZONA TRANQUILLA E RISERVATA, MA NEL CONTEMPO ANCHE A POCHI PASSI DAL MARE. POSIZIONE IDEALE PER GLI AMANTI DEL MARE E DELLA TRANQUILLITAâEuro™. VILLAGGIO âEuroœROSA MARINAâEuro VIGILATO H24 CON GUARDIANIA PRIVATA, CON CIRCA 2 KM DI LITORALE SPARPAGLIATO (SPIAGGE IN SABBIA E SCOGLIERA) ED INCANTEVOLI âEuroœCALETTEâEuro CHE RENDONO IL VILLAGGIO UNICO NEL SUO GENERE. ALLâEuro™INTERNO DEL VILLAGGIO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. LâEuro™OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. ERRECI PROPOSES REAL ESTATE FOR SALE: In the beautiful international resort CALLED "ROSE MARINA" Just 9 km. From the town of Ostuni, 12 km. FROM FASANO, 15 km. Cisternino, VILLE various types (detached, semidetached, TRIVILLE, MINIVILLE, PARCOVILLE, apartments, studios, duplexes, and superduplex PATIOVILLE. VILLAGE VIGILIO H24 WITH PRIVATE GUARDIANS, with about 2 km of coastline Spread (sandy and cliff) and enchanting "CALETTE" WHO MAKES THE VILLAGE Unique. Other than the famed "Grand Hotel Rosa Marina" VI is the presence of bars, restaurants, Pizzeria, Pharmacy, Disco, swimming beach. The clock never stops ROSA MARINA WITH THE night life that sees the presence of several VIPs of entertainment, art, culture and the world of politics. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità . Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. Classe Energetica: G
Rif.: Vil-Ch1-4726 ERRECI REAL ESTATE OSTUNI (www.erreci-immobiliare.it) âEuro“ LUXURIES ITALIAN PROPERTIES FOR SALE & RENT âEuro“ PROPONE IN VENDITA NELLO SPLENDIDO SCENARIO DEL VILLAGGIO TURISTICO INTERNAZIONALE DI âEuroœROSA MARINAâEuro, A CIRCA 100 METRI DAL MARE, VILLA BIFAMILIARE COMPOSTA DA SOGGIORNO/PRANZO, CUCINOTTO, DUE CAMERE DA LETTO, TRE BAGNI, AMPIA VERANDA CON CIRCOSTANTE GIARDINO ATTREZZATO DI CIRCA 300 MQ. LâEuro™IMMOBILE RISULTA ESSERE POSIZIONATO IN ZONA TRANQUILLA E RISERVATA, POSIZIONE IDEALE PER GLI AMANTI DEL MARE E DELLA TRANQUILLITAâEuro™. VILLAGGIO âEuroœROSA MARINAâEuro VIGILATO H24 CON GUARDIANIA PRIVATA, CON CIRCA 2 KM DI LITORALE SPARPAGLIATO (SPIAGGE IN SABBIA E SCOGLIERA) ED INCANTEVOLI âEuroœCALETTEâEuro CHE RENDONO IL VILLAGGIO UNICO NEL SUO GENERE. ALLâEuro™INTERNO DEL VILLAGGIO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. LâEuro™OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. ERRECI PROPOSES REAL ESTATE FOR SALE: In the beautiful international resort CALLED "ROSE MARINA" Just 9 km. From the town of Ostuni, 12 km. FROM FASANO, 15 km. Cisternino, VILLE various types (detached, semidetached, TRIVILLE, MINIVILLE, PARCOVILLE, apartments, studios, duplexes, and superduplex PATIOVILLE. VILLAGE VIGILIO H24 WITH PRIVATE GUARDIANS, with about 2 km of coastline Spread (sandy and cliff) and enchanting "CALETTE" WHO MAKES THE VILLAGE Unique. Other than the famed "Grand Hotel Rosa Marina" VI is the presence of bars, restaurants, Pizzeria, Pharmacy, Disco, swimming beach. The clock never stops ROSA MARINA WITH THE night life that sees the presence of several VIPs of entertainment, art, culture and the world of politics. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità . Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. Classe Energetica: G
Rif.: Vil-Ch1 ERRECI REAL ESTATE OSTUNI (www.erreci-immobiliare.it) âEuro“ LUXURIES ITALIAN PROPERTIES FOR SALE & RENT âEuro“ PROPONE IN VENDITA NELLO SPLENDIDO SCENARIO DEL VILLAGGIO TURISTICO INTERNAZIONALE DI âEuroœROSA MARINAâEuro, A CIRCA 100 METRI DAL MARE, VILLA BIFAMILIARE COMPOSTA DA SOGGIORNO/PRANZO, CUCINOTTO, DUE CAMERE DA LETTO, TRE BAGNI, AMPIA VERANDA CON CIRCOSTANTE GIARDINO ATTREZZATO DI CIRCA 300 MQ. LâEuro™IMMOBILE RISULTA ESSERE POSIZIONATO IN ZONA TRANQUILLA E RISERVATA, POSIZIONE IDEALE PER GLI AMANTI DEL MARE E DELLA TRANQUILLITAâEuro™. VILLAGGIO âEuroœROSA MARINAâEuro VIGILATO H24 CON GUARDIANIA PRIVATA, CON CIRCA 2 KM DI LITORALE SPARPAGLIATO (SPIAGGE IN SABBIA E SCOGLIERA) ED INCANTEVOLI âEuroœCALETTEâEuro CHE RENDONO IL VILLAGGIO UNICO NEL SUO GENERE. ALLâEuro™INTERNO DEL VILLAGGIO, OLTRE AL RINOMATISSIMO "GRAND HOTEL ROSA MARINA" VI è LA PRESENZA DI DIVERSI BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, FARMACIA, DISCOTECHE, SPIAGGE ATTREZZATE. LâEuro™OROLOGIO A ROSA MARINA NON SI FERMA MAI CON LA MOVIDA NOTTURNA CHE VEDE LA PRESENZA DI DIVERSI VIP DELLA POLITICA, DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. ERRECI PROPOSES REAL ESTATE FOR SALE: In the beautiful international resort CALLED "ROSE MARINA" Just 9 km. From the town of Ostuni, 12 km. FROM FASANO, 15 km. Cisternino, VILLE various types (detached, semidetached, TRIVILLE, MINIVILLE, PARCOVILLE, apartments, studios, duplexes, and superduplex PATIOVILLE. VILLAGE VIGILIO H24 WITH PRIVATE GUARDIANS, with about 2 km of coastline Spread (sandy and cliff) and enchanting "CALETTE" WHO MAKES THE VILLAGE Unique. Other than the famed "Grand Hotel Rosa Marina" VI is the presence of bars, restaurants, Pizzeria, Pharmacy, Disco, swimming beach. The clock never stops ROSA MARINA WITH THE night life that sees the presence of several VIPs of entertainment, art, culture and the world of politics. Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate, attratti dalla salubrità del clima e dalla bellezza del luogo. Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo. Si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso costituito da caratteristiche villette a piano terra immerse nel verde, che vedeva coesistere le ville di proprietà a quelle destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità . Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. Classe Energetica: G
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Nello stesso periodo fu relaizzato il "Grand Hotel Rosamarina" e fu avviata la realizzazione di un "Palazzo dei Congressi" rimasto incompiuto a seguito del fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter. Dal 1977 il villaggio è gestito da due consorzi di proprietari: il "Consorzio Rosa Marina" e il "Consorzio Cala di Rosa Marina" per la parte di Cala. Complessivamente è costituito da oltre milleottocento abitazioni, tra monofamiliari e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai soli residenti e i loro ospiti. Collegamenti È possibile raggiungere Rosa Marina da quella conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione di Ostuni, dalla quale dista pochi chilometri, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 35 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 90 km. ROSA MARINA (la sua Storia): Si narra che la storia del villaggio abbia avuto inizio un giorno a seguito di una geniale intuizione avuta da due uomini Inglesi che rispondevano ai nomi di Mr.Gaspar e Mr.Lubin, alla fine degli anni 50 dopo il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna stava operando una vasta politica di riassetto del suo impero coloniale, alla luce dei nuovi equilibri politici stabilitisi dopo la grande guerra. L' amministrazione di molti protettorati Inglesi situati un po' in tutto il mondo, principalmente nelle zone Equatoriali dell'Africa e formanti il Commonwealth Britannico, doveva essere riorganizzata, e per centinaia di funzionari e burocrati Inglesi, vissuti per intere generazioni in luoghi caratterizzati da climi e abitudini totalmente differenti da quelli della madre Patria, si presentava la strada di un pensionamento spesso prematuro, ma allietato da una generosa liquidazione erogata da sua Maesta' Britannica. Perché non proporre a tutta questa moltitudine la vendita di un pezzo di terra in un area godente di un clima temperato e abitata da un popolo civile e ospitale, su cui edificare un rifugio per trascorrere una vecchiaia tranquilla e salutare? Ma bisognava pur trovare una lingua di terra che sposasse il meglio di queste intenzioni! Il caso volle che la scelta cadesse sulla ridente terra di Puglia ed in particolare su Ostuni. LA REALTA' LOCALE La famiglia dell'ingegner Rodio, notabile Ostunese, alla fine degli anni 50 aveva affidato alla Cassa Depositi e Prestiti l'incarico di vendere, una proprieta' di 138 ettari, di cui 100 completamente brulli , quasi tutta la zona dal mare fino all'altezza dell'attuale sede del consorzio, mentre solo le odierne zone H e J erano coltivate ad oliveto, proprieta' privilegiata però da un'esteso fronte mare, (circa due chilometri) immerso in un'ampia fascia di vegetazione mediterranea. Il prezzo di richiesta ammontava a 200 milioni di lire (di allora). La proprieta' era divisa in due, dalla strada Litoranea tre, a quell'epoca già asfaltata ma ad una corsia, c'erano anche due lame, in altre parole due torrenti stagionali che raccoglievano l'acqua durante le piogge invernali, uno dei quali segnato sulle carte catastali come torrente Rosa Marina. Una sorgente di acqua salmastra situata sotto la modesta e fatiscente abitazione del massaro,(la Masseria RosaMarina piccola, poi demolita per far posto all'attuale Grand Hotel) garantiva una costanza presenza di acqua alla foce dell'alveo. L'altra lama quella che separa oggi Cala di Rosa Marina scorreva nelle vicinanze di un vecchio edificio poderoso ed austero, la Masseria Rosa Marina Grande casa padronale dei Rodio, oggi comunemente chiamato dai villeggianti " la Masseria". I PRIMI ACCORDI A Gaspar il sito sembro'subito quello giusto, quindi nei primi giorni del 1960 propose al venditore un contratto piuttosto singolare ma conveniente per entrambi: all'Ingegner Rodio sarebbero andati 300 lire a metro quadro, piu' un premio per ogni pezzo di terreno frazionato e trasferito a seguito di ogni vendita effettuata da Gaspar. Inoltre quest'ultimo si impegno' ad una promessa di acquisto valida per cinque anni, se però questi non fosse riuscito a vendere tutto l'appezzamento entro tale periodo, avrebbe avuto ad ogni modo la facoltà di comprarlo nella sua interezza. Raggiunto l'accordo con l'austero ingegnere Ostunese, Gaspar si mise alla ricerca di tecnici locali, che potessero dare forma sul territorio alla sua idea e venne in contatto con due professionisti di Bari, l'ingegner Orfeo Mazzitelli e l'architetto Pasquale Gerardi, che fatte proprie le indicazioni di Gaspar proposero un piano di lottizzazione assai simile a quella attuale in quella zona agraria. A quell'epoca nel comune di Ostuni, l'unico strumento urbanistico era solo un piano di fabbricazione e solo oggi si puo' comprendere appieno dalle scelte operate dagli amministratori ed in particolare dal Sindaco Ciraci e del Professor Sandro Massari (assessore all'urbanistica e lavori pubblici) che con straordinario coraggio, nel febbraio del 1962 con grande intuito e lungimiranza approvarono a livello di commissione edilizia comunale la lottizzazione (1200 lotti da 1000 metri per ville unifamiliari con centro direzionale, Motel e Hotel), per evitare un iter competenza regionale che nella migliore delle ipotesi avrebbe richiesto almeno 10 anni. L'APPARIZIONE DI SCHACTHER A questo punto la vendita dei lotti ebbe inizio, tuttavia Gasper e Lubim si trovarono di fronte a potenziali acquirenti che accolsero con estrema diffidenza la proposta di vendita di quei lotti. Quando passato un anno, le prenotazioni dei lotti procedevano lentissime e le risorse investite dai due inglesi cominciarono ad esaurirsi e pregiudicare l'avvenire dell'operazione, essi vennero in contatto con un grintoso quarantenne austriaco di origine ebrea, vivente in Canada proprietario di una societa' immobiliare, un tale Max Schacther. Avendo intuito le potenzialità insite nell'operazione, Schacther arrivo' regolarmente ad un accordo con Gaspar e Lubim che gli vendettero il diritto del contratto da loro sottoscritto, quasi tre anni prima, con l'Ingegner Rodio. A questo punto si narra che Schacther durante il primo viaggio da Londra verso Ostuni, si sedette al fianco di un'avvocato di origine ebrea residente a Roma, a cui in breve, durante la conversazione confidò la necessità di trovare dei tecnici che conoscessero la lingua inglese e le leggi italiane. In quell'occasione furono suggeriti i nomi di due giovani e brillanti professionisti operanti in ambito internazionale (l'Architetto Ernesto Azzalin, e l'Ingegner Serban Dunareanu) che divennero in seguito gli indiscussi protagonisti della creazione del Villaggio. SI PARTE Nel frattempo l'austriaco, visitata l'allora landa desolata ai piedi della citta' bianca, decise che era necessario fare le cose in grande e senza indecisioni alcuna. Mazzitelli e Gerardi furono immediatamente incaricati di progettare un primo tipo edilizio di cui il comune rilascio' le tre licenze necessarie. Nello stesso tempo a Brindisi Schacther prese contattato con un certo Franco Fanuzzi, il costruttore allora piu'rampante della citta' con cui l'imprenditore di Toronto firmò solo un accordo che prevedeva l'edificazione delle prime tre ville campione (quelle che ora sono adibite ad alloggi del personale del grande Hotel, situate accanto dei campi da tennis del G.H.). Nel frattempo Schacther iniziava ad aprire un'agenzia a Londra, una in Svezia ed una in Germania per ampliare la rete di potenziali clienti. Il 25 aprile del 1963 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra del villaggio "Rosa Marina Estates", realizzato dalla Societa' internazionale "Land Development Company registred in London" di proprieta' di Max Schacther; nei mesi successivi mentre ferveva la picchettatura sul suolo della planimetria del villaggio fino allora mai trasportata dal progetto sul terreno, la costruzione delle tre ville procedeva a rilento a causa di altri impegni dell'impresa edile. Il 15 ottobre del 1963, Schacther organizzò il primo volo pubblicitario trasportando i giornalisti dei maggiori quotidiani londinesi. Le tre villette campione disperatamente terminate in 35 giorni erano pronte, ma malgrado questo si chiusero i rapporti tra l'imprenditore canadese ed il costruttore brindisino. I PRIMI PASSI La folta schiera di giornalisti e fotografi apprezzo' ed ammirò molto il sito e la natura circostante ma mostro' perplessita' per lo stile e l'architettura di quelle villette, quindi, rapidamente, Schacther diede l'incarico all'Architetto Azzalin che in breve progetto' dei nuovi tipi edilizi (da 80 e da 120 mq) adeguati alle esigenze climatiche e pratiche e con forti richiami all'architettura mediterranea della Puglia. E' da questo momento accadde quell'iter burocratico-legislativo, volutamente semplificato, che permise la realizzazione di quanto, tutti, possiamo ammirare oggi. I progetti venivano, infatti, approvati dalle commissioni edilizie del comune di Ostuni e mandati alla soprintendenza di Bari che a sua volta li approvava con nulla osta paesaggistico essendo Zona Vincolata. In sintesi fu messo in funzione un sistema per cui il comune rilasciava licenze su suolo agricolo con tipi edilizi approvati dalla sovrintendenza; tutto cio' non deve scandalizzare ma anzi far riflettere sulla grandissima lungimiranza degli amministratori locali dell'epoca, ed a riprova di questo, basta pensare che solo nel 1995 il piano regolatore ha concluso il suo iter burocratico e riconosciuto come residenziale l'area di Rosa Marina. Dalla fine del 1963 iniziarono ad arrivare le ordinazioni di Svedesi, tedeschi e inglesi. Nei primi mesi del 1964 ebbe inizio quindi la costruzione delle prime 60 ville distribuite e prevalentemente ubicate nelle attuali zone H e J, commissionate all'impresa Bitonto-Annicchiarico di Brindisi. L'aspetto di questo villaggio ai primordi era piuttosto desolato e desolante, sicuramente molto selvaggio, non c'era acqua corrente (le ville avevano delle vasche da riempire sul tetto), per la luce si sfruttava una rete di allaccio valida per le zone rurali mediante le quali si diffuse una fitta e disordinata rete di pali di legno, le strade erano tracciati di campagna in terra battuta e la vegetazione era completamente assente (a parte la zona degli uliveti). In seguito con un secondo pacchetto di 100/120 ville entro' in scena un'altra impresa edile, la "Tulipano Maria" di Brindisi che, con successive altre denominazioni, costruira' poi la grande maggioranza degli immobili presenti a Rosamarina. LA SVOLTA Il 1965 fu un anno di svolta nella storia di Rosamarina; da una parte fu approvato e successivamente costruito il progetto del "pacchetto" comprendente il centro direzionale, il mercatino ed i negozi che rappresento' la prima vera e propria operazione immobiliare autofinanziata da Schacther, mediante la sua societa' "Regina degli ulivi SRL", in seguito, verso la fine del 1965 scaduto il contratto Rodio-Gaspar, l'ingegner ostunese, accortosi che l'operazione Rosamarina rendeva sempre di piu', comincio' a rinnegare l'accordo fino all'epilogo dell'offerta reale (un rogito unilaterale) voluta da Schacther che regalo' a chi la visse dei ricordi indelebili: per il centro di Ostuni, il Notaio Greco, alla presenza di due pubblici ufficiali e di due collaboratori dell'austro-canadese, contò più volte ad alta voce, davanti alle porte delle abitazioni dei vari proprietari della famiglia Rodio, banconota per banconota quei quattrocento milioni di allora che rappresentavano il valore di tutti i terreni ancora non venduti appartenenti alla lottizzazione che Schacther era ora deciso a comperare nella sua totalità. Un accordo effettivo tra le parti si raggiunse in seguito con la mediazione dell'Architetto Azzalin ed alla fine i terreni rimanenti passarono tutti sotto il controllo della "Inter Atlas Rosamarina S.p.a." di proprietà di Schacther. Ormai nel villaggio erano presenti le prime 150 ville abitate da attempati signori inglesi, tedeschi e svedesi in compagnia spesso di figli e nipoti (qualcuno ricordera' forse Mr Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) di cui circa un decimo risiedeva tutto l'anno. L'ACQUEDOTTO Mentre agli inizi del 1966 si stavano abbozzando le prime strade del villaggio in ghiaietto, si intui' quell'idea che permise una fortissima accelerazione nello sviluppo del villaggio: la necessita' di creare un acquedotto indipendente privato. Con un primo pozzo artesiano nella masseria Rodio (solo omonimo) a nord della Masseria Spagnulo completato da una servitu' di captazione e con un vascone di deposito sopraelevato, e varie servitu' di passaggio nei terreni a valle, nel giro di cinque mesi fu realizzata la prima condotta d'acqua. Poi lo stesso sistema di captazione fu fatto in altre due masserie "Rialbo di sotto e Rialbo di sopra". Il brillante risultato di tutto questo fu che alla fine del 1966 Rosamarina era l'unica localita' sulla costa, approvvigionata da acqua corrente (a Villanova l'acquedotto pugliese giunse solo alla fine degli anni 80) mettendo così le basi per il perfetto approvvigionamento idrico e per lo sviluppo della rigogliosa flora che nobilita oggi il villaggio. Si piantarono migliaia di Eucaliptus, oleandri, tuje ed altre lungo le strade e negli spazi pubblici. NASCE IL FEELING CON BARI Intanto già nel 1967 le ville erano diventate 200 ma sul mercato straniero le vendite procedevano a rilento, quando improvvisamente, soprattutto dopo l'apertura del ristorante a mare (attuale Rodos) allora piccolo ma molto elegante, animato dalla presenza di conigliette inglesi (Playboy), il villaggio inizio' a suscitare l'interesse degli acquirenti italiani, specialmente pugliesi ed in particolare baresi. A questo punto il comune di Ostuni, resosi conto della cresciuta attenzione verso l'operazione Rosamarina, invio' la planimetria della lottizzazione alla sovrintendenza che l'approvo' nell'ottobre 1967 a meno del rispetto delle leggi vigenti. Subito dopo il 25 ottobre 1967, fu messo a punto un regolamento provvisorio del villaggio, depositato dal notaio Greco ad Ostuni poi recepito nello statuto del nascente consorzio di Rosamarina in data 1 settembre 1977, nel contempo la domanda locale, meno danarosa rispetto a quella straniera evidenzio' l'esigenza di un cambio nel taglio delle ville: nacquero di conseguenza le miniville, comportando quindi una modifica della lottizzazione pur mantenendo costante l'indice fondiario di costruzione di 0,24 mc/mq stabilito in precedenza dalla sovrintendenza al momento dell'approvazione. L'operazione ebbe successo e fu completata successivamente tra il 1968, ed il 1971, con la costruzione delle triville e dei bungalows, unita immobiliari vendute arredate dalla " Inter Atlas" e gestite dall "Inter Atlas Holiday", altra societa' di Schacther, con un contratto di formula d'investimento, che garantiva degli ottimi redditi d'immobile. L'AVVENTURA DELL' "INTER ATLAS HOLIDAY" In sostanza l'Inter Atlas prometteva agli acquirenti delle unita' immobiliari l'erogazione di quattro anni di affitto minimo iniziale, derivante dai proventi della gestione delle unita' da parte della "Inter Atlas Holiday", che doveva svolgere la funzione di Tour Operator. E' ormai assodato che in quei momenti, con la decisione di una gestione diretta di Schacther della "Inter Atlas Holiday" si rischiava un'avventura molto pesante da un punto di vista economico; l'operatore austro-canadese inizio' ad aprire agenzie di viaggio a Londra, Dusseldorf, Berlino, Stoccolma, affittare aerei charter, ad assumere centinaia di dipendenti in loco per i servizi. Ed intanto fu completata la ristrutturazione dell'attuale Masseria che doveva fungere da centro direzionale della "Inter Atlas Holiday" e creare il polo di attrazione per la zona triville e bungalows. Cosi' nel giugno del 1971 furono inaugurati la discoteca "Aranceto", il grande ristorante, il mercato, la piscina olimpionica, il maneggio e molti altri locali pubblici. IL TRAMONTO DELL'ERA DI SCHACTHER Nello stesso anno Rosa Marina si ampliò con l'acquisto del terreno adiacente chiamato poi "Cala di Rosamarina" con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Ostuni, di tale lottizzazione con tutte le modifiche inerenti. Sull'onda del successo delle vendite ottenute con gli immobili a formula d'investimento, tra il 1972 ed il 1974 fu costruita e venduta "Cala di Rosamarina", e contemporaneamente si completò il Grand Hotel, entrambi commissionati dall'"Inter Atlas". Rosamarina aveva ormai un volto simile a quello attuale, almeno a livello urbanistico, ma lo sforzo economico sostenuto dall'"Inter Atlas", che si ritrovo' a pagare i costi della costruzione del Grand Hotel e soprattutto a sborsare delle grandi quantita' di danaro per sopperire agli alti costi di gestione dell'"Inter Atlas Holiday" stava irrimediabilmente instradando il grintosissimo e ostinato Max Schacther in un tunnel senza uscita. Infatti, nel 1977 la Inter Atlas Holiday falli', l'Inter Atlas Spa e la Regina degli ulivi furono costrette all'amministrazione controllata, e due anni dopo il 17 luglio 1979, ( la pagina più nera della storia di Rosamarina) avvenne il plateale e forse eccessivo arresto dell'austro-canadese che verra' poco dopo rilasciato. In questi frangenti si rivelò preziosissima la presenza del Consorzio dei proprietari di Rosamarina che prendendo a carico la gestione di tutti i servizi del villaggio permise la sopravvivenza dello stesso. GLI ANNI '80 Con l'avvento degli anni 80 il villaggio venne animato da una seconda giovinezza, con la vendita all'asta a privati di alcune proprieta' di Schacther tra il 1982 ed il 1985 rinacquero i servizi della Rodos, della Piscina 80, del Grand Hotel, della Masseria, del Pontile e delle Arcate, proprio mentre un clima di generale "boom" economico spingeva fino a livelli impensabili e insuperati le quotazioni degli immobili. A cavallo tra gli anni 80 e 90 il villaggio raggiunse il massimo splendore, teatro di stagioni costellate da mondanità internazionale, ostentazioni ed eccessi che in qualche modo potevano ricordare localita' estive ben piu' famose......., il resto, caro Lettore con l'avvento degli anni 90, è storia dei giorni nostri. N.B. Alla fine del 1995 dopo aver saldato tutti i debiti, le società di Schacther sono state riabilitate. The International Village Rosa Marina, built in the late sixties at the initiative of the Austrian entrepreneur Max Schachter, attracted many foreign tourists, mainly Swedish and British, who bought the first villas built, attracted by the healthy climate and the beauty of the place. In the seventies the village experienced a considerable development. He created one of the first examples of popular hotel with its characteristic terraced ground floor surrounded by nature, he saw coexist villas properties than for the hotel accommodation. From 1972 and 1974 the village Rosa Marina increased his territory with the construction of terraced houses in Cala Rosa Marina. The same period saw relaizzare the "Grand Hotel Rosamarina" and was started the construction of a "Congress Palace" remained unfinished following the failure of the Inter Atlas, the company owned by Max Schachter. Since 1977 the village is run by two consortia of owners: the "Consortium Rosa Marina" and the "Consortium of Cala Rosa Marina" for the Cala. Total is made up of over eighteen hundred homes, including single-family and multifamily. Access to the village is restricted to residents and their guests. Links You can reach Rose Navy known as the Bari-Lecce motorway, which connects to the motorway network. Rail transport was guaranteed by the station of Ostuni, from which only a few kilometers, with links to the places Adriatic and the capital. In fact the director is on the Lecce-Bari-Bologna-Ancona-Pescara-Milan, but also on the main Lecce-Foggia-Rome-Caserta-Benevento. Aviation is guaranteed by the nearby airport of Brindisi-Casale, about 35 km, and from the airport of Bari-Palese, about 90 km. ROSA MARINA (his story): It tells the story of the village had begun one day after a brilliant insight had two men who met the English names Mr.Gaspar Mr.Lubin and at the end of 50 years after the Second World War. Britain was operating a policy of broad reorganization of its colonial empire in the light of new political settled after the Great War. L 'administration of many British protectorates located a bit' all over the world, primarily in equatorial areas of Africa and forming the British Commonwealth, had to be reorganized, and hundreds of officials and bureaucrats English, lived for generations in places with climates and habits completely different from those of the mother country, was presented the way of retirement often premature, but enlivened by a generous settlement paid by his Majesty 'British. Why not propose at this whole sale of a piece of land in an area enjoying a temperate climate and inhabited by a civilized and hospitable, on which to build a shelter to enjoy a peaceful and healthy old age? But you had to find a strip of land that marry the best of these intentions! It so happened that the choice fell on the smiling land of Puglia and particularly on Ostuni. REALITY 'ROOM The family Rhodium engineer, notable Ostuni, in the late 50's had entrusted the Deposit and Loans in charge of selling a property 'of 138 hectares, of which 100 are completely barren, almost the entire area from the sea up to' height of the seat of the consortium, while only the daily zones H and J were planted with olive trees, the property 'privileged but from an extensive waterfront, (about two kilometers) surrounded by a broad range of vegetation. The asking price was EUR 200 million lire (then). The property 'was divided into two, three coastal path at that time already paved but to one lane, there were two knives, in other words two seasonal streams that collected water during winter rains, one of which marked on the cadastral maps as a torrent Rosa Marina. A source of brackish water located under the small and dilapidated house of the farmer (the Masseria Rosamarina small, then demolished to make way for the current Grand Hotel) to ensure constant presence of water at the mouth dell'alveo. The other blade that separates today Cala Rosa Marina flowed near an old building powerful and austere, Masseria Rosa Marina Grande house of Rhodes, now commonly called by tourists, "the Farm". FIRST AGREEMENTS A Gaspar site sembro'subito the right one, then in early 1960 proposed a contract to the seller rather unusual but convenient for both: to engineer Rhodes would go 300 pounds per square meter, more 'a prize for every piece of land divided and transferred as a result of any sale made by Gaspar. In addition it is committed 'to a promise to purchase valid for five years, but if they had not managed to sell the entire plot within this period, would in any event the right to buy it in its entirety. Reached agreement with the austere engineer Ostuni, Gaspar began the search of local technicians, who could shape the territory to his idea and was in contact with two professionals of Bari, the engineer and the architect Pasquale Orfeo Mazzitelli Gerardi who made their claims of Gaspar proposed a development plan is very similar to the current land in that area. At that time in the town of Ostuni, the only planning instrument was only a plan to manufacture and only now you can 'understand the choices made by administrators and particularly by the Mayor Ciraci and Professor Sandro Massari (Counsellor and public works) and with extraordinary courage, in February 1962 with great insight and vision approved at the municipal building commission allotment (1,200 lots from 1,000 meters to detached villas with business center, motel and hotel) to avoid a procedure under regional that at best would take at least 10 years. The appearance of SCHACTHER At this point the sale of lots began, however, and Gasper Lubim found themselves faced with potential buyers who welcomed him with extreme distrust the proposed sale of those lots. When the past year, reservations for batch proceeded very slow and the resources invested by two Englishmen began to run out and affect the future operation, they came into contact with a feisty forty Austrian of Jewish descent, living in Canada, owner of a company 'property, such Schacther Max. Having understood the potential transaction, Schacther arrival 'regularly to agree with Gaspar and Lubim that sold the contract law they signed almost three years before, with the Engineer Rhodes. At this point it is said that Schacther during the first trip from London to Ostuni, sat at the side of a lawyer of Jewish origin living in Rome, which in short, during the conversation told the need to find technicians who know the language English and Italian laws. On that occasion were suggested the names of two bright young professionals working in the international context (the architect Ernesto Azzalin, and Engineer Serban Dunareanu) which later became the undisputed protagonists of the creation of the Village. IS PART Meanwhile, Austrian, visited the then wilderness at the foot of the city 'white, decided it was necessary to make it big and without any hesitation. Mazzitelli and Gerard were immediately instructed to design a building type of which the first joint release 'the three licenses required. At the same time in Brindisi Schacther made contact with a Franco Fanuzzi, the manufacturer then piu'rampante City 'with the contractor in Toronto just signed an agreement providing for the construction of the first three villas sample (those who are now engaged staff accommodation at the Grand Hotel, located near the tennis courts of GH). Meanwhile Schacther began to open an agency in London, one in Sweden and one in Germany to expand the network of potential customers. On 25 April 1963 took place the ceremony of laying the foundation stone of the village "Rosa Marina Estates" was carried out by 'international' Land Development Company registred in London 'owned' by Max Schacther; in the following months while seething on the picchettatura ground floor plan of the village until then never delivered the project on the ground, the construction of three villas proceeded slowly due to other commitments of the building. On 15 October 1963 Schacther organized the first commercial flight carrying the journalists of the major London newspapers. The three villas sample desperately ended at 35 days were ready, but despite this they closed the relationships between the entrepreneur and the Canadian manufacturer of Brindisi. FIRST STEPS The large group of journalists and photographers welcome 'and much admired the site and the surrounding nature, but a monster' perplexity 'for the style and architecture of those houses, then quickly gave Schacther appointed Architect Azzalin which quickly project 'of the new building types (80 and 120 sq m) adapted to climatic requirements and practices with strong references and Mediterranean architecture of Puglia. And 'from this moment happened quell'iter-legislative bureaucratic, deliberately simplified, which allowed the realization of what all we see today. The projects were in fact approved by the building committees of the town of Ostuni and sent to the Superintendency of Bari, which in turn adopt them with clearance being landscaped area bound. In sum was put into operation a system whereby the municipality issuing licenses on agricultural land with building types approved by the superintendent, all this' not to offend but rather to reflect on the great foresight of the local administrators of the time, and as proof of this, just think that only in 1995, the plan ended his bureaucratic and recognized as a residential area of Rosa Marina. Since the end of 1963 began arriving orders of Swedes, Germans and British. In early 1964 then began the construction of the first 60 villas and distributed mainly located in the current zones H and J, the company commissioned Bitonto Annicchiarico-Brindisi. The appearance of this village at the beginning was rather bleak and depressing, certainly very wild, there was no running water (the villas had to fill the tanks on the roof), the light is exploited a valid network connection for rural areas by which it spread thick and messy network of wooden posts, the roads were dirt tracks in the country, and the vegetation was completely absent (except the area of olive groves). Later a second package of 100/120 villas within 'staged another construction company, the "Tulip Mary Brindisi, by following other names, will build' then the great majority of real property in Rosamarina. THE TURNING POINT The 1965 was a turning point in history Rosamarina, one part was approved and then built the project package including a business center, the market and shops that represent 'the first real estate transaction by Schacther self-financed, through his company 'Queen of olive SRL ", then towards the end of 1965 the contract expires Rhodium-Gaspar, Mr. Ostuni, noticing that the operation Rosamarina made more and more', begin 'to deny' s agreement to offer real epilogue (a unilateral deed) ordered by Schacther that gift 'to those who lived indelible memories: the center of Ostuni, the Greek notary in the presence of two officials and two employees' Austro-Canadian, counted out loud several times, before the doors of homes of the various owners of the Rhodes family, note for note then those four hundred million representing the value of all land still unsold belonging to the subdivision that was now decided Schacther to buy in its entirety. An actual agreement between the parties was reached after mediation with the architect Azzalin and eventually passed all the remaining land under the control of Inter Atlas Rosamarina Spa owned Schacther. Now in the village were the first 150 houses inhabited by English lords vintage men, Germans and Swedes often in company of children and grandchildren (some will remember 'perhaps Mr. Penny, Mr. Winter, Roden, Palmenter) of which about one-tenth resided whole' year. The Waterworks While in early 1966 were the first hint of gravel roads in the village, is intuitive 'idea that allowed a strong acceleration in the development of the village: the need' to create an independent private waterworks. With a first artesian well in the farm Rhodium (only name) north of Farm Spagnulo complemented by servants 'collection and a vast pool of storage overhead, and several servants' passage of soils downstream, within five months was achieved The first water pipes. Then the same collection system was made in two other farms "Rialbano Rialbano below and above. The brilliant result of all this was that in late 1966 Rosamarina was the only location 'on the coast, supplied with running water (at Villanova Apulian aqueduct came only in the late 80s), thus the basis for perfect water supply and the development of the abundant flora that ennobles village today. He planted thousands of eucalyptus trees, oleanders, and other Tuje the streets and public spaces. COMES WITH THE FEELING BARI Meanwhile in 1967 the villa had become 200 but the foreign market sales proceeded slowly, when suddenly, especially after the opening of the restaurant at sea (now Rhodes), then small but very elegant, enlivened by the presence of British bunny (Playboy) the village begin 'to attract buyers Italians, especially Puglia and Bari in particular. At this point the town of Ostuni, realizing the increased attention to the operation Rosamarina, sending 'the plan of subdivision to approve the superintendent that' in October 1967 without compliance with applicable laws. Immediately after October 25, 1967, was put in place a provisional regulation of the village, lodged by the Greek notary in Ostuni then incorporated in the statutes of the nascent consortium Rosamarina on September 1, 1977, while local demand, less wealthy than foreign highlighting 'the need for a change in the cut of the villas: born accordingly miniville, entailing a change in the subdivision while maintaining the index of construction land of 0.24 cm / sqm established beforehand by the superintendent at the time of' approval. The operation was successful and was completed later in 1968, and 1971, with the construction of triville and bungalows, residential units sold furnished by the Inter Atlas and operated by the Inter Atlas Holiday, other companies' to Schacther, to a contract to deliver investment, which guaranteed income for the excellent property. THE ADVENTURE OF 'INTER Atlas HOLIDAY " Essentially Inter Atlas promised to buyers of units 'estate delivering four years of initial minimum rent, arising from the proceeds of the management unit' by the Inter Atlas Holiday ", which was to act as Tour Operator. And 'now an established fact that in those moments, the decision to direct management of the Schacther Inter Atlas Holiday "is an adventure in danger from a heavy economic point of view, the operator Austro-Canadian start' to open agency trip to London, Dusseldorf, Berlin, Stockholm, rent charter aircraft to take hundreds of on-site employees for services. It was completed while the restructuring of farms that would serve as headquarters of the Inter Atlas Holiday "and create the attraction for the area triville and bungalows. So 'in June 1971 were inaugurated the disco "Orangery", the great restaurant, market, olympic pool, horseback riding and many other public places. THE ERA OF SUNSET SCHACTHER In the same year Rosa Marina is expanded with the purchase of adjacent land then called "Cala Rosamarina" with the approval by the City Council of Ostuni, this subdivision with all the changes involved. Following the success obtained with real estate sales to make investment between 1972 and 1974 was built and sold Cala Rosamarina, and simultaneously completed the Grand Hotel, both commissioned by the 'Inter Atlas. Rosamarina now had a face like the present one, at least in urban, but the economic effort supported by the 'Inter Atlas ", which is found' to pay the costs of construction of the Grand Hotel and especially to pay large amounts' of money to cover the high costs of the 'Inter Atlas Holiday "was irretrievably routing the grintosissima and stubborn Max Schacther in a tunnel with no exit. Indeed, in 1977 the Inter Atlas Holiday fouls', Inter Atlas Spa and Queen of the olive trees were forced administration subsidiary, and two years after July 17, 1979, (the blackest page in the history of Rosamarina) was the dramatic and maybe stop over Austria-Canadian who will 'soon after released. Proved invaluable in these situations the presence of the consortium of owners Rosamarina who defray the management of all services of the village allowed the survival of the same. The 80 With the advent of the 80 village was driven by a revival, with the auction to some private property 'of Schacther between 1982 and 1985 reborn services Rodos, the pool 80, the Grand Hotel, the Farm, the pier and arcades, just as a general climate of boom economic pushed to levels unthinkable and unsurpassed quotations property. In between the 80 and 90 the village reached its zenith, theater seasons punctuated by international celebrities, ostentation and excesses that somehow could remember location 'summer much more' famous ......., the rest, dear reader with the advent of the 90's, is history today. NB At the end of 1995 after having paid all debts, companies Schacther have been rehabilitated. Classe Energetica: G